PrEP: svolta in Europa, via libera al farmaco che previene i contagi HIV

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Saranno però i singoli stati a scegliere come adottarla, in base al potenziale ruolo di questo farmaco nel contesto dei sistemi sanitari . In Italia cosa succederà?

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È ufficiale: arriva anche in Europa la PrEP, sigla per profilassi da pre-esposizione, il farmaco antiretrovirale che, se preso con regolarità e attenzione, può ridurre il rischio di contrarre l’HIV fino al 90% nei soggetti a rischio. La PrEP, lo ribadiamo, NON può e non deve sostituire il metodo di prevenzione di MST più diffuso e sicuro, il preservativo: è una possibilità per quelle persone che praticano sesso bareback (e negarlo sarebbe omertoso, poiché esistono) pur consapevoli dei grandi rischi che corrono di proteggersi. Ed è un’ulteriore sicurezza per coloro che utilizzano il preservativo e vogliono proteggersi ancor di più, o per il partner sano di una coppia sierodiscordante: la PrEP, con una corretta informazione e una valutazione caso per caso, potrebbe rappresentare davvero una rivoluzione.

A dare il via libera alla diffusione della PrEP è la Commissione per i Prodotti Medici ad uso umano (CHMP) della EMA, l’European Medical Agency: ora si attende la ratifica da parte della Commissione Europea. La Commissione ha basato la propria decisione su due studi che hanno mostrato una riduzione sostanziale del rischio di Hiv-1, quando Truvada (il farmaco in questione) viene utilizzato come ‘PrEP’. In uno di questi, lo studio iPREX, ha ridotto il rischio di infezione da HIV del 42% negli uomini sieronegativi o in donne transgender che hanno rapporti sessuali con uomini, gruppi considerati ad alto rischio di infezione da HIV. Nel secondo studio (realizzato da Partners PrEP) Truvada ha ridotto il rischio di infezione del 75% nei partner eterosessuali di uomini e donne sieropositive.

Una volta che sarà garantita l’estensione“, si legge nel comunicato dell’Ema, “ogni Stato membro potrà prendere una decisione sul prezzo e il rimborso basata sul potenziale ruolo di questo farmaco nel contesto dei sistemi sanitari nazionali“. Sta quindi ai singoli ministeri delle nazioni europee decidere se e in che modo adottare la PrEP, se includerla nel sistema sanitario nazionale o meno. La Gran Bretagna, prima di uscire dall’Europa, aveva già deciso di non includerla, rendendola di fatto a pagamento (LEGGI >). L’Italia come si comporterà? 

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