“Non siamo criminali”: parla un’operatrice sessuale in Uganda

"La polizia ci arresta, la polizia ci stupra, e se vogliamo uscire dal carcere dobbiamo pagare mazzette ai poliziotti": il racconto di Bad Black

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Bad Black è una donna transessuale di 25 anni e vive in Uganda: è costretta a lavorare come operatrice sessuale nella capitale, Kampala, ed è stata arrestata oltre 20 volte. In ognuna di queste è stata violentata almeno una volta da parte della polizia e dei detenuti della struttura. Non può smettere di svolgere questo lavoro perché non ha altro modo di fare soldi: Amnesty International le ha recentemente dato voce attraverso una campagna di sensibilizzazione. In Uganda la prostituzione è proibita, ma è anche vietato affittare una stanza o vivere con i guadagni del lavoro: se si viene colti in flagrante, si può essere condannati fino a 7 anni di carcere. Non è la prima legge severa nel Paese: spesso abbiamo parlato della situazione disastrosa nella quale vive la comunità LGBT locale (qui per le ultime news).

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“Noi transessuali non riusciamo ad essere assunti in nessun altro luogo: spesso siamo stati costretti a lasciare la scuola e non abbiamo qualificazioni, per questo non abbiamo altra strada che quella della prostituzione. Anche chi ha una qualificazione professionale non riesce ad essere assunto poiché veniamo facilmente identificati: le persone non ci capiscono e non veniamo considerati”.

Solitamente la polizia effettua degli assalti sulla strada, spesso senza alcun motivo: molte volte le transessuali vengono arrestate. “La polizia ci arresta, la polizia ci stupra, e se vogliamo uscire dal carcere dobbiamo pagare mazzette ai poliziotti: non ci sono processi perché veniamo arrestate senza motivo”. Il motivo per cui l’urgenza di uscire è talmente forte da dover pagare una multa riguarda la salute: “La maggior parte delle mie colleghe è sieropositiva come me, e abbiamo bisogno di prendere medicinali. Se perdiamo anche pochi giorni di mantenimento, questo potrebbe influire negativamente sulla nostra salute”.

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Molti medici si rifiutano addirittura di effettuarle, queste cure: “Se chiedi ad un dottore di curarti molti ti rispondono che la loro religione gli impedisce di fare ciò, l’etica professionale non esiste”. I clienti spesso scappano senza pagare: “Veniamo violentate dagli stessi clienti: visto che la prostituzione è illegale, a volte scappano dopo il rapporto”.

Bad Black è co-fondatrice e attuale presidente della Foundation for Trans Women Living With HIV in Uganda: “Crediamo che il sex work sia un lavoro a tutti gli effetti e vogliamo diritti come qualsiasi altra persona. Siamo anche parte della Uganda Network of Sex Workers Organizations (UNESO) con la quale stiamo lavorando e combattendo: vogliamo aumentare l’attenzione sul tema, in modo che anche la prevenzione e la salute migliorino per tutte noi“.

© Riproduzione riservata.

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