Mikhail Kuzmin: primo poeta, dimenticato, che parlò di omosessualità in Russia

Mikhail Kuzmin parlò apertamente di omosessualità in Russia e fu uno dei poeti che il Paese ha tentato di "dimenticare", solo perché gay.

Mikhail Kuzmin
Mikhail Kuzmin, primo poeta a parlare di omosessualità in Russia.
2 min. di lettura

Oggi ricorre la morte di Mikhail Kuzmin, scrittore, compositore e poeta russo, apertamente omosessuale. Nato il 6 ottobre 1872 e morto di tubercolosi il 1 marzo 1936, Kuzmin è stato un poeta coraggioso, che senza timore parlò per la prima volta di omosessualità in Russia. 

Fu lui, nel 1906, a pubblicare il primo romanzo a tema omosessuale in Russia, Vanja. Fu anche il primo, sempre nello stesso paese, a scrivere Canzoni Alessandrine, un corpus in versi sciolti, ovvero senza rime. Una delle sue poesie più celebri è “La trota rompe il ghiaccio“, realizzata nel 1929, e apprezzata durante tutta la vita del poeta, nonostante trattasse tematiche omosessuali.

Difatti, Mikhail Kuzmin ebbe il coraggio di parlare di omosessualità, dopo le conoscenze e le influenze apprese nei suoi viaggi in tutta la Russia, ma anche in Egitto e Italia. Conscio di essere in un certo senso “protetto” dalla famiglia nobile, portò avanti la sua passione e nonostante i temi considerati impopolari, venne comunque accolto con entusiasmo dalla critica, fino a diventare un personaggio celebre nel mondo della letteratura e dello spettacolo.

Vanja e Canzoni Alessandrine: le prime opere LGBT in Russia

Si può dire che Vanja racconti la prima storia di amore omosessuale mai vista in Russia. Il romanzo, infatti, vede come protagonista due adolescenti gay, che si conoscono e seppur diversi alla fine si attraggono l’un l’altro, fino a innamorarsi. Un romanzo rosa, la storia d’amore che fece conoscere al mondo Mikhail Kuzmin.

Canzoni Alessandrine invece celebra l’amore tra persone dello stesso sesso, in particolare l’amore tra due uomini. È una raccolta di poesie, considerata la prima in versi sciolti mai pubblicata in Russia.

La vita di Mikhail Kuzmin

Il poeta dell’amore LGBT ha attraversato una vita sentimentale abbastanza travagliata. Intrattenne una relazione con il poeta Vsevolod Knyazev, il quale si suicidò sparandosi al petto, forse per l’amore non corrisposto di una ballerina Olga Sudeikina.  La storia, che durò dal 1910 al 1912, fu piena di litigi. La poesia “La trota rompe il ghiaccio” sarebbe un’opera dedicata proprio a Knyazev, a seguito del suicidio. Aveva solo 22 anni.

Dopo di lui, Mikhail Kuzmin ebbe una seconda relazione con un altro poeta, Yury Yurkun. Conosciuto un anno dopo la morte di Knyazev, ebbero una relazione particolare, a cui avrebbe partecipato anche Olga Arbenina, moglie dello stesso Yurkun. Insieme, iniziarono una “relazione a 3“.

La storia tra i due poeti continuò fino alla morte di Mikhail Kuzmin, avvenuto il 1 marzo di 85 anni fa. Poco dopo, l’ascesa di Stalin cambiò per sempre la storia della Russia. Molte persone omosessuali vennero fucilate o inviate nei lager, compreso lo stesso Yurkun.

Per anni, la Russia ha cercato di tenere nascosta l’omosessualità di Kuzmin e i suoi scritti, senza riuscirci. 

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