CHI SI RIVEDE: SCIALPI

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Intervista al bel cantante, idolo gay negli anni Ottanta, che ha appena concluso un lungo tour e sta preparando un nuovo singolo che uscirà a Natale.

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MILANO – È un bel pezzo che non si vede in giro, che non appare in televisione, la sua ultima produzione discografica, una raccolta di successi, risale ad un anno fa, eppure sta lavorando ancora molto. Ha appena concluso un lunghissimo tour, sta preparando un nuovo singolo, un duetto per l’esattezza, che uscirà a Natale. Lo abbiamo incontrato nel suo camerino, prima dello show svoltosi nei giorni scorsi a Milano, presso l’auditorium di Radio Italia.

Ciao Scialpi, conosci gay.it?

Non l’ho ancora visitato però lo conosco.

Scialpi 2002?

Ah ah…Scialpi 2002 non è male! Innanzi tutto è bello dire Scialpi 2002 perché dal 1982, in cui ho esordito, sono trascorsi vent’anni! Dico che sono sempre vivo, anche se non sembra. Un’artista se non è in televisione sempre, se non si fa vedere spesso, molti pensano invece che non abbia un’attività. Invece noi artisti abbiamo un’attività, facciamo concerti nelle feste comunali, nelle feste di piazza, nei piccoli o grandi palazzetti, insomma, al di là dell’ufficialità che è quella che la grande massa conosce c’è anche un’ufficiosità. E questo ci tengo a dirlo perché in realtà il motivo per cui io non vado spesso in televisione è che ormai alla televisione della musica leggera non gliene frega più niente, ai programmi della domenica invece che farti cantare ti fanno fare il coniglio e i vari giochi!

Beh in realtà in alcuni programmi tipo “Operazione trionfo”, “Saranno Famosi” o “Destinazione Sanremo” sembra sia dato molto spazio alla musica leggera, e al lancio di nuovi artisti, in un periodo di grossa crisi discografica peraltro.

Sai sotto c’è un grosso fatto speculativo perché ovviamente i giovani non costano molto, anzi sono tutti proiettati verso l’alto, hanno entusiasmo, vogliono arrivare e si accontentano anche di poco. In realtà non sanno che dopo questo passaggio, soprattutto se poi da Saranno famosi diventano conosciuti, non famosi, ma conosciuti, da li incomincia, come dice l’amico Pippo Baudo, il lavoro grande che è quello di portare avanti il tuo mestiere non solo nell’anno in cui sei in televisione.

Senti Scialpi, visto che hai nominato Pippo, Sanremo?

Sanremo bisogna vedere come si mette. Perché io, tra virgolette, appartengo agli indipendenti, nel senso da un po’ di tempo, diciamo da quando ho inciso brani come “Preghere”i, “Amare”, “Baciami”, mi sono un po’ staccato da quello che è il giro delle multinazionali che poi alla fine vediamo che conducono e gestiscono il mercato e che oggi, purtroppo, contano più dell’artista.

Posso dire senza vergogna che io fui uno tra quelli che furono spediti a casa, nell’anno in cui anche i big potevano non arrivare in finale, con il brano “Ninna Nanna”, che comunque non rinnego e che tra l’altro canterò anche stasera.

Riguardando ai tuoi vent’anni di carriera c’è qualcosa che non faresti più?

^Diciamo che mi concederei di più. Credevo che essere misterioso giovasse al successo. In realtà non è così, addirittura oggi chi prima si spoglia prima arriva. Se tornassi indietro mi concederei di più. Avevo 19 anni e dopo la prima apparizione televisiva mi è cambiata la vita, da Parma dove vivevo ed ero un ragazzo come tutti gli altri, mi ritrovai a non poter uscire più per strada.

Mi ero presentato con i jeans strappati, come un fenomeno da baraccone, la gente credeva fossi finto. In realtà avevo molti ideali. Credevo di poter cambiare le cose con una canzone, che la gente sentendola potesse farsi un esame di coscienza. Ma non è così, ero giovane e ingenuo, come lo si è da giovani. Adesso penso che canto come se pregassi, come se intonassi una preghiera affinché non ci siano più cose brutte come la guerra, l’odio, il razzismo ecc.

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Un tema di grande attualità, che cosa pensi delle unioni civili tra persone dello stesso sesso?

Non lo trovo per niente scandaloso. Io sono per il nucleo, qualsiasi esso sia, purché sia riconosciuto che sia tra due uomini, due donne, un uomo e una donna, ecc. Io sono d’accordo, al di là di tutte quelle che sono le problematiche che esulano dal rapporto, le cose amministrative ed economiche, la gestione familiare ecc. È giusto che una coppia abbia ogni diritto e sia riconosciuta dalla società.

Che farai nel prossimo futuro, tour, dischi?

Guarda, ho appena concluso il tour di 47 concerti in Italia e sto preparando un singolo per Natale, un lento, un vero lento in un periodo in cui tutti fanno ritmi, non aggiungo altro, ti dico solo che sarà un duetto con una cantante americana. Sto preparando l’album, ho scritto e sto scrivendo molte canzoni, i dischi si partoriscono nella vita quotidiana, non quando escono pubblicati. Ma ho deciso di fare un singolo perché oggi come oggi, in un periodo di grossa crisi, fare un disco e non vendere è come avere la rogna.

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