Abruzzo LGBT, qualcosa si muove: nasce una piattaforma arcobaleno

Una piattaforma concreta, possibile e praticabile, su cui misurare la volontà reale della politica di farsi carico delle istanze delle persone gay, lesbiche, bisessuali, transessuali e intersessuali di Francavilla al Mare, Lanciano e Vasto

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Arcigay Chieti ha lanciato delle piattaforme arcobaleno per le imminenti elezioni comunali di Vasto, Lanciano e Francavilla al Mare. Segno che anche in Abruzzo qualcosa si muove, sul fronte dei diritti. Le campagne social si chiamano “FrancavillaalMareArcobaleno”, “LancianoArcobaleno” e “VastoArcobaleno”, e di fatto nascono per chiedere alle amministrazioni comunali di dare visibilità alle soggettività LGBTI+, riconoscendole come parte integrante del tessuto sociale del proprio territorio, riconoscendo al tempo stesso la presenza delle Famiglie Arcobaleno.

Arcigay Chieti, per evitare che le città di Francavilla al Mare, Lanciano e Vasto siano amministrate da un Primo Cittadino o una prima Cittadina non rispettoso/a di tutta la sua cittadinanza, si auspica che le candidature a questa nuova tornata elettorale siano trasversalmente coscienziose e preparate sui temi dell’uguaglianza e dei diritti. Per questo Arcigay Chieti ha stilato un elenco di sei richieste da rivolgere ai candidati a primo cittadino delle città che andranno ad elezione il prossimo ottobre.

Una piattaforma concreta, possibile e praticabile, su cui misurare la volontà reale della politica di farsi carico delle istanze delle persone gay, lesbiche, bisessuali, transessuali e intersessuali di Francavilla al Mare, Lanciano e Vasto. A seguire le sei richieste.

Punto numero 1) Adozione di norme contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere attraverso l’adozione di due nuovi comma nel regolamento di Polizia Urbana che vietino di esporre immagini, organizzare manifestazioni riconducibili al regime fascista, ad altri regimi totalitari e a contenuti che vogliano comunicare e/o promuovere le discriminazioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di disabilità, di orientamento sessuale e identità di genere e di ogni altra discriminazione prevista dalla legge.

Punto numero 2) Adozione della neutralità di genere nel linguaggio usato dal Comune; L’uso di un linguaggio non sessista, inclusivo e rispettoso del genere in tutte le comunicazioni del comune (sito, avvisi, comunicati, documentazioni…) come applicato nel Parlamento Europeo, evita formulazioni che possono essere interpretate come di parte, discriminatorie o denigranti, perché basate sul presupposto implicito che persone con generi diversi abbiano ruoli diversi. Iniziare a intraprendere l’uso di un linguaggio equo e inclusivo (che è ancora in evoluzione), aiuta a combattere gli stereotipi di genere, promuove il cambiamento sociale e contribuisce al superamento della disparità di genere.

Punto numero 3) Costituzione del comune come parte civile nei casi di omolesbobitransfobia; Ogni attacco di stampo omobitrasfobico oltre ad arrecare un gravissimo danno alle vittime, alimenta lo stigma e i pregiudizi verso le persone LGBTI+ e a tutta la comunità. Per questo il Comune dovrebbe costituirsi parte civile in questi casi così da dare aiuto e sostegno concreto alle vittime e per contrastare culturalmente e legalmente omofobia e transfobia.

Punto numero 4) Patrocinio gratuito del comune agli eventi della comunità LGBTI+ di rilevanza culturale e sociale in particolare quelli legati alle date del 27 gennaio (Giorno della memoria), 17 maggio (Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia ), 1 dicembre (Giornata mondiale contro l’AIDS).

Punto numero 5) Azioni e iniziative volte a contrastare il bullismo omolesbobitransfobico: gli ultimi due anni di lockdown hanno aumentato gli episodi di cyberbullismo omolesbobitransfobico; la scuola deve essere una palestra improntata sul rispetto e sul riconoscimento delle diversità come tassello fondamentale delle nostre società. Pertanto richiediamo che il Comune si impegni nel contrastare il bullismo che i ragazzi e le ragazze gay, lesbiche, bisessuali, transgeder e non-conforming subiscono tra i banchi di scuola.

Punto numero 6) Riconoscimento di pari diritti e dignità di tutte le famiglie: nelle sue azioni di amministrazione il comune deve riconoscere la presenza nel proprio tessuto cittadino di famiglie che esulano dal sistema etero-patriarcale che vede nel concetto di famiglia unicamente quella eterosessuale. Anche la nostra comunità esige riconoscimento e pari diritti: richiediamo pertanto che l’amministrazione comunale riconosca pari diritti e dignità a tutte le famiglie: eterossessuale, arcobaleno, genitori single, allargate ecc.

Infine per le città di Francavilla al Mare e Lanciano si aggiunge anche la richiesta di adesione alla Rete Re.a.dy, la Rete italiana delle Regioni, Province Autonome ed Enti Locali impegnati per prevenire, contrastare e superare le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, anche in chiave intersezionale con gli altri fattori di discriminazione – sesso, disabilità, origine etnica, orientamento religioso, età – riconosciuti dalla Costituzione, dal diritto comunitario e internazionale. La rete è l’opportunità di uno spazio non ideologico di incontro e interscambio di esperienze e buone prassi finalizzate al riconoscimento e alla promozione dei Diritti Umani delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, transgender.

Sei obiettivi per la città di Vasto e sette per le città di Francavilla al Mare e Lanciano concreti, applicabili anche a costo zero, per costruire un orizzonte fatto di autoderminazione, orgoglio e uguaglianza. Tutti i candidati e le candidate sindaco/a sono stati invitati a far pervenire la loro sottoscrizione alla piattaforma Arcobaleno consultabile anche sul sito chieti.arcigay.it.

«Dal 19 Settembre renderemo pubbliche le adesioni alla nostra campagna e monitoreremo le attività dei candidati sindaci e delle candidate sindaco sia durante questa campagna elettorale sia dopo le elezioni: la sottoscrizione delle piattaforme sono impegni presi con tutta la comunità», hanno concluso i rappresentanti Arcigay Chieti – Sylvia Rivera.

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