SOLO SESSO TRA I GAY?

di

Ci sono persone sensibili nel nostro ambiente?

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Perchè dobbiamo sempre passare attraverso il sesso per iniziare una relazione affettiva? E’ mai possibile che in tutti le occasioni di incontro nel nostro ambiente si debba sempre e solo passare per la zona inferiore e poi forse per il cervello?

Fare sesso è piacevole, ma sta diventando troppo monotono, a volte non basta più, sicuramente c’è bisogno di un raporto affetivo più solido e concreto. Problema: dove incontrare persone di un certa sensibilità, e – perchè no? – di una certo spessore umano? Oppure sono io che non riesco a vedere più in là?!

Ti sarei grato se mi dessi delle indicazioni per soddisfare la mia esigenza: insomma dove sono questi uomini che vadano oltre al palestrato, al vestito firmato, al sesso?

Marius

Salve Marius,

cercherò di dire alcune cose su questo argomento così delicato che mi proponi. Ho gia avuto modo di scrivere altrove che la sessualità è un’energia fondamentale che va gestita con attenzione e rispetto.

E’ anche vero che, spesso, la sessualità viene ad essere messa al primo posto in un approccio iniziale e che molti ne fanno addirittura un banco di prova per verificare se quella relazione è possibile. Questo può portare ad organizzare la propria esistenza e a mettere in atto tutti quei comportamenti, sia di estetica legata alla cura del corpo, sia quella dell’immagine attraverso l’abbigliamento, tesi a questo scopo.

La nostra cultura è impregnata di sessualità, si basti vedere le numerose immagini pubblicitarie, i messaggi dichiarati, latenti e/o subliminali che ci attraversano continuamente nella quotidianità. Freud, per citarlo ancora, il padre della psicoanalisi, ne ha fatto il fulcro di tutta una teoria tesa a spiegare e a dare un’interpretazione dei processi psichici cosa questa, che da più di cento anni a questa parte ha influenzato la cultura d’oggi: infatti, chi non conosce il complesso d’Edipo, le nevrosi sessuali e le sue fasi (falliche, anali, ecc…); chissà se questo è stato un bene per noi!

Comunque, e rispondo come posso alla tua richiesta, il cosiddetto "ambiente" gay, alias comunità, offre vari spazi e situazioni sociali e d’aggregazione, dove in talune la sessualità viene ad essere fortemente presente sia come spazi fisici, vedi locali con dark room, sia come persone che aderiscono, più o meno consapevolmente, a quello stile di vita; altre, dove l’incontro per conoscersi e per parlare è non solo possibile, ma preludio a qualche forma di relazione amicale e/o intima.

Il punto sta nel fatto che se uno è "centrato" (termine che indica consapevolezza e congruenza) su di sé, sui propri bisogni allora, può operare una SCELTA consapevole e coerente. Scegliere e decidere eventualmente di evitare, o al contrario di entrare in contatto, approfondire, frequentando i vari luoghi deputati, è una prerogativa che ognuno di noi ha e può sfruttare. Ascoltare i propri bisogni e sperimentare i luoghi più adatti a noi, oggi, nelle più varie e disparate situazioni che la comunità gay ci offre e diversamente da 10/20 anni fa, è la condizione sine qua non che ci permette benessere, e il sentirci congrui ai nostri ideali e le nostre convizioni etiche e, di relazionarci nel modo più giusto e appagante. Se uno si lascia trasportare dalla corrente e segue il fiume, allora perde la capacità di decidere, lascia che siano gli altri e le circostanze a farlo per noi e questo non è sano per il nostro Sé.

Io uso spesso una metafora in questi casi: "Non è sensato ed è sconveniente andare a comprare il salame dal giornalaio, la delusione è assicurata!"

di Maurizio Palomba

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