Forza Nuova attacca ancora: basta ricchioni in Lombardia

L’associazione neofascista torna con gli insulti omofobi e appiccica le scritte “Basta ricchioni” sopra ai manifesti di Sel con il fotomontaggio di un bacio gay tra Formigoni e Maroni.

"Mai più Roberto". "E basta ricchioni". Se il primo auspicio è di Sinistra Ecologia e Libertà, il secondo, con tanto di insulto omofobo, arriva da Forza Nuova. L’organizzazione neofascista che una settimana fa aveva appeso lo striscione nella notte fuori dalla sede dell’Arcigay di Bologna, è tornata questa volta con dei contromanifesti appiccicati sopra quelli di Sel con il fotomontaggio di un bacio tra i due Roberto della politica lombarda: Maroni e Formigoni.

«La nostra azione – ha scritto il movimento di destra in una nota – oltre a schierarsi indistintamente contro tutta la casta politica, rappresenta un chiaro riferimento della difesa dei valori tradizionali e una sicura barricata contro l´orgoglio omosessuale, che oggi troppo spesso viene sbandierato su tutti i canali di informazione non solo da Nichi Vendola ma da tutta la lobby gay».

Chi fra Maroni e Formigoni dovrebbe essere il ricchione, secondo Forza nuova, poco importa; il gesto è stato stigmatizzato dal partito di Vendola. «Il manifesto – sottolineano da Sel – com’è facilmente intuibile da parte di chiunque usi il cervello e non la pancia, denuncia lo stretto connubio in Lombardia tra la mafia gli affari e la politica che da 17 lunghi anni ha governato la Lombardia , Pdl e Lega. Su questo Forza Nuova avrebbe potuto dire la sua, ma l´omofobia è una malattia seria (questa si!) che impedisce al cervello di entrare in funzione. Peccato che l´omofobia, grazie a questi personaggi e alla loro subcultura pericolosa e violenta, ogni giorno fa proseliti e siamo costretti a leggere continuamente cronache di aggressioni, striscioni razzisti, discriminazione e addirittura suicidi per chi, dotato spesso di una grande sensibilità, non sa e non vuole reggere a una vita costantemente sotto tiro».

Ti suggeriamo anche  "I migranti gay vanno accolti se a rischio nei loro Paesi": la sentenza della Cassazione