Alessandra Angeli aka Angelina: “Sfottere gli omofobi dicendo ‘che vanno a trans’ alimenta lo stigma”

di

Sulle forme implicite del pregiudizio.

CONDIVIDI
68 Condivisioni Facebook 68 Twitter Google WhatsApp
11159 2

Alessandra Angeli ma per gli amici più semplicemente Angelina sui social si dà generosamente: loda quando c’è da lodare, sfancula quando c’è da sfanculare. E proprio poco fa l’ex concorrente di Pechino Express, di professione make up artist, ha scritto un post sul suo profilo Facebook per mettere in evidenza una delle tante forme implicite del pregiudizio. In riferimento a chi anche si dice a favore dei diritti civili, Angelina ha voluto precisare quanto segue:

Vi chiedo una grande cortesia; quando si parla di “familydayers, di “difensori dell’utero”, della “famiglia naturale” e di altri poveri str*nzi, potete evitare di argomentare sui miei social con “eh e poi magari vanno con I trans” come se fosse il peggior abominio che si possa compiere? La cosa mi urta il sistema nervoso perché alimenta uno stigma sociale fortissimo che poi paghiamo noi persone transessuali, soprattutto chi è finit* ad esercitare il meretricio perché non ha accesso al mondo del lavoro e ai diritti sociali proprio “grazie” alle categorie di minus habentes elencate sopra. 

Siccome siete in disaccordo con quelle categorie di subumani cercate di non essere come loro e di non portare esempi che discriminano una minoranza nella minoranza, a maggior ragione se anche voi fate parte di una di queste.  Sì, sono polemica perché si tratta di una cosa importante, non si tratta di essere “esclusi” da un gioco stronzo, si tratta di avere precluse delle scelte, l’integrazione sociale e tutto ciò che ne consegue.
Siate intelligenti ed empatici, non siate come i familydayers.

Grazie.

Vi chiedo una grande cortesia; quando si parla di “familydayers, di “difensori dell’utero”, della “famiglia naturale” e…

Pubblicato da Alessandra Angeli su Venerdì 10 febbraio 2017

 

E non è certo difficile darle ragione: in quelle espressioni così diffuse spesso, per portare alla luce l’ipocrisia di certe figure, si ricorre a toni sprezzanti e decisamente privi di tatto e umanità. Questo tipo di posture retoriche andrebbero smantellate e sostituite con forme più mature e serie di critica. Anche per rispetto – come dice Angelina – verso quelle persone che si trovano a vivere vite troppo facilmente oggetto di scherno e discriminazione. Insomma: stiamo attenti alle nostre parole. Sempre.

Leggi   Sapienza, bocciato il libretto per gli studenti transgender
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...