Omotransfobia, il Pd presenta un DDL firmato Monica Cirinnà: ‘Il Parlamento non può ignorare oltre questo problema’

Un disegno di legge composto da 4 articoli per dire basta all'omotransfobia. Monica Cirinnà e il Pd presentano la loro proposta al Parlamento.

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Alla vigilia della giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia (IDAHOBIT in inglese), Monica Cirinnà ha presentato un disegno di legge per contrastare quella che andrebbe definita ‘piaga sociale’.

La condizione di pari dignità e di tutela dalle discriminazioni, fissata nella Dichiarazione universale dei diritti umani adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948 e sancita nella nostra Costituzione all’articolo 3, oggi non è tutelata in Italia nel caso dei cittadini e delle cittadine lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersessuali (LGBTI) né dal punto di vista sociale, sia sul piano normativo dove ad oggi manca un’adeguata legislazione”.

Parole chiare quelle della senatrice Pd, già paladina dei diritti LGBT dopo la lunga e vincente battaglia sulle unioni civili, conquistate due anni or sono.

Il Parlamento non può ignorare oltre questo problema che attraversa il Paese e che ci viene troppo frequentemente ricordato dalle cronache. Se è vero che tante coppie same-sex, dopo l’approvazione della legge sulle unioni civili, possono finalmente vivere il proprio amore alla luce del sole, è altrettanto vero che ancora tante persone vengono discriminate, vessate, picchiate o uccise per il loro orientamento sessuale. Per questo è fondamentale approvare una legge nazionale contro l’omotransfobia che punisca con decisione comportamenti discriminatori, crimini e delitti, così come hanno già fatto varie Regioni italiane. Con il testo presentato dal Pd combatteremo in questo Parlamento per far venire allo scoperto coloro che davvero hanno a cuore i diritti e le tutele dei cittadini, sfidando apertamente i contrari a mostrarsi con le loro posizioni medievali”.

Il 19 settembre 2013, come dimenticarlo, la Camera dei Deputati approvò un chiacchierato disegno di legge a prima firma Scalfarotto dal titolo “Disposizioni in materia di contrasto dell’omofobia e della transfobia”. Peccato che quel DDL non sia mai arrivato nell’aula del Senato, rimanendo nascosto in chissà quale cassetto per quasi 5 anni.

“Il tema di una tutela delle persone LGBTI da atti di discriminazione e violenza in Italia rimane ad oggi quanto mai urgente”, sottolinea la Cirinnà, che divide il suo disegno di legge in 4 articoli.

Il primo è legato alle modifiche del codice penale dell’articolo 604-bis, legato alla propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa:
a) alla rubrica dopo le parole «etnica e religiosa», sono aggiunte in fine le parole «, o relativi all’orientamento sessuale o all’identità di genere».
b) al comma 1, lettera a), le parole: «o religiosi» sono sostituite dalle seguenti: «, religiosi o relativi all’orientamento sessuale o all’identità di genere»;
c) al comma 1, lettera b), le parole: «o religiosi» sono sostituite dalle seguenti: «, religiosi o relativi all’orientamento sessuale o all’identità di genere»;
d) al comma 2, le parole: «o religiosi» sono sostituite dalle seguenti: «, religiosi o relativi all’orientamento sessuale o all’identità di genere».
2. All’articolo 604 ter del codice penale, primo periodo, dopo le parole «o religioso» sono aggiunte le seguenti « o motivati dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere».
3. Ai fini della legge penale, si intende per:
a) «orientamento sessuale»: l’attrazione emotiva o sessuale nei confronti di persone di sesso opposto, dello stesso sesso, o di entrambi i sessi;
b) «identità di genere»: la percezione che una persona ha di sé come rispondente ad un genere, anche se non corrispondente al proprio sesso biologico.”

L’articolo due va a modificare il decreto-legge 26 aprile 1993, n.122, convertito dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, riguardante le modifiche urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa:
a) al titolo, dopo le parole: «e religiosa» sono aggiunte le seguenti: «, o fondata sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere»;
b) alla rubrica dell’articolo 1, dopo le parole «o religiosi» sono aggiunte le seguenti: « o fondati sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere»;
c) all’articolo 1, comma 1-quinquies, le parole: «o degli extracomunitari» sono sostituite dalle seguenti: «, degli extracomunitari, delle persone omosessuali e transessuali»;
d) all’articolo 6, comma 1, dopo le parole: «comma 1, » sono inserite le seguenti: «ad eccezione di quelli previsti dall’articolo 609-bis del codice penale,».

L’articolo 3 va ad istituire ufficialmente la giornata nazionale contro l’omofobia e la transfobia.
1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 17 maggio quale «Giornata nazionale contro l’omofobia e la transfobia», al fine di promuovere la cultura del rispetto e dell’inclusione nonché di contrastare i pregiudizi e le discriminazioni motivati dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere.
2. In occasione della «Giornata nazionale contro l’omofobia e la transfobia» sono organizzati incontri e iniziative, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, al fine di sensibilizzare le cittadine e i cittadini al contrasto del pregiudizio, della discriminazione e della violenza verbale e fisica motivati dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere, nonché di mantenere vivi nella cultura e società italiane i princìpi di uguaglianza dei diritti e di pari dignità sociale sanciti dalla Costituzione.

L’articolo 4, infine, si concentra sulle statistiche legate a discriminazioni e violenza.
1. Ai fini della verifica dell’applicazione della presente legge e della progettazione e della realizzazione di politiche di contrasto alla discriminazione e alla violenza di matrice xenofoba, antisemita, omofobica e transfobica e del monitoraggio delle politiche di prevenzione, l’Istituto nazionale di statistica, nell’ambito delle proprie risorse e competenze istituzionali, assicura lo svolgimento di una rilevazione statistica sulle discriminazioni e sulla violenza che ne misuri le caratteristiche fondamentali e individui i soggetti più esposti al rischio con cadenza almeno quadriennale.

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