Drusilla Foer a Sanremo 2022: ecco tutto quello che ha detto in conferenza stampa

"Io sarei dovuta essere la figura scandalosa di questo Festival, ma insomma non mi sembra che ne manchino".

drusilla foer sanremo 2022 cosa ha detto
drusilla foer sanremo 2022 cosa ha detto conferenza stampa
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Drusilla Foer, co-conduttrice di Sanremo 2022 al fianco di Amadeus nella terza serata, in conferenza stampa ha risposto alle domande dei giornalisti. Tra le altre anche una posta dal nostro direttore riguardo il monologo di Checco Zalone definito “transfobico”.

Ecco tutto quello che Foer ha detto in conferenza stampa.

Drusilla, era attesissimo il suo arrivo. Che impressione le fa? cosa si aspetta?

Allora, sono molto contenta di essere in questo luogo musicale che è Sanremo. Non è solo un luogo musicale è un luogo di aggregazione, lo vediamo dai dati dell’Italia che ama la musica, che ama stare insieme davanti alla tv, a vedere una manifestazione colma di amore per la musica. Felicitazioni per questo dato e per il pubblico molto giovane, che credo sia frutto di un’indagine attenta e professionale di Amadeus. Lui è capace di guardare cosa gira nella musica e non solo i super noti. Io ho trovato che queste siano state serate piene di affettività. Sono contenta perché dove c’è affetto io mi diverto. Io intendo divertirmi con Amadeus che è un uomo simpatico e un grande professionista, con idee precise. 

Sono contenta perché io sarei dovuta essere la figura scandalosa di questo Festival, ma insomma non mi sembra che ne manchino. Sono forse la donnina più normale come idea, sono solo molto alta. Mi sembra che siano venuti a galla dagli ospiti e dagli interpreti la volontà di parlare di certi temi. La musica è un veicolo importantissimo perché è emotivo, e quando la musica esprime certi contenuti è già una vittoria. 

E poi finalmente mi posso mettere otto vestiti da sera perché quando mi ricapita.

 

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Ieri sera Checco Zalone ha fatto un monologo discusso. La comunità LGBTQ+ è divisa. Gran parte ha ritenuto il monologo fortemente omotransfobico. Le chiedo una sua opinione.

La mia opinione è che ognuno può esprimere il proprio pensiero con la propria arte. Il Festival di Sanremo è un luogo di grande visibilità, non ho un’opinione specifica. Se questo solleva un dibattito che porta qualcuno ad avere una convinzione, credo che sia comunque stato un momento di valore. Sono un soggettino che si mette a disposizione del dubbio e dell’inaspettato. Poi ci sono casi in cui non so se una cosa mi sia piaciuta tanto o poco. Credo che Checco abbia fatto un’operazione molto forte, abbia voluto smuovere le acque. E laddove ci sono acque smosse sono sempre contenta. Trovo che una tv di stato che permetta ad un’artista di smuovere le acque sia una televisione di civiltà. Mi va benissimo, sono contenta che sia successo perché è un segno di civiltà.

 

 

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In 72 anni di Festival abbiamo avuto 4 donne con le redini del Festival tra conduzione e direzione artistica, non sarebbe ora avere di nuovo delle donne a condurre?

Sarebbe molto ganzo, sarebbe molto carino. Ammesso che questa signora (lei ndr) risulti brava nel farlo. Io sono per la meritocrazia; è chiaro che certi lavori sono fatti da più tempo da uomini e quindi le donne devono guadagnare terreno. Mi ricordo una volta un signore attore disse che gli scienziati sono sempre stati uomini per questa capacità “penetrativa”, io ho detto no bischero, sono stati uomini perché non facevano studiare le donne. A me piacerebbe anche un papato donna, bisogna provare tutto.

Sarebbe anche interessante avere un parere femminile sulla musica e sarebbe interessante avere 12 “valletoni” maschi sul palco. 

Lei nel suo libro parla di una vita come di una caccia al tesoro. Questa esperienza a Sanremo cosa aggiunge al suo percorso?

Io quando parlo con i ragazzi dico “la vita è una caccia al tesoro, bisogna tendere a qualcosa di prezioso”, ma la preziosità della caccia al tesoro è la caccia, è il percorso. La vera caccia al tesoro siamo noi, comprendere sé stessi alla fine del percorso è la vera vittoria. 

Quindi Sanremo fa parte della mia voracità di esperienze nella vita, della mia tutt’ora curiosità verso ciò che la vita mi mette di fronte. Sono molto grata a questa esperienza perché è un passo verso il tesoro. 

Il suo primo pensiero dopo la richiesta di partecipare a Sanremo è stato verso la scalinata da affrontare o a cosa lei avrebbe potuto portare a questa edizione.

Ho avuto un buio assoluto. Quando me l’hanno proposto ho detto sì, per la mia fame di esperienza. Poi ho pensato anche alla scalinata, francamente.

Poi, data la grande approvazione che le persone hanno dimostrato per la mia partecipazione, perché si sono sentite rappresentate da quello che sono, anzi mi correggo, da quello che dico e da quello che penso. Quindi è diventata anche una responsabilità. Io non sono un soggetto che si sottrae dalle responsabilità, laddove trovo qualcosa che non mi piace o stride un po’ con il mio cuore, io cerco di espormi su quei temi, che non sono solo LGBT, ma c’è la violenza sulle donne, la meritocrazia sul lavoro. Io sono contenta quando divento la bandiera di qualcosa. Ma io sono la bandiera di ciò che penso e io penso tante tante cose. 

Cosa hai preparato per stasera?

Abbiamo preparato poco, vero Amadeus? Non si è preparato quasi niente. Abbiamo ambedue l’intenzione di divertirci. Forse avrò un momento per fare una chiacchiera un pochino più personale. Sì, io sono molto tranquilla perché non si è preparato molto. Magari arriva la paura tutta alla fine ma spero davvero di divertirmi e divertire. Amadeus mi ha detto “io non sono uno che si mette a scrivere”, allora io sono stata felicissima. Tutti mi state dicendo invece “a Sanremo bisogna fare così”, allora io sono messa malissimo. 

Che cosa l’ha conquistata di un gentiluomo come Amadeus? E un ricordo del passato, cosa le ha dato un’emozione?

Amadeus mi ha sedotto, la cosa che più mi seduce in un uomo e in una donna è la naturalezza. La naturalezza trovo sia un valore sempre premiante. Poi magari Amadeus è una carogna tremenda, poi domani ve lo dico. Ad oggi si è comportato in modo molto naturale.

Per quanto riguarda il mio ricordo di Festival, io da piccolina non ho vissuto molto in Italia ed ero una cretina perché vedere il Festival era per me un qualcosa di molto provinciale. Pensi come si è deficienti a una certa età. Un ricordo bello è mio babbo che cantava alla mamma “Dio come ti amo” e lì ho saputo che quella roba era di Modugno e mi