Perché non smettiamo di pensare a Paul Mescal

Da Normal People a Ridley Scott, passando per All Of Us Strangers e "The history of sound": epifania di un innamoramento queer.

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Se non avete vissuto dentro una caverna, saprete che Paul Mescal è l’uomo del momento.

L’avrete visto per caso negli spot promozionali di Aftersun, il film di punta che l’ha portato agli Oscar l’anno scorso, oppure nell’ultima campagna di Gucci (incluso quel maledetto behind the scenes con POV sulle sue gambe muscolose che si spostano dal camerino al set).

 

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Compare un selfie, una paparazzata, un video amatoriale mentre si dimena sulle note di Dancing On My Own (sempre al party della Fashion Week 2023) e il web perde il lume della ragione.

Ma perché proprio Paul Mescal? Classe 1996, irlandese, da ragazzino pensava di fare il calciatore ma anche il Fantasma dell’Opera durante le recite scolastiche. Un po’ theater kid, un po’ quaterback della scuola, finché nel 2018 esordisce nella pubblicità delle salsicce Danny dove gli basta addentare una salsiccia irlandese per correre su un autobus alla scoperta del mondo.

Due anni dopo e una pandemia di mezzo, arriva la consacrazione : chiusə nelle quattro mura delle nostre case, ci ritroviamo a guardare Normal People, serie tratta dall’omonimo romanzo di Sally Rooney. Paul interpreta Connell Waldron, bellone della scuola come lui al tempo che fu, innamorato di Marianne Sheridan con cui partirà un tira e molla di dieci puntate. La serie non è solo un successo ma tuttə – maschi, femmine, e chiunque in mezzo – vanno in fissa per la collanina di Connell, i nudi frontali, le scene di sesso (tante), ma anche una prova di recitazione che spezza i cuori.

Paul Mescal in Normal People (2022)
Paul Mescal in Normal People (2022)

Connell non è solo il bellimbusto del momento, ma anche uno che nel giro di una stagione si libera della corazza da maschio etero cis che non deve chiedere mai e crolla davanti a noi: è un uomo che finalmente piange, chiede aiuto, ammette di non sapere cosa fare della sua vita e prende le difese dei marginalizzati. Il bare minimum, eppure non solo ci innamoriamo di lui, ma siamo fermamente convintə che attore e personaggio siano un po’ la stessa persona.

Anche all’apice della popolarità, Paul Mescal non ha nulla da spartire con l’idea dello sciupafemmine che ti immagini: è un ventisettenne timido, che dichiara apertamente di avere episodi depressivi e andare in terapia  (“La terapia è bella. Sicuramente meglio della preoccupazione costante” dice in un’intervista per GQ), e di avere un debole per interpretare uomini vulnerabili: così è il tenero barista sulla spiaggia di La Figlia Oscura, il figlio represso di Emily Watson nelle Creature di Dio, e un papà troppo giovane per gestire tutte le insicurezze che porta in corpo in Aftersun.

A dirigerlo ci sono solo registe donne, in film semi-indipendenti che fanno silenziosamente il giro del mondo.

Ai selfie brutti e le stories inutili, preferisce tirare fuori la sua Nikon con cui fotografa tutto: le sue co-star, i genitori, la sorella Nell, le città che visita.

Condivide solo canzoni di Mitski, Ethel Cain, Azure Ray, e dell’ex fidanzata Phoebe Bridgers, conosciuta in un livestream sempre durante la pandemia, per poi diventare la coppia di riferimento dellə ragazzə tristi: si aggiunge il video musicale diretto da Phoebe Waller Bridge (che ai fan di Normal People e Phoebe Bridgers, aggiunge pure quelli di Fleabag), è “musa” dei The Rolling Stones per il video di Scarlet, e ogni volta che viene fotografato per strada con addosso degli shorts a giro scroto, l’Internet lo chiama “la nostra Principessa Diana“.

Al teatro sale sul palco in canotta bagnata per interpretare l’iconico Stanley di Un tram chiamato desiderio, appartenuto qualche secolo prima ad un altro sex simbol, di nome Marlon Brando.

Nel frattempo, sulla sua sessualità non si sa niente e pubblicamente ha sempre avuto solo relazioni eterosessuali, ma almeno sullo schermo si può sognare: quest’anno lo vedremo in All Of Us Strangers (da noi Estranei, presentato al Festiva del Cinema di Roma il prossimo 29 Ottobre e in arrivo nei cinema italiani per il 2024) nei panni del vicino di casa che fa venire gli occhi a cuoricino a Andrew Scott, promettendo grandi scene di sesso e tante lacrime (e con alte probabilità, una seconda nomination agli Oscar). Sempre nel 2024, vivrà “una storia d’amore universale” con Josh O’Connor in The History Of Sound, diretto dalla Queer Palm 2011, Oliver Hermanus.

Sarà anche il Gladiatore 2 di Ridley Scott, di cui non sappiamo ancora niente, a parte quei video degli allenamenti in palestra (chi li ha visti, saprà!)  e a parte il fatto che Scott pare abbia perso la testa per lui, dopo averlo visto in Normal People: “Non smettevo di pensare a lui” ha dichiarato il regista.

A quanto pare, nemmeno noi.

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