Parlamento Europeo contro l’omofobia istituzionale: “Siamo profondamente preoccupati”

Alla sbarra le dichiarazioni omofobe in arrivo dalle classi politiche di Romania, Estonia, Spagna, Regno Unito, Ungheria e soprattutto Polonia.

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436 voti favorevoli, 107 contrari e 105 astensioni. Con questi numeri il Parlamento europeo ha esortato la Commissione europea a condannare pubblicamente e ufficialmente tutti gli atti pubblici di discriminazione contro le persone Lgbti, soffermandosi sulle cosiddette “zone franche Lgbti” polacche. A riportarlo l’Ansa.

All’inizio di quest’anno, il governo polacco ha definito “il movimento LGBTQ” una minaccia per “la nostra identità, la nostra nazione, la sua esistenza, per lo stato polacco“, tanto da dichiararsi zona “libera dall’ideologia LGBTQ” . 80 aree in tutta la Polonia hanno adottato una “Carta dei diritti della famiglia“, che letteralmente discrimina “le famiglie monoparentali e LGBTI“.
L’EUPP chiede ora di  “condannare fermamente la discriminazione nei confronti delle persone LGBTI … e di revocare le risoluzioni che attaccano i diritti LGBTI, comprese le disposizioni locali contro” l’ideologia LGBT “, in conformità con la sua legislazione nazionale, nonché i suoi obblighi ai sensi del diritto dell’UE e internazionale“.

Tramite questa risoluzione il Parlamento ha espresso “profonda preoccupazione per il crescente numero di attacchi contro le persone Lgbti nell’Ue da parte di Stati, funzionari statali, governi nazionali e locali e politici“, citando inoltre “alcuni esempi recenti che includono dichiarazioni omofobe effettuate durante una campagna referendaria in Romania e discorsi di odio nei confronti delle persone Lgbti nel contesto delle elezioni in Estonia, Spagna, Regno Unito, Ungheria e Polonia“.

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Assente, fortunatamente, l’Italia, dove in realtà l’omofobia istituzionale è purtroppo all’ordine del giorno.

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