‘Alessandra per sempre’

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L'avete riconosciuta? È la 'Mery per sempre' del bellissimo film di Marco Risi. Oggi, Alessandra Di Sanzo torna sul set dopo dieci anni con un film di Pier...

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‘Vita da paparazzo’, questo il titolo della pellicola che segna il ritorno di Alessandra di Sanzo, racconta la vita e le gesta dei fotografi, sempre alle prese con i loro flash, pronti ad immortalare ogni passo falso dei personaggi famosi.  La Di Sanzo, attrice pluripremiata di ‘Mery per sempre’, di cui è stata la protagonista, e di ‘Ragazzi Fuori’, torna a recitare , ed in questa intervista a Gay.it si racconta, perché in fondo prima di essere una attrice, Alessandra è una persona che ha un grande desiderio di normalità. E confessa un desiderio lontano che si nasconde sull’Isola dei famosi, anzi dei non famosi!

Che effetto ti ha fatto ritornare sul set dopo così tanto tempo?

In realtà mi sembrava di averlo lasciato il giorno prima, anche perché mi sono ritrovata in un ambiente caldo ed affettuoso. Dalla costumista alla parrucchiera sono stati tutti molto gentili con me.

E lavorare con Pingitore?

Pingitore con me è stato molto tenero. Gli avevo manifestato alcune mie insicurezze, ma lui mi ha rassicurato, dicendomi che ero stata perfetta nella recitazione.

Ci puoi svelare qualcosa sul tuo personaggio?

Non vorrei svelare molto. Più che altro posso dire che sarà un cammeo. Sarà un apparizione, come quella della Madonna (ride, ndr). Di sicuro la storia di Violetta, che è il personaggio che io interpreto, ricorda molto una vicenda di gossip che ha riempito le pagine dei giornali. E non posso dire di più…

Sono passati 18 anni da quando interpretasti il film cult Mery per sempre, un film sociale, scottante, che ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti. Cosa ricordi di quel periodo?

Il grande affetto della gente per strada. Addirittura i genitori mi mettevano i loro bambini in braccio. È stato un successo talmente grande che all’inizio ho faticato a scrollarmelo di dosso, quasi mi infastidiva. Oggi mi fa piacere che la gente si ricordi ancora di quella interpretazione.

Di sicuro è stato un pugno allo stomaco per molti benpensanti e moralisti, creando scandalo e scalpore

Lo scandalo l’hanno creato i media. Quel film ha rappresentato principalmente una grossa denuncia.

In Mery per sempre venivano raccontati molti episodi di violenza ai danni di Mery, ma non solo. Alessandra, nella sua vita, ha mai vissuto episodi di violenza o discriminazione?

Vivo a Bologna che, nonostante abbia una bella comunità di transessuali ed omosessuali, è una città molto provinciale, dove la discriminazione la senti tutti i giorni. La avverti nei commenti della gente, che bisbiglia quando ti incrocia per strada piuttosto che dal dentista. Per anni ho vissuto a Roma, quindi Bologna mi sembra un paesello. Quando torno nella capitale mi va di essere favolosa, qui mi basta un jeans ed una maglietta!

Di fronte ai commenti della gente ed alle provocazioni come reagisci?

Ti racconto un episodio. L’altro giorno ero in un ufficio e c’era una coppia eterosessuale. Il ragazzo diceva alla sua ragazza di guardare il mio pomo d’adamo, perché era la dimostrazione che fossi un uomo. Vuoi sapere come ho reagito?

Magari…

Mi sono messa i capelli tutti d’un lato in una maniera esageratamente femminile. Certo mi sarebbe venuta voglia di dirgli di guardare in mezzo alle gambe piuttosto che il pomo d’adamo. Per fortuna queste persone sono solo una minoranza.

Ti definisci transessuale?

A me danno proprio fastidio le definizioni. La cosa che mi secca è che si parli di me come un personaggio ‘sessuale’. Principalmente mi sento un artista, aldilà della mia sessualità. Non so cosa voglia dire essere un maschio o una donna, posso solo dire cosa sono io, ma non voglio definirmi sessualmente, perché è limitante. Per la società sono una trasgender, e mi va bene così.

La tua vita sentimentale, oggi, com’è?

Sono molto innamorata. Dentro di me provo un amore immenso verso il mio compagno, come lui lo prova per me. È stata una conoscenza graduale, un volersi bene che è cresciuto sempre più. Prima eravamo amici, poi è nato l’amore.

Lui non ha mai avuto problemi con la sua famiglia per questa relazione?

No, anzi, io conosco i suoi genitori. Semmai i problemi li ha avuti lui con la mia famiglia. La famiglia di un transessuale è sempre un po’ guardinga nei confronti di un potenziale partner. Ha la preoccupazione che quella persona possa non amarti davvero. Ma adesso anche i miei si sono convinti, anzi tutti quelli che ci conoscono come coppia pensano che io l’abbia stregato.

Proviamo a fare un gioco, immaginando di poter scegliere per una cena romantica un bell’attore. Su chi ricadrebbe la scelta?

Se dovessi pensare ad un bel maschione e ad un attore figo direi Adriano Giannini.

Raoul Bova ti piace?

Lo considero un fratellone. L’ho conosciuto quando frequentavamo entrambi il Teatro Colosseo. È sicuramente un bellissimo ragazzo, ma io non lo vedo sotto l’aspetto sessuale.

Hai un desiderio in particolare che vorresti realizzare?

Lavorare tanto per poi evadere le tasse e farmi ingabbiare dal bel finanziere dell’Isola dei famosi…

di Michele Sabia

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