Andreja Pejić, da rifugiata alla copertina di Vogue

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Una lunga e bella intervista dell'Evening Standard a una delle modelle più famose degli ultimi anni.

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Nata Andrej nel 1991 a Tuzla, Bosnia Erzegovina, da madre serba e padre croato, trasferita in Australia a solo 8 anni con lo status di rifugiato.
Racconta di come da bambino sognasse di svegliarsi un giorno ed essere finalmente una bambina, di come crescere in Australia sia stato piacevole sebbene a fine anni ’90 il discorso sui generi non fosse vivace come ora e non riuscisse a spiegare a sua madre, che a volte gli chiedeva se fosse gay che no, non era così.

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Il suo mondo inizia ad aprirsi grazie a Google, al quale pone domande e riceve risposte, inizia ad acquistare illegalmente farmaci che rallentano la pubertà, avendo ormai ben chiaro che la cosa più importante per lei è ottenere il corpo in cui si è sempre riconosciuta.
Poi a 17 anni lo scouting di un’agenzia londinese che la scova mentre lavora da McDonald’s.

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Il successo, i casting per l’uomo e per la donna, la prima modella trans riconosciuta da Vogue.
Una transizione che ha una forte copertura mediatica e che lei affronta come manifesto politico.

La termina nel 2014, e quando le chiedono quale sia la cosa migliore dell’essere finalmente una donna lei risponde ‘il potere’.
Adesso, a 24 anni, fa un breve riassunto della sua vita: ‘Il mio sogno era: inizia giovane, prendi gli ormoni, vivi come una donna, fai il possibile per diventare accettabile, poi seppellisci il tuo passato e cambia i tuoi amici. Ora ho realizzato che non devo essere imbarazzata dal mio passato. Posso avere la mia storia e questo non mi fa essere meno donna. Sono nata donna, mi ci è solo voluto del tempo per esserlo completamente.’

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Qui l’intervista completa.

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