Surrogata, la lettera di una madre al figlio gay: “Mi sentirei più rispettata se tu adottassi”

Una futura nonna arcobaleno dice la sua.

Surrogata, la lettera di una madre al figlio gay: "Mi sentirei più rispettata se tu adottassi" - surrogata - Gay.it
< 1 min. di lettura

Continua il confronto (e lo scontro) tra le diverse posizioni nei confronti della GPA (gestazione per altri) o maternità surrogata. Il Corriere – nella sezione La 27esima Ora – sta pubblicando da giorni una serie di contributi sul tema. Tra questi, ad esempio una lettera scritta da una madre (firmata solo con le iniziali, E. C.) al figlio omosessuale, riguardo al desiderio del giovane di essere padre e metter su famiglia.

Sono la madre di un ragazzo gay. L’ho capito presto. Prima di lui. Ha 28  anni, lavora e vive da solo. Fra i suoi obiettivi, fra qualche anno c’è quello di fare una famiglia, avere dei figli. Li vuole proprio e scarta a priori possibili fidanzati che non contemplino questa opportunità. Come, chiedo io. Ovvio, con l’utero in affitto. Ed io che l’utero ce l’ho e so cosa significhi diventare grembo e nido, rimango in perplesso silenzio. Non discuto ma è ovvio che neanche si pone il problema. È un contratto, la madre scelta per le caratteristiche genetiche. Non penso al futuro del mio ipotetico nipote, starà bene e sarà amato, non ho dubbi. Penso a noi donne, quando è successo che abbiamo scollegato l’utero dal cuore? È sufficiente che la scienza renda possibile l’inimmaginabile per trasformarci in asettiche incubatrici? Sto zitta, ascolto e rispetto e comprendo il suo desiderio. Ma sentirei immensamente più naturale e rispettosa l’adozione per le coppie omosessuali.

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Andrew 19.3.17 - 11:51

Concordo con la signora. Con che cuore si può chiedere ad una donna (molto spesso una schiava costrettavi per denaro) di portare a termine una gravidanza per poi strapparle il figlio dal grembo? Che adottino anche la madre. Certo, costa un po' di più, ma che genitori del cazzo siete se dovete star lì fare i conti della serva quando si tratta di figli (e relativa madre)? Oppure il figlio adottatelo: vista la sovrappopolazione mondiale, non vedo scelta più politicamente corretta ed ecologicamente encomiabile di questa, sia per le coppie omo, sia per le coppie etero.

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    fabulousone 19.3.17 - 15:09

    Ma che dici... Guarda che stiamo parlando di donne che offrono il servizio di gestazione per altri in tutta libertà e nel rispetto della legge. Tra l'altro, i bambini che queste donne accettano di portare in grembo non sono figli loro, ma delle persone o delle coppie che ricevono il servizio in questione. E l'adozione non si capisce perché mai metterla in qualche modo in contrapposizione, degradandola di fatto a mero ripiego per chi non può avere figli in altri modi; trovo sia un modo del tutto sbagliato e umiliante di parlare di adozione.

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      Andrew 20.3.17 - 9:53

      La "umiliante degradazione" del concetto di adozione a "mero ripiego" sta tutto nella sua testa. Io non ho affatto detto che è un ripiego. Sarà anche come dice lei, a me però farebbe ribrezzo portare via il figlio dalle braccia della madre (che l'ovulo sia suo o no non fa differenza). Che sia un questione di libero arbitrio, non ne sono tanto sicuro: metta un assegno da 5-10-20.000 euro sotto il naso di una che ha bisogno, e il libero arbitrio se lo fa venire subito, anche se poi magari si fa due anni di depressione post-partum o rimpiange tutta la vita di aver dato via il figlio. E non è una questione di omofobia, perché vedo benissimo due genitori omosessuali, specialmente se il figlio è il figlio biologico di uno dei due (con tanto di madre riconosciuta) o se è stato adottato (previo accertamento che la coppia o il single che sia abbia dimostrata disponibilità economica per crescerlo e farlo studiare all'università). Semplicemente, snaturare una maternità per potersi comprare un figlio e sentirsi appagati genitori omosessuali è una cosa che mi fa senso. In ultimo, una cosa che proprio non capisco: come omosessuale hai la fantastica opportunità di non avere figli e di spargere felicemente il tuo seme in terra e, ciononostante, devi per forza andare a cercarti un feto da qualche parte. Mah.

