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Xavier Dolan, arriva la sua prima serie tv: “Non voglio più fare film. Sono stanco”

5 episodi prima di salutare tutti per un po’. “Voglio prendermi del tempo per stare con i miei amici e la mia famiglia. Voglio solo vivere altre esperienze”.

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Xavier Dolan, arriva la sua prima serie tv: "Non voglio più fare film. Sono stanco" - The Night Logan Woke Up - Gay.it

33 anni appena, Xavier Dolan ha già girato 8 film e vinto il Premio della giuria per Mommy e il Grand Prix con È solo la fine del mondo al Festival di Cannes. Ora, a fine novembre, arriverà sulla tv canadese con La nuit où Laurier Gaudreault s’est réveillé, sua prima serie televisiva. Dolan ha adattato l’omonima piéce teatrale del drammaturgo Michel Marc Bouchard, autore che Xavier aveva già adattato sul grande schermo con il sottovalutato Tom à la ferme, unico suo film passato in concorso a Venezia.

Sognavo da tempo di dirigere una serie ma anche di fare un thriller“, ha confidato il regista a Le Journal de Montréal. “I thriller psicologici, di suspense, sono probabilmente la cosa che preferisco guardare. Sono codici che ammiro“.

Divisa in cinque episodi di un’ora, La nuit où Laurier Gaudreault s’est réveillé ha come protagonista una tanatologa di fama mondiale (Julie Le Breton) che torna in famiglia per imbalsamare sua madre, riunendosi con i suoi fratelli che non vedeva da anni. Immancabilmente torneranno a galla vecchi segreti.

Xavier Dolan dice di aver provato “amore assoluto a prima vista” per questa storia, quando l’ha scoperta nell’estate del 2019. “Ho chiamato Michel Marc [Bouchard] il giorno dopo per dirgli che volevo adattare questa storia. “So che diverse persone si erano già avvicinate a lui per adattarlo per il cinema. Ma ho subito immaginato una serie TV. È un’opera costruita sull’evocazione del passato da parte dei membri di questa famiglia. Mi sono detto che portandolo sul piccolo schermo avrei potuto materializzare tutte queste storie vissute in passato da questi personaggi“.

Quasi tutti gli attori che hanno interpretato la piéce a teatrale, ovvero Julie Le Breton, Éric Bruneau, Patrick Hivon e Magalie Lépine-Blondeau, sono tornati sul set per l’adattamento. Anche Xavier Dolan si è affidato un ruolo, regalando il personaggio della madre dei fratelli ad Anne Dorval, sua attrice preferita.

Dolan ha potuto girare 5 episodi con enorme budget, sfruttando ben 82 giorni di riprese. Tantissimo per una produzione del Quebec. “Sì, avevamo soldi e tempo per fare la serie“, ha confermato. “Ma penso che la dimensione del budget si vedrà sullo schermo, specialmente con le scenografie e nei costumi. È una serie che si snoda in due epoche, il 2019 e la fine degli anni 90. L’idea che abbiamo venduto fin dall’inizio era quella di realizzare una serie che ci permettesse di far viaggiare i nostri talenti presentandoli in modo tale da posizionarsi a livello internazionale. In un modo piuttosto audace e generoso, hanno abbracciato il progetto dandoci i mezzi per realizzare le nostre ambizioni”.

Escludendo la fase di post-produzione, che è stata, per sua stessa ammissione, lunga e complessa, Xavier Dolan ha descritto la produzione di “La nuit où Laurier Gaudreault s’est réveillé” come “l’esperienza più galvanizzante, gratificante e formativa” della sua carriera.

“È anche il progetto per il quale sento di aver svolto il mio lavoro con più attenzione”. “Ho fatto davvero i compiti. Ho pensato a lungo al modo migliore per raccontare le cose, distribuirle, distillare tali informazioni, per far sì che un tale personaggio dicesse quella cosa in un momento X. Con gli attori e la produttrice Nancy Grant abbiamo pensato insieme a questo progetto studiandolo da tutte le angolazioni. Mi ha insegnato molto”.

Un’esperienza sicuramente anche stancante, tanto da richiedere ora una lunga pausa dal set. “Mi sono davvero dato al 200% in modo completo, appassionato e persino aggressivo in questo progetto”. “Ma allo stesso tempo, non voglio più fare questo lavoro. Sono stanco. Siamo nel 2022 e il mondo è cambiato drasticamente. Io, in questo mondo, non sento più necessariamente il bisogno di raccontare storie e di relazionarmi con me stesso. Voglio prendermi del tempo per stare con i miei amici e la mia famiglia. Voglio girare spot pubblicitari e costruirmi una casa in campagna, quando avrò abbastanza soldi tra i risparmi. Non lo dico affatto con tristezza. Voglio solo vivere qualcos’altro, altre esperienze”. “Se potessi girare un film o una serie e poi sparire, lo farei. Ma sappiamo che prima delle riprese c’è la preparazione e poi ci sono tutte le fasi della post-produzione. Non credo di essere più tagliato per questo“.

A pesare su Xavier anche l’accoglienza riservata ai suoi ultimi due film, La mia vita con John F. Donovan e Matthias e Maxime, dalla critica poco amati e dagli incassi ridotti. “Il fatto di aver rilasciato Donovan un mese prima di Matthias e Maxime ha ucciso i due film. Ovviamente non passi tutto quel tempo a fare un film con il sudore della fronte in modo che solo cinque persone possano vederlo!”

In attesa di trovare ispirazione per altri eventuali progetto, il regista regala così ai propri fan La nuit où Laurier Gaudreault s’est réveillé.

“Non è banale se in questa serie c’è una riflessione sulla vita, la morte, il lutto, la redenzione, la famiglia. È un lavoro abbastanza globale ed esistenziale. E forse è il mio modo di salutarvi per un po'”.

Tutto tace, per ora, sulla distribuzione italiana della serie.

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