INCOMPATIBILI NELLA COPPIA

Un lettore scrive: «Com’è possibile vivere una relazione ed avere una felice vita sessuale se si è entrambi passivi?». L’esperto: «proponi alternative uniche e inimitabili».

Cari Esperti,
premetto che ho cominciato a vivere la mia omosessualità da soli 3 anni e che in questo periodo sono sempre stato il passivo nella coppia, anche se a volte, per istinto, avrei voluto fare l’attivo.

Il mio problema è che non ci riuscivo, ma non per problemi fisici. Diciamo che non riuscivo a tenere l’erezione per penetrare i miei partner. Ora ho conosciuto un ragazzo speciale di cui mi sto veramente innamorando ma il fatto è che siamo entrambi passivi.

Com’è possibile vivere una relazione ed avere una felice vita sessuale se si è entrambi passivi? Cosa posso fare per vincere questo mio blocco psicologico e riuscire finalmente ad essere anche attivo?

Scusate le mille domande e l’essere ripetitivo ma è una questione importante che ora mi sta davvero tormentando.

Un saluto e grazie per l’aiuto,
Fabio

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Caro Fabio,

i ruoli che con troppa facilità vengono associati ai componenti di una coppia omosessuale sono, nella maggior parte dei casi, la rappresentazione stereotipata del costume e/o dell’espressione dell’esperienza socio-culturale di appartenenza. Nella maggior parte dei casi uomini e donne sentono di dover appartenere più o meno rigidamente a delle regole, che in alcuni casi, come nell’esperienza sessuale, condizionano la personale espressione del vivere quotidiano.

Con questo non è mia intenzione fare credere che non esistano manifestazioni comportamentali inquadrate in certi ruoli o schemi precostituiti, ma evidenziare quanto sia più logico considerare anche la rosa di espressioni esistenti nelle caratteristiche della personalità dell’essere umano.

All’interno della coppia gay, soprattutto in una visione etorosessista, è praticamente scontato immaginare che uno dei due uomini sia passivo (come se dovesse rappresentare quel femminile che non c’è). Viene amplificato lo schema maschio-femmina a scapito di una visione maschio-maschio. Si dimentica che, anche nell’espressione di ruoli definiti e precisi dell’esperienza intimo-sessuale, prima di tutto la coppia sia composta da due persone che si amano e si desiderano.

Quindi, i ruoli attivo-passivo, a prescindere dalle rappresentazioni più o meno forzatamente inconsce, possono coesistere, come essere praticamente inesistenti. Ecco, che per superare la rigidità assoluta dei ruoli è possibile individuare l’espressione più morbida e distante dallo stereotipo eterosessuale, come quella di versatilità.

I ruoli si creano, le emozioni si sentono. I primi possono essere l’espressione condizionata dell’esperienza intimo-sessuale che si sta vivendo, i sentimenti sono alla base del proprio piacere.

Probabilmente quello che tu evidenzi come blocco psicologico potrebbe essere solamente l’espressione di una paura. Hai sottolineato che in alcune situazioni intimo-sessuali ti sei sentito particolarmente predisposto all’esperienza di attivo, hai parlato di istinto. Bene, se questo è ciò che hai percepito credo sia utile riuscire ad individuare i motivi per cui il tuo frenarti invada totalmente i tuoi comportamenti istintuali.

Due uomini possono decidere di vivere serenamente la propria storia d’amore, anche se si definiscono entrambi “passivi”. Già il fatto di sentirsi innamorati è sufficiente per porre le basi di una relazione. Dal punto di vista sessuale, però, è necessario riconoscere l’utilità del ridimensionamento delle modalità intimo espressive, nel senso che non potrà essere riconosciuta una regola totalmente rigida del proprio essere o sentirsi passivi. Credo sia necessario rivalutare tale termine e considerare la possibilità di un’espressione più morbida come quella della versatilità, che non vuole essere semplicemente un escamotage risolutivo, bensì una più elastica visione della risposta sessuale. Colui che si definisce versatile decide di rappresentarsi il piacere erotico-sessuale a 360°, pur rimanendo, alcune volte più fedele ad una certa modalità piuttosto che all’altra.

Sono dell’opinione che la sessualità omosessuale non debba sentirsi troppo vincolata dalle espressioni riconoscibili nella sessualità eterosessuale, ma possa distinguersi “orgogliosamente” proponendo alternative uniche e inimitabili.

Ti abbraccio,
Dr Fabrizio Quattrini

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di Fabrizio Quattrini