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        fabulousone 20.3.17 - 14:47

        Proprio no. Qui stiamo parlando del servizio di gestazione conto terzi, di gestazione per altri appunto, quindi parliamo di donne che sono gestanti per altri, non madri. I bambini che accettano di ospitare nel proprio utero sono figli delle coppie che ricevono il servizio. La surrogazione consiste infatti nell'ospitare dentro di sé e quindi poi partorire un figlio altrui, voluto e concepito in vitro da altri, non nel fare un figlio proprio e poi cederlo, non nel portare via un figlio dalle braccia di sua madre. Tra l'altro, se si vuole combattere l'eventuale abuso ossia lo sfruttamento di persone povere, in questo come in tutti gli altri ambiti, ci si scagli contro di esso non contro il servizio in sé. E per quanto riguarda l'adozione, non la riterrai un mero ripiego ma, guarda caso, l'hai tirata in ballo in contrapposizione alla surrogazione. Infine, a proposito dell'ultima cosa che scrivi, non c'è molto da scervellarsi, essere gay non vuole affatto dire essere destinati a non avere figli.

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          Andrew 20.3.17 - 15:35

          Certo che bisognerebbe leggere bene quando uno scrive e non interpretare le parole degli altri attribuendovi il proprio pensiero. A giudicare da quanti si scoprono o si accettano gay dopo avere figliato, essere gay non significa affatto essere "destinati a non avere figli", come lei vorrebbe far credere che io ho detto e pensato. Io ho semplicemente detto che essere gay è una bellissima opportunità per non ammorbare il mondo con altre bocche da sfamare. Di nuovo, il fatto che io pensi che l'adozione sia un ripiego sta proprio solo nella sua testa, perché di fatto quello che pensa che sia un ripiego è proprio lei e non io. Parlare di una cosa rispetto a un'altra (adozione rispetto a surrogazione) non significa necessariamento dover diminuire una rispetto all'altra. Se io parlo di Mercedes in relazione a BMW, non è che voglio sminuire o l'una o l'altra, le pare? Detto questo, è ovvio che, se una diversità in termini valutativi ci deve essere, è personalmente tutto a favore dell'adozione, in quanto la surrogazione mi fa un po' senso. Per finire, che una madre possa essere definita "gestante per altri" è una barzelletta. Mi sembra proprio come dire che un negro (e ricordo che negro, da vocabolario, non è affatto un termine dispregiativo) è un "diversamente colorato".

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          fabulousone 20.3.17 - 17:47

          Io ho letto bene. Quando ti sei riferito al 'non avere figli' hai iniziato la frase dicendo 'come omosessuale'. I figli si possono avere in vari modi, non soltanto tramite coito, e essere omosessuali non si capisce cosa c'entri dato che, ripeto, non vuole affatto dire essere destinati a non avere figli. Sull'adozione, anche qui, sono felice che tu non la ritenga un ripiego, ad ogni modo sei tu che l'hai tirata in ballo dicendo che invece di fare la surrogazione tali coppie dovrebbero adottare, riproponendo così una tiritera che di fatto tratta l'adozione come un qualcosa da destinare a chi vorrebbe procreare e non può farlo in modo classico quindi come una sorta di ripiego. Che poi a te la surrogazione faccia senso o ritenga questo o quello una barzelletta francamente non non mi vuol dire nulla, non è un argomento. Saluti

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          Egemonia 20.3.17 - 19:07

          Secondo me nessuno può decidere cosa una donna o un uomo possano e vogliano fare col loro corpo. Anche una modella o una escort usano il loro corpo per fare soldi, ed è una loro scelta. Anche le donne che vogliono abortire, lo fanno per scelta, ed è loro sacrosanto diritto poter gestire la loro gravidanza. Alcune si propongono (parlo dei paesi sviluppati, dove esistono vere e proprio agenzie) come madri surrogate, scegliendo un modo sia altruistico che remunerativo per donare la vita a un bambino che normalmente certe coppie non potrebbero avere. Le adozioni gay in Italia, tra l'altro, sono proibite, ancora più della GPA, perchè almeno in questa, un genitore biologico esiste, nell'adozione no. Nessuno obbliga le donne a candidarsi per la GPA o ad abortire, è una scelta tra le tante, e nessun uomo o donna dovrebbe porsi al di sopra delle libere scelte individuali. Le donne nei marciapiedi vengono sfruttate, molte vengono da paesi poverissimi, però nessuno alza un dito anche se si prostituiscono contro il loro volere e vengono sfruttate da uomini che addirittura confiscano loro guadagno giornaliero... Eppure non mi sembra che gli italiani facciano qualcosa, anzi, sta bene così. Quando si tratta invece dell'utero delle donne, ecco che tutti si sentono di fare i giustizieri della morale e parlare per conto delle donne, che hanno invece una mente e una volontà individuale sulla gestione del proprio corpo.

