“La poesia è la ragione messa in musica” diceva Francesco De Sanctis. E la poesia, quella non ‘alta’ ma alla portata di tutti, delle piccole cose, è la protagonista indiscussa di un delizioso e incantevole gioiellino minimalista che è il nostro cineconsiglio per questo Natale: Paterson di Jim Jarmusch.

Oggi sono circa centocinquamila abitanti, è il terzo centro urbano del New Jersey, ed è legato con un filo rosso all’Italia perché vi abitò a lungo l’anarchico toscano Gaetano Bresci (nel film viene chiamato ‘Breschi’) che il 29 luglio 1900 a Monza uccise Umberto I di Savoia. E a Paterson dedicò un corposo poema epico composto da cinque volumi il poeta William Carlos Williams, specializzato in situazioni ordinarie della gente comune, proprio quelle che racconta il film: Paterson vive in una casetta di legno con l’amata Laura appassionata di decoro d’interni – in particolare il bianco/nero – e il capriccioso bulldog Marvin (lo interpreta Nellie, vincitore a Cannes della Palm Dog!).
La sua vita si divide tra il lavoro, il divano, la passeggiata col cane e un salto al pub locale. Tra l’uno e l’altro, Paterson scrive poesie, peraltro non di qualità eccelsa, che colleziona nel suo taccuino personale (sono scritte da Ron Padgett). Ogni giorno è sempre più o meno uguale, tranne piccoli imprevisti che possono essere una ruota dell’autobus bucata o un matto che sbraita al pub. Poi, un tocco di realismo magico: la bizzarra apparizione di legioni di gemelli dopo che Laura ha sognato di concepirli, oppure un’agognata chitarra che le dà lo slancio per imparare a suonare. Eppure, la felicità è proprio lì, nella carezza di ciò che è familiare e semplice, nel contemplare la bellezza di un fiammifero o di un piccolo dettaglio, vuole dirci il regista che adotta un pacato stile minimal alla Kaurismaki ma senza desolazioni pauperistiche: siamo piuttosto dalle parti di una dignità piccolo borghese da America senza grandi sogni e poche valide certezze (salute, lavoro, amore).
Ma la queerness che soggiace a una presunta ‘normalità’ dei protagonisti è nello sguardo, obliquo e scentrato, soprattutto quello dell’irresistibile Marvin pronto a fare un vendicativo e disastroso danno che mette in discussione il presunto pacifismo del protagonista e che non vi riveliamo.

In tempi ossessivamente cupi come questi, Paterson è un balsamo per l’anima, un tocco di cine-leggerezza necessaria, un omaggio alle piccole, grandi vite eccezionali nella loro unicità che chiunque ha la possibilità di incrociare.
Paterson esce oggi nelle città capozona e giovedì 29 nel resto del territorio nazionale.
Da vedere.


L'ho visto 2 settimane fa a Berlino. Incantevole, spiritoso, introspettivo. Gli attori e il bulldog inglese, bravissimi! Consigliato vivamente!