Il mancato coming out di un artista

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La smentita della sua omosesusalità già nel 1979. La relazione con Ron mai confermata. La difesa di Samuele Bersani e infine l'adesione all'Opus Dei. La storia di un...

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"Dalla non ha avuto il coraggio del Coming out anche se lo sapevano tutti. Ma ha fatto una bellissima canzone gaya come Ciao a te!". Il giorno della morte del cantante bolognese, il responsabile diritti civili e associazionismo dell’IdV, Franco Grillini, suo concittadino, fa riemergere con questo tweet uno dei rumor più diffusi del mondo gay. Il brano è "dedicato a un tranviere bolognese e a suo figlio ‘finocchio’", spiega ancora Grillini sul suo profilo Facebook. Ma nessuno è mai riuscito a fargli dire "sono gay", né arriverà mai la conferma della relazione col cantante Ron, forse per la sua incrollabile fede che lo portò ad aderire alle posizioni dell’Opus Dei per contrastare "ogni forma di ateismo e di secolarismo", come ebbe modo di dichiarare.

Già nel 1979 la rivista Lambda, il giornale del movimento di liberazione omosessuale italiano fondato nel 1977 che nel 1981 si chiamerà Babilonia, provò a scoperchiare il vaso. Pietro Savarino che lo intervistò gli chiese senza mezzi termini: "Non ritieni che una tua eventuale dichiarazione di omosessualità darebbe un grosso contributo a che finalmente tale area assumesse una posizione precisa e politica sulla tematica gay?". Risposta: "No! A parte che non è proprio così. Non mi interessa parlartene perché dovremmo stare per giorni interi, ma poi mi sembra così poco informativo, poco divulgativo, e poi credo proprio che non ve ne sia bisogno nel caso fosse vero. Io sostengo, invece, da tempo, che sul piano dell’ortodossia dei propri sentimenti, della propria sessualità, che ognuno deve comportarsi sempre correttamente secondo quella che è la sua organizzazione mentale, la sua organizzazione sociale, ma da qui a fare delle dichiarazioni di voto mi sembra ridicolo… Non appartengo a nessuna sfera sessuale…"

Trent’anni dopo, nel, 2009 torna a parlare della sessualità di Dalla un suo grande amico, Samuele Bersani. Dalle pagine di Vanity Fair disse: "Non ho mai visto Lucio mano nella mano con un uomo e non so che cosa faccia in privato: sono affari suoi. Vero è che, all’inizio della mia carriera mi ha fatto fare un disco in cambio di niente. E che oggi sono orgoglioso di essere suo amico. Lucio per me è un maestro, e mi dispiace che si dicano queste stronzate da parrucchiere".

Infine il "coccodrillo" del TG La7, di oggi. Un addio forse scritto di fretta per la morte arrivata inaspettata che lo ricorda come "omosessuale che non nascondeva di esserlo". Un errore del giornalista che suona come una beffa per chi, come Lucio Dalla ha tentato tutta la vita – e ci è riuscito – di morire eterosessuale.

di Daniele Nardini

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