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          Andrew 20.3.17 - 21:08

          Cioè? Siccome ho una serie di perplessità sulla surrogazione, allora vuol dire che sono a favore dello sfruttamento delle prostitute? Vogliamo anche dire che siccome non ho citato la deriva dei continenti, allora sono contro l'aborto? Comunque a me non è tanto la donna che affitta il suo utero che mi fa specie (l'utero è suo, ne faccia quello che vuole), è la coppietta di maschi che glielo affitta che mi impressiona di più. Magari una di quelle coppiette che sbandierano la fedeltà sessuale come un valore e dopo due anni son già divorziate (e il figlio che fine fa?). Una coppietta che, per soddisfare le proprie ambizioni, è disposta a portar via un neonato dalle braccia di una madre (o gestante che dir si voglia) e a chiudere due occhi su quanto la madre possa realmente provare (magari dopo essersi pentita). Una coppietta dalle ambizioni che hanno tutto il sapore di un distillato di massimo egoismo.

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          Egemonia 20.3.17 - 21:53

          Il mio era un paragone tra due sfruttamenti della donna, di cui uno viene ignorato apertamente, l'altro invece diviene magicamente opinabile e fortemente contestato. La differenza, nei paesi sviluppati, è che la prostituzione è ancora uno sfruttamento della donna povera che non ha scelta poichè il suo corpo e il denaro che guadagna va nelle mani di persone spregevoli, mentre la GPA viene portata avanti da donne maggiorenni, capaci di fare le proprie scelte, e che possiedono anche un tempo ben stabilito per cambiare idea. Le coppie sterili o omosessuali esisteranno sempre, e fare un bambino è sempre un atto deciso da persone che desiderano metterlo al mondo. Mettere al mondo un figlio è sempre un atto di egoismo, perchè è la pretesa di una o due persone di portare avanti i propri geni. La GPA è una decisione da parte di una coppia e di una donna che con la sua testa decide di prestare il suo corpo, e le agenzie fanno bei test psicologici prima di accettare le loro candidature. Se poi la coppia divorzia, il bambino entrerà nello stesso esatto percorso delle coppie etero che divorziano, e più che altro verrà affidato al genitore biologico. Intanto è nato/a, e sicuramente troverà amore e genitori premurosi. L'unico fattore negativo sono i bigotti che potrebbero fare i bulli.

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          Andrew 20.3.17 - 23:26

          Che chi fa i figli lo fa per egoismo perché vuole trasmettere i propri geni è proprio un'interpretazione da fan della surrogata (e del resto il tuo nickname non te lo sarai scelto a caso). Credevo che fosse più per il piacere di sborrare dentro (o di farsi sborrare dentro) senza pensarci troppo, senza troppi calcoli, senza pensare troppo ai sussidi statali. Per amore o per passione, insomma. Non era così una volta?

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          fabulousone 21.3.17 - 1:03

          Ma se sei tu il primo a parlare a sproposito di egoismo, dai... Tra l'altro hai parlato ancora di madri, mentre in realtà si tratta di gestanti per altri perciò di donne che accettano di ospitare nel proprio utero una creatura altrui; di questo passo finirai per chiamare madre anche l'eventuale donatrice di ovulo, facendo un vero e proprio minestrone di concetti diversi. Donatrice di ovulo è una cosa, gestante per altri un'altra cosa e madre un'altra cosa ancora.

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          Andrew 21.3.17 - 10:23

          Hai detto o non hai detto che "chi fa figli lo fa per egoismo"? Dire che una gestante non è una madre è come dire che una mela non è una mela perché è un frutto. Lo stravolgimento della lingua (e del pensiero altrui) a proprio uso e consumo: ecco quello che fa veramente senso! Non mi stupirebbe se lo facessi anche con la madre del bambino, a convincerla che è solo una "gestante". E poi scusa, se quella che lo fa non è la madre, chi è la madre?

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          fabulousone 21.3.17 - 14:21

          Non ho affatto detto che chi fa figli lo fa per egoismo; mi hai confuso con un altro utente. E non ho affatto parlato di gestanti in generale, tantomeno di gestanti che partoriscono un figlio proprio; ho parlato di gestanti per altri perciò delle donne che accettano di ospitare nel proprio utero e quindi poi partorire una creatura altrui.

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          Egemonia 21.3.17 - 13:55

          Adesso non cercare di strumentalizzare persino il mio nick per provare la tua causa, e il mio nome non ha nulla a che fare con la surrogata ma l'ho scelto perchè rimanda alla borghesia illuminista francese che dopo la rivoluzione ha portato avanti valori ideali di libertà, uguaglianza e fratellanza esercitando così una egemonia culturale che io personalmente condivido. La fisiologia del corpo umano la conosco per fortuna, e non capisco come mai il sempre egoistico desiderio di una coppia etero che "desidera tanto un figlio" sia considerato un desiderio superiore a quello di coppie omosessuali che desiderano, per lo stesso motivo, avere un figlio. La riproduzione è un istinto primordiale che ogni essere umano sano, di base, possiede, avendo un assetto enzimatico-ormonale costituito da tutta la caterva ormonale (feniletilamina, dopamina, noradrenalina, endorfine ecc ecc) per portare avanti la propria specie riproducendo il proprio genoma... e le preferenze sessuali non cambiano questo desiderio, ecco l'inghippo. Il desiderio della riproduzione coinvolge ogni individuo e se ne frega se questo individuo uomo o donna abbia un compagno uomo o donna, perchè in natura esistono sia eterosessuali, che omosessuali. Essendo noi parte di una società civile portatrice di un avanzato livello scientifico, è possibile che persone altresì sterili possano coronare il loro naturale, primordiale desiderio di genitorialità con metodi alternativi e grazie all'aiuto di altri individui che prestano la loro assistenza? Ecco, se l'egemonia culturale che io personalmente approvo della libertà, fraternità uguaglianza fosse realtà nella nostra società, la risposta forse sarebbe sì.

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          fabulousone 21.3.17 - 1:21

          Attenzione però a non generalizzare troppo parlando di sfruttamento... Anche la prostituzione infatti può essere e in svariati casi è una libera scelta; è improprio parlarne come se fosse sempre e comunque sotto sfruttamento, o come se riguardasse unicamente donne. Ci sono donne, uomini e trans che decidono in tutta libertà di offrire prestazioni sessuali a pagamento, e credo concorderai con me nel dire che hanno tutto il diritto di farlo, e i clienti tutto il diritto di usufruire nel rispetto della legge delle loro prestazioni, senza essere messi nello stesso calderone con persone sfruttate o senza scrupoli.

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          Steve Pearl 20.3.17 - 22:06

          Quindi hai dei pregiudizi sulle coppie gay? Le coppie etero non divorziano? I loro figli che fine fanno dopo il divorzio? Eppure sono loro che si avvalgono della gravidanza surrogata... nella stragrande maggiornaya dei casi. Qui mi sa che l'unico e vero egoista sei tu... Gli omosessuali non sono tutti come te... o come quelli che frequenti tu.

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fabulousone 17.3.17 - 17:38

Assurdità totali una dopo l'altra. L'utero in questione non è 'delle donne', è della donna che sceglie di aiutare la coppia in questione ad avere un figlio, quindi questa presunta futura nonna non c'entra proprio niente. Sostenere di non venire rispettati da una libera scelta che un'altra persona fa riguardo il proprio corpo, in questo caso il proprio utero, è una cosa senza alcun senso logico. Ogni tanto mi capita di leggere questi confronti sul Corriere; ricordo di aver letto giusto l'altro giorno delle frasi in cui le stesse adozioni da parte di coppie gay, classiche, senza surrogazione, sono state descritte come un qualcosa che cancella a livello concettuale la presenza materna. Non descrivo il voltastomaco che mi è venuto a leggere certe cose.

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    gedeone lo stilita 18.3.17 - 7:26

    Sulle adozioni ti do ragione al 100%.. sulla surrogata meno. É vero che é una prestazione che una donna decide autonomamente e liberamente di fare, però non mi garba molto lo stesso.

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      fabulousone 18.3.17 - 12:24

      Può garbarti o non garbarti, non è questo il punto. Il fatto è che una donna che vuole offrire questo servizio dev'essere libera di poterlo offrire, che una persona o una coppia che vuole usufruire di questo servizio dev'essere libera di poterne usufruire. Non trovo ammissibile scadere in discorsi tipo 'a me questa cosa non piace, non la farei, quindi tu non la devi fare'. Se tu non la vuoi fare, non farla. Molto semplicemente. Lo Stato, invece che proibire di offrire e ricevere questo servizio, spingendo di fatto le varie persone e le varie coppie ad andare all'estero per realizzare i propri sogni, dovrebbe consentirlo e regolamentarlo.

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Steve Pearl 17.3.17 - 14:50

Per le coppie etero (i principali utilizzatori di questa metodica) è ok? Bah...

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