Cirinnà vs. Fratelli d’Italia: “quel bavaglio vi rappresenta, l’odio si nutre del silenzio. Il silenzio di chi è complice”

"Odiare non è libertà. Odiare è un reato", ha ribadito la senatrice Pd ai deputati del partito di Giorgia Meloni.

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Nel momento in cui la Camera si apprestava a votare la legge Zan contro l’omotransfobia, i deputati di opposizione hanno ieri dato vita al solito circo. Se i leghisti hanno tirato fuori dai banchi dei cartelli con sopra scritto “Libertà” (di discriminare, evidentemente), i deputati di Fratelli d’Italia si sono imbavagliati. Letteralmente, e non per contrastare il Covid-19, bensì per denunciare una fantomatica legge liberticida. L’immagine social condivisa dal partito di Giorgia Meloni ha fatto il giro del web, suscitando l’ira di Monica Cirinnà, senatrice Pd nonché madre delle unioni civili.

Per un attimo ci eravamo illusi che, in tempo di pandemia, avessero finalmente capito l’importanza di coprire il naso e la bocca“, ha commentato Cirinnà. “Ma ci sbagliavamo. Perché quel bavaglio lo hanno indossato per opporsi a una legge che, secondo loro, non garantirebbe una libertà: quella di odiare gay, lesbiche, bisessuali, trans e disabili. Ebbene sì, lo rivendichiamo: odiare non è libertà. Odiare è un reato. Ed effettivamente, cari deputati di Fratelli d’Italia, quel bavaglio rappresenta pienamente la vostra storia. Perché è proprio del silenzio che l’odio si nutre. Il silenzio di chi è complice“.

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Parole forti, ferme, ineccepibili, in qualche modo condivise persino dai gay di centrodestra di GayLib, che hanno ieri sera celebrato la ‘sconfitta della peggior destra sovranista d’Europa’.

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