Fuori Salone delle Lesbiche: non mobili ma idee e cultura

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A Milano dal 27 settembre al 2 ottobre una rassegna al femminile con film, dibattiti, presentazioni di libri e concerti. "Non soluzioni per l'arredo ma idee originali con...

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Nel logo campeggia una zebra, ma non riguarda la Vecchia Signora del calcio. Anche se di signore si tratta: il "Fuori Salone delle Lesbiche", rassegna culturale ad ampio raggio (cinema, letteratura, dibattiti, arti visive, musica) in programma a Milano col patrocinio del Comune dal 27 settembre al 2 ottobre, ha scelto la zebra perché "non ce n’è una che abbia le strisce uguali a quelle di un’altra; è simile, ma anche differente; pare placida, ma è fortissima; perché consente di attraversare". L’idea di mantenere nel titolo "Fuori Salone" richiama immediatamente gli affollati showroom di Brera, Tortona e Porta Romana dove vengono presentate le ultime novità del design ma qui i mobili non c’entrano:

"Non abbiamo da proporre nuove soluzioni per l’arredo, l’illuminazione, la casa – spiegano le organizzatrici dell’associazione Lista Lesbica Italiana – ma qualche idea originale per immaginare un rapporto coi figli non basato sui comportamenti prescritti dal genere, ponti che avvicinano quella sponda dove ci hanno insegnato a non andare, proibendoci di incontrare qualcuno che abbiamo imparato a non conoscere, anche vivendoci accanto a casa, al lavoro, a scuola e nella vita di tutti i giorni".

Gli eventi proposti, disseminati in luoghi-chiave della Milano ‘da pensare’ quali la Casa della Cultura, l’Accademia di Belle Arti di Brera e la Libreria dei Ragazzi, sono quanto mai vari, "con al centro sempre l’eroe lesbica – continuano le organizzatrici – pronta a sfidare le convenzioni e, finalmente, ad avventurarsi dentro le istituzioni, varcando la soglia di luoghi-simbolo nei quali l’inveterata abitudine di non nominare mai le lesbiche impoverisce il discorso dando a noi, nel tempo, la sensazione di essere fuori dal mondo".

Un segnale importante, nella rinnovata Milano di Pisapia dove però l’omofobia è tutt’altro che un fenomeno in recessione, vedi il recente pestaggio della ragazza lesbica nel ristorante di via Raffaello Sanzio, triste episodio di violenza che richiama alla mente le frequenti discriminazioni "per ignoranza e inciviltà" come ricorda l’astronoma Margherita Hack nel suo saluto con augurio di buon lavoro.

Il "Fuori Salone delle Lesbiche" apre domani pomeriggio alle 17 presso l’Ordine degli Psicologi di Corso Buenos Aires 75 con una tavola rotonda riservata agli iscritti dal titolo "Consulenza psicologica e psicoterapia con pazienti lesbiche: costruire un’alleanza terapeutica".

Davvero allettante è la cine-proposta a tematica saffica, ma non solo, con l’anteprima del delicatissimo dramma francese "Tomboy" di Céline Sciamma al Cinema Anteo prevista il 29 settembre alle 21.30 e il giorno dopo alle 23 (unico appuntamento non gratuito).

Da non perdere, al cinema Mexico, il pluripremiato "Three Veils", opera seconda della regista arabo-statunitense Rolla Selbak, su tre donne mediorientali che vivono negli States, tra contraddizioni cultural-religiose e matrimoni combinati. Tra i documentari vi segnaliamo "Hello my name is lesbian" di Minna Grooss su come è evoluta in cinquant’anni la cultura saffica in Danimarca.

Tra gli ospiti attesi: la scrittrice Margherita Giacobino, la psicologa Francesca Urcioli e l’iconologa Alessia Muroni.

In chiusura, domenica 2 ottobre alle ore 16, si festeggerà presso la Palazzina Liberty di piazza Marinai d’Italia la sicura riuscita della manifestazione con un concerto del quartetto d’archi dell’Orchestra Verdi su musiche della compositrice inglese Ethel Smyth (1858-1944), antesignana leader lesbica del movimento femminista e delle Suffragette, autrice nel 1911 di quell’inno all’emancipazione dal maschio che fu la Marcia delle Donne.

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Qui trovate il programma dettagliato.

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