Prenotano le vacanze, “Non si accettano gay e animali”: la denuncia di Arcigay

Finito così il tentativo di prenotazione di un alloggio in provincia di Vibo Valentia in Calabria: la Casa Vacanze Ciufo a Santa Maria.

Arcigay Napoli denuncia un gravissimo caso di discriminazione e omofobia accaduto a Gennaro Casalino, un ragazzo gay napoletano che, insieme al proprio compagno, ha prenotato, attraverso il sito www.booking.com, un alloggio per il mese di agosto in provincia di Vibo Valentia in Calabria: la Casa Vacanze Ciufo a Santa Maria.

Dopo aver effettuato la prenotazione, il proprietario della struttura, nel contattarli per fornire alcuni chiarimenti, ci ha tenuto a puntualizzare che la struttura “non accetta gay e animali”.

Quando ho letto questo messaggio mi è cascato un silos di acqua gelata addosso – ha dichiarato con giustificabile rabbia Gennaro – nella mia mente si è materializzata l’immagine drammaticamente famosa dei cartelli nazisti esposti fuori ai negozi , con i quali si proibiva l’ingresso ai cani e agli ebrei. Ma da allora sono passati settanta anni e questa storia non può essere ignorata.

Subito è arrivata la condanna del Comitato Provinciale Arcigay di Napoli che, con un comunicato di solidarietà alla coppia, ha chiesto “l’esclusione della Casa Vacanza Ciufo di Santa Maria dal sito www.booking.com e da tutti i siti di prenotazione turistica che non vogliano – nel 2017 – rinnovare logiche commerciali razziste e antidemocratiche. Ci auguriamo inoltre un intervento deciso da parte del Comune di Vibo, della Regione Calabria e delle autorità predisposte alla vigilanza e al contrasto alle discriminazioni“.

4 commenti su “Prenotano le vacanze, “Non si accettano gay e animali”: la denuncia di Arcigay

  1. È un fatto decisamente deplorevole, tuttavia arcigay può ben poco. Quando si parla di affitto fra privati il proprietario è libero di scegliere di escludere dall’accordo determinate categorie di persone.
    Il proprietario oltre che ottuso è stato anche poco furbo… ormai questo mondo gira grazie alla condivisione su internet. Ora che la cosa è diventata virale mi sa che ben pochi si affideranno ai suoi locali.

  2. E pensare che un secolo e mezzo fa venivano dal nord Europa le coppie gay al sud per vivere liberamente. Ma se anche trovassi una struttura non omofoba il resto della popolazione locale come si comporterebbe? E gli altri ospiti? In coppia ho avuto pessime esperienze al sud Italia in Campania Calabria e Sicilia, io me ne vado sempre all’estero finché non c’è una legge contro l’omofobia che mi permette di denunciarli ai Carabinieri. Non pretendo di fare amicizia ma l’insulto e l’offesa quello no. Anche in Grecia ci sono isole intere offlimits ad agosto invase da tamarri omofobi del sud Italia in vacanza low-cost. Anche là ho messo una croce sopra. L’imbecillità non ha latitudine per carità ma andarmela a cercare a incivilandia no.

  3. Non credo e non mi parrebbe giusto che qualcuno, specie se responsabile di una famiglia e dell’educazione dei figli secondo sani valori, fosse veramente costretto a dover prestare addirittura la propria casa come alcova e come teatro di orripilanti atti contro natura, fortemente diseducativi e capaci di fare turpemente breccia nella mente dei soggetti più fragili, come i bambini, finendo per inquinarne irreversibilmente la psiche e pervertirne i pensieri e l’immaginazione

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