Fotografia LGBTQ+: il best of Gay.it

Tra le migliori espressioni di arte queer c’è la fotografia. In questi anni abbiamo presentato i più interessanti progetti fotografici, che sono riusciti ad abbattere il muro dell’indifferenza. Ecco quali sono

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7 min. di lettura

La fotografia LGBTQ+, sin dagli anni ‘70, è uno dei mezzi espressivi fondamentali per rappresentare la comunità queer, in grado spesso di lanciare forti e dirompenti messaggi politici, di inclusione e di richiesta di una maggiore visibilità nei confronti di quelle identità ed orientamenti sessuali che i media mainstream cercano, ancora oggi, di non considerare. 

Artistə storic* come Robert Mapplethorpe o giovani generazioni di professionistə come Zanele Muhoni e George Kanis attraverso i loro scatti sono riusciti ad abbattere il muro dell’indifferenza, pur non esenti da polemiche e boicottaggi da parte di chi quel muro lo vuole sempre più spesso ed alto nei confronti della nostra comunità. 

Andiamo a conoscere meglio i progetti di questə fotografə. Abbiamo selezionato, in particolare, 11 serie fotografiche (+ 1 articolo contenente diversi famosi progetti), ognuno dei quali ha un proprio approfondimento presente nel nostro sito e che abbiamo in maniera opportuna linkato. Eccole qui di seguito. 

Zanele Muholi, l’artista e attivista sudafricana che fotografa le identità negate

Zanele Muholi Gay.it
Alcuni ritratti di Zanele Muholi

Resistenza sociale e, in particolare, identità negate, quelle delle donne e della comunità queer africane. Questi sono i temi che Zanele Muholi, fotografa e attivista sudafricana vuole far trasparire dai suoi progetti fotografici con l’obiettivo di dare la giusta rappresentazione a chi ancora nella sua terra d’origine subisce discriminazioni, violenze e tentativi di omicidio. Leggi di più nell’articolo scritto da Ileana Dugato per Gay.it e che abbiamo linkato qui sotto. 

La fotografia LGBTQ+ di Zanele Muholi 

Walter Jenkel. Animali inusuali accostati a ragazzi efebici 

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La passione per il nudo maschile e l’amore incondizionato per la natura muovono l’intero lavoro del fotografo spagnolo Walter Jenkel. Il risultato è pura sensualità. Al tempo stesso il progetto ci aiuta a ripensare il rapporto tra umano ed animale, un rapporto che può essere caratterizzato da un’affinità indissolubile. 

Sfoglia la gallery presente in questo articolo. 

Il bestiario della bellezza di Walter Jenkel 

Supranav Dash ci racconta il mondo LGBT+ in India

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Eros and its Discontents” è la serie fotografica di Supranav Dash che è stata selezionata per partecipare al PhotoVogue Festival 2019. Il progetto ha suscitato molta attenzione da parte di professionisti ed amatori locali ed internazionali per la particolare capacità del fotografo di esplorare la cultura indiana LGBTQ+ ed altre tematiche come la religione, le discriminazioni vissute dalle persone queer e le lotte per esprimere sé stessi

Supranav Dash, in questo articolo scritto da Luca Cantarelli per Gay.it, ci racconta come è nato il progetto, dove ha trovato le ispirazioni per questo lavoro e quale messaggio vorrebbe trasmettere con il suo lavoro. Leggi ora l’articolo. 

La fotografia LGBTQ+ di Supranav Dash

Luke Austin. Uomini nudi che leggono

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Diventato molto popolare sui social media per i suoi scatti sensuali, erotici, Luke Austin è un fotografo americano che nel progetto “Bed 2” ritrae uomini sdraiati nel letto mentre leggono il loro libro preferito, completamente nudi e baciati dalle prime luci del sole. I soggetti fotografati non sono modelli professionisti, ma amici conosciuti tramite social media, una scelta che si ritrova in altre opere del fotografo. 

Mi piace ammorbidire il macho, e penso che sia rinfrescante vedere ragazzi muscolosi in quel modo“, dice Austin. “I libri hanno costretto i modelli a concentrarsi sulla lettura invece che sul loro corpo. Non c’erano pose né flessioni, solo bellissime inquadrature del corpo maschile nudo“, conclude il fotografo. 

Sfoglia ora la gallery 

Raffaele Petralla. Il terzo sesso in Bangladesh

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Il fotografo romano Raffaele Petralla, durante i suoi viaggi in Bangladesh, ha dato vita ad un progetto di fotografia LGBTQ+ suggestivo. Soggetti dei suoi scatti sono ə Hirja, persone transgender e transessuali (ma che si possono identificare anche col genere maschile o femminile) che, nel 2014, dopo anni di lotte da parte di attivistə e ONG, sono statə riconosciutə dalla Corte Suprema attraverso una specifica legge: ora hanno diritto di voto, di istruzione e alla sanità rimanendo, tuttavia, ancora vittime di violenze e discriminazioni quotidiane

Ti invitiamo ora a scoprire le foto delə Hirja di Daka, scattate tra l’aprile e il maggio 2015 a Dhaka. 

La fotografia LGBTQ+ di Raffaele Petralla

Pedro Luján-Vales e le sue drag queen di Città del Messico, che sfidano la mascolinità tossica

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Fotografo Pedro Luján-Vales

Le drag queen del Messico più conosciute, come Nina de la Fuente e Luna Lansmal, sono state ritratte dal fotografo Pedro Luján-Vales in questo progetto che si è posto come obiettivo quello di criticare ed affrontare il machismo, la mascolinità tossica che impera nello stato sudamericano. 

Lo scenario di queste foto è provocatorio e sensuale, volutamente ambiguo, stridente

Ti invitiamo a leggere l’articolo che abbiamo linkato qui di seguito per vedere alcuni scatti della serie fotografica che ha destato grande scalpore non soltanto in Messico. 

Le drag queen di Pedro Luján-Vales

Veronique Charlotte. Gender Project e il viaggio introspettivo nell’identità di genere

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Gender Project – Gay.it

Gender Project è un progetto fotografico decennale (ad oggi al suo secondo anno) che ha come obiettivo quello di realizzare 1000 ritratti da esporre in 10 mostre interattive e in 10 capitali, metropoli del mondo (per ora è stato esposto a Londra e Milano). 

L’obiettivo di Gender Project è quello di rappresentare le identità di genere non binarie ed abbattere gli stereotipi sul binarismo, che non è dicotomico, bensì uno spettro. Tra i ritratti anche quello di una nota drag queen e transgender italiana, Daphne Bohémien. Scopri di più nell’articolo del nostro redattore Luca che ha intervistato Veronique Charlotte, fotografa e ideatrice del progetto. 

La fotografia LGBTQ+ di Veronique Charlotte  

La ricerca della perfezione secondo Robert Mapplethorpe

robert_mapplethorpe_fotografie

Robert Mapplethorpe, tra i più importanti professionisti al mondo di fotografia LGBTQ+, è stato sicuramente l’artista che più di altri ha celebrato il sesso, i nudi maschili e l’omoerotismo, riuscendo a farsi conoscere in tutto il mondo, nonostante i vari tentativi di boicottaggio delle sue mostre, ritenute dai conservatori troppo provocatorie, pornografiche. 

In questo articolo di Samuele Visentin ripercorriamo attraverso testi e immagini i temi più cari al fotografo, tra cui quello del doppio (male-bene, buio-luce), senza tralasciare il soggetto di cui fece svariati elogi artistici, ovvero il pene in tutte le sue forme e dimensioni, un vero e proprio “totem da ammirare ed adulare”. 

La fotografia queer di Robert Mapplethorpe

Ron Amato. Nudo maschile, gay e naturismo

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© Ron Amato

L’omoerotismo, il naturismo e l’identità sessuale sono i temi più cari a Ron Amato, noto fotografo statunitense che ha collaborato con riviste del calibro di Men’s Health e Sports Illustrated. 

Uno dei suoi progetti più conosciuti, che abbiamo descritto nell’articolo a cui ti rimandiamo qui sotto, è “Men in Nature”, che il fotografo porta avanti da ormai 20 anni e che ritrae uomini gay soli o in coppia in totale nudità nelle spiagge e in luoghi di naturismo sparsi in tutto il mondo. 

Guarda ora i 30 scatti di nudo maschile by Ron Amato 

George Kanis: il fotografo underground che documenta la realtà queer di Atenfotografia lgbt, george kanis

In una società greca dove le persone queer fanno sempre più orgogliosamente coming out e lottano senza precedenti per i diritti civili contro l’attuale clima d’odio e di discriminazione nei confronti della comunità LGBTQ+, c’è un fotografo, George Kanis, che ne documenta le vite quotidiane. Leit motiv dei suoi progetti è la celebrazione della nudità, che vuole essere una dichiarazione politica e attraverso la quale George cerca di esprimere la sua visione, la sua personale estetica. 

Ecco le sensuali, nude e spesso crude fotografie di George Kanis, che ci invita ad affrontare un viaggio nelle sottoculture giovanili queer di Atene. 

La fotografia queer di George Kanis

Lo Shibari: la pratica bondage per corpo, anima ed eros

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A Copenaghen, Parigi, Londra, Roma e Berlino ed in molte altre capitali europee ci sono comunità, composte ognuna da centinaia di membri, accomunate dalla passione per il bondage e, in particolare, dello Shibari, la pratica orientale giapponese che coniuga l’estetica del bondage con l’espressione emotiva del corpo. 

In particolare, ad Amburgo c’è un fotografo che si fa chiamare Softbondage e che è riuscito a realizzare ben 45 servizi fotografici a tematica shibari, riuscendo a catturare e a trasmettere le emozioni, l’energia, il meraviglioso aspetto visivo ed estetico di questa pratica. Il nostro redattore Luca Cantarelli lo ha intervistato. Dal colloquio emergono questioni interessanti relative nello specifico al suo progetto ed in generale allo shibari, una vera e propria disciplina che sempre più persone etero e queer vogliono imparare. 

Intervista a Softbondage, che insegna e fotografa l’arte dello shibari

12 meravigliosi progetti fotografici che rappresentano la comunità LGBTQ

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Concludiamo questa rassegna di progetti fotografici con il link ad un articolo contenente ulteriori 12 serie di fotografie LGBT+ che hanno avuto grande risonanza internazionale e che sono riuscite a far conoscere determinare realtà sottorappresentate, come ad esempio quelle delle “muxes” messicane fotografate dal professionsita italiano Nicola Okin Frioli.

Leggi ora l’articolo 

 

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