Costantino della Gherardesca: “Condurrò The Voice nello stile asciutto di Corrado”

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Torna stasera in prima serata su RaiDue il talent The Voice of Italy, a caccia di nuovi talenti musicali. Al Bano, Cristina Scabbia, J-Ax e Francesco Renga saranno...

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La Venerabile Raffa non ci mancherà. Ce lo garantisce l’ineffabile Costantino della Gherardesca, gagliardamente asciugato di 25 chili (“non per motivi estetici ma di salute: guarire dall’apnea del sonno”), al timone della quinta edizione di The Voice of Italy che torna su RaiDue stasera in prima serata  con le sue amate Blind Auditions dopo un anno di stop. Il quartetto di coach è ben amalgamato: Al Bano, la rivelazione Cristina Scabbia, l’ormai veterano J-Ax e Francesco Renga. Formula più snella ma regolamento più crudele: non sarà richiesto ai coach di spiegare le scelte mancate e verrà attivato una sorta di pulsante ‘ruba-concorrenti’.

Abbiamo intervistato il nostro adorato Costa:

Per la prima volta ti cimenti nella conduzione di un programma nazional-popolare, il talent
musicale The Voice, arrivato alla quinta edizione dopo un anno di stop, da giovedì 22 marzo su
Raidue. Come lo affronterai?

Lo affronterò seguendo le orme del mio conduttore italiano preferito, e cioè Corrado. Lo stile di conduzione asciutto di Corrado, che non ha mai cavalcato i sentimenti o il buonismo, ha fatto da apripista per persone come me. Francesco Renga, simpaticamente, mi dice che sono “arido”, ed io ne vado fiero. In televisione, così come nel giornalismo o in politica, diffido da chi comunica alla pancia.

Ti sei definito “uomo alpha relativamente prepotente” ma sei soprattutto un grande esperto di
musica, dal gamelan indonesiano alle hit iraniane. Quali sono le qualità che secondo te un cantante di oggi, in Italia, dovrebbe avere e che ti piacerebbe far scovare dai coach?

I coach, grazie alla loro indiscutibile professionalità in materia, troveranno la ‘voce’, che è l’elemento centrale del programma. Dopodiché il cantante, l’artista, si deve rendere conto che viviamo in un’epoca post-industriale. Non basta più la spinta di un’etichetta discografica, come poteva essere ai tempi di Ahmet Ertegun alla Atlantic Records. Adesso l’artista, necessariamente, deve informarsi su tutta la musica, sull’arte, sulla moda, su ogni sfaccettatura e binario della comunicazione. Viviamo in un mondo globalmente interconnesso, e per avere successo bisogna aprire la propria mente e decodificare quello che ci circonda, dal k-pop coreano alle innovazioni informatiche californiane.

La grande scoperta tra i coach, che potrebbe essere molto amata dal nostro pubblico femminile, è Cristina Scabbia, leader dei Lacuna Coil. È più nota negli Usa che da noi ed è stata in grado di battere Rihanna nelle classifiche americane. Come l’avete trovata?

Il vicedirettore di Rai2, Fabio Di Iorio, la seguiva da tempo. È una ragazza umanamente straordinaria, molto civile e carina. È già diventata la beniamina della produzione dietro le quinte, per via del suo carattere aperto e solare. Cristina ci tiene molto a trovare giovani cantanti che, come lei, abbiano la capacità per sfondare oltre i confini dell’Italia.

J-Ax si è presentato come la “Raffaella Carrà della situazione”. Come farete a non far sentire la nostalgia della Venerabile Raffa al pubblico gay?

J-Ax è un grandissimo imprenditore e comunicatore. Soddisferà ampiamente il suo ruolo da Raffaella Carrà, li accomuna l’auto-ironia e una grande esperienza nello showbusiness. Raffaella è un’icona gay della Prima Repubblica, le nuove generazioni LGBT rispettano personaggi come Raffaella, ma sono sempre più attente e in continua ricerca di nuovi fenomeni. Sono certo che sia i coach che molti concorrenti soddisferanno le aspettative del pubblico LGBT, a sua volta sempre più curioso ed aperto.

Al Bano è indubbiamente l’Highlander della musica italiana ma che pensi del suo controverso
filo-putinismo?

Al Bano nella sua vita ne ha viste di cotte e di crude. All’inizio avevo dei pregiudizi, pensavo che potesse essere un conservatore. Ma in realtà ho scoperto che Al Bano è un uomo estremamente aperto di mente, generoso ed affezionato al pubblico LGBT. Non credo assolutamente che Al Bano condivida le posizioni ufficiali di Putin sull’omosessualità. Non dobbiamo dimenticarci che Putin ha strumentalizzato e alimentato l’omofobia per ottenere consensi, come ha scritto esaustivamente Timothy Snyder sul Guardian, rappresentando l’omosessualità come una ‘minaccia occidentale’ ai valori Russi.

The Voice è stato all’estero molto inclusivo rispetto ai concorrenti lgbt, penso ai trans Jordan Grey in The Voice UK e alla filippina Angel Bonilla in The Voice USA. In questa nuova edizione italiana, ci sarà spazio per i concorrenti queer?

Assolutamente!!! Ci saranno concorrenti queer, è inevitabile. Anche durante lo Stato Pontificio il mondo dello spettacolo e dell’arte era un rifugio per le persone LGBT, figuriamoci nel 2018. La televisione ha sconfitto l’omofobia al suo interno, apertamente e progressivamente, anche in Italia. All’inizio di Uomini e Donne un tronista gay era impensabile, al giorno d’oggi è la normalità.

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