Luca e Alex, uccisi dal monossido: la stampa italiana vi deve delle scuse

Il trattamento che i giornali gli hanno riservato è un insulto alle giovani vittime intossicate dal monossido di carbonio.

Il caso di Luca e Alex: quando le vittime sono una coppia gay la stampa sbanda tra gli imbarazzi. E fa ancora più male.

Luca e Alex, due studenti vicentini di 21 anni, sono tra le quattro vittime che ha fatto il monossido di carbonio nei primi giorni dell’anno. Sono morti silenziosamente, intossicati dopo essere andati a dormire con un braciere acceso nella casa di montagna dove si trovavano con delle amiche.

Nella notte il gas ha riempito la piccola camera che condividevano. Non si trovavano insieme in quella stanzetta solo perché erano amici, solo per il freddo o solo perché non c’era altro posto in quella casa. Dormivano nella stessa stanza perché si amavano. Stavano insieme da un anno e, come tanti coetanei, raccontavano la propria storia sui social media.

Eppure i quotidiani si dimenticano di raccontare chi erano Luca e Alex. Non per pudore, non per stare sulla rigorosa cronaca, per imbarazzo. Quegli stessi quotidiani che non lesinano espressioni come “coppia”, “fidanzati”, “innamorati” quando al centro di un fatto tragico si trova una relazione eterosessuale, diventano improvvisamente muti o distratti quando invece si trovano a raccontare una coppia omosessuale come tante ce ne sono. Come se una storia d’amore qualunque tra due persone dello stesso sesso fosse qualcosa di inspiegabile, di innominabile o peggio di inappropriato. Dopotutto sono morti due ragazzi, sia mai che parta qualche risatina perché stavano insieme.

Luca e Alex
Luca e Alex in una foto insieme.

Tra i grandi quotidiani solo La Stampa trova il tempo e il modo per spiegare ai suoi lettori nel pezzo di cronaca che sì, quei due ragazzi morti tragicamente si amavano e stavano festeggiando gli ultimi giorni di vacanze in montagna, con le amiche, come tanti ragazzi della loro età.

Invece ecco Repubblica e TGCom, che parlano di “amici”. Ecco il Corriere del Veneto, dorsale del Corriere della Sera, che fa pure peggio. Se nella cronaca si sorvola sul legame che univa le due vittime, spunta provvidenziale nella colonna di destra del sito, quella dell’intrattenimento, delle fregnacce, il video in cui Luca si era dichiarato bisessuale su Youtube.

Lasciato lì, senza alcun contesto, buono giusto per la curiosità del lettore. Toh! Un ragazzo bisex. Un video con un titolo che puntualmente parla di outing e non coming out (Ancora? Nel 2018?).

Ancora non ci siamo, stampa italiana. Avete perso un’occasione, stavolta sulla memoria di una coppia di giovani ragazzi. Che si amavano. 

8 commenti su “Luca e Alex, uccisi dal monossido: la stampa italiana vi deve delle scuse

  1. Ringrazio per l’articolo, che mi ha letteralmente letto nel pensiero. Che lo si creda o meno, ho il magone a pensare innanzitutto alla tragedia (che sarebbe potuta capitare a chiunque), alle bellissime parole d’amore reciproche di qualche mese prima sulle foto pubblicate sui loro profili Facebook e – non da ultimo – all’imbarazzo, in cui ci si imbatte (purtroppo, non soltanto fra i “media”, ma anche in molte case) a dire con la dovuta semplicità che erano “una coppia”. Come se ci fosse qualcosa di male, impronunciabile o persino disdicevole di fronte a foto tenerissime o sguardi innamorati “solo” perché fra due ragazzi… … c’è ancora tanta, tanta strada da compiere – non soltanto da un punto di vista legislativo, ma soprattutto da quello mentale. I “media” hanno, ancora una volta, perso un’opportunità di trattare come “ovvio” che due giovani dello stesso sesso possano amarsi, rispettarsi e magari volere pure condividere una vita insieme in modo uguale a quanto implicato da termini (abusati e con chiaro utilizzo eteronormativo) quali “coppia” e “famiglia”. A Luca ed Alex, dovunque essi siano, auguro ogni bene.

  2. scuse di che? a me non interessa sapere se chi muore in una tragedia è etero o gay… mi dispiace per le persone che minchia me ne frega saperne la sessualita’ se non per il solito egocentismo becero di certa comunita’ glbt che ha semre da ridire, come quando si specifico’ in una tragedia analoga che la vittima era GAY e subito la comunità si sdegno’ sui social perche’ il ragazzo era stato “etichettato ” come gay… fate pace col cervello..e con la coerenza!

  3. scuse di che? a me non interessa sapere se chi muore in una tragedia è etero o gay… mi dispiace per le persone che minchia me ne frega saperne la sessualita’ se non per il solito egocentismo becero di certa comunita’ glbt che ha semre da ridire, come quando si specifico’ in una tragedia analoga che la vittima era GAY e subito la comunità si sdegno’ sui social perche’ il ragazzo era stato “etichettato ” come gay… fate pace col cervello..e con la coerenza!

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  6. scuse di che? a me non interessa sapere se chi muore in una tragedia è etero o gay… mi dispiace per le persone che minchia me ne frega saperne la sessualita’ se non per il solito egocentismo becero di certa comunita’ glbt che ha semre da ridire, come quando si specifico’ in una tragedia analoga che la vittima era GAY e subito la comunità si sdegno’ sui social perche’ il ragazzo era stato “etichettato ” come gay… fate pace col cervello..e con la coerenza!

  7. scuse di che? a me non interessa sapere se chi muore in una tragedia è etero o gay… mi dispiace per le persone che minchia me ne frega saperne la sessualita’ se non per il solito egocentismo becero di certa comunita’ glbt che ha semre da ridire, come quando si specifico’ in una tragedia analoga che la vittima era GAY e subito la comunità si sdegno’ sui social perche’ il ragazzo era stato “etichettato ” come gay… fate pace col cervello..e con la coerenza!

  8. A parte il fatto che non mi pare che sia stato taciuto per niente, ma mi spiegare perché sarebbe stato importante sottolineare che erano una coppia e i fini della notizia? La notizia non è che è morta una coppia gay, ma le circostanze della morte esalazioni di biossido di carbonio (che nulla c’entra con la loro relazione), e che fossero giovano, perché come sempre accada fa più notizia la morte di un giovane che ha tutta la vita davanti che di uno che oramai la sua vita l’ha già vissuta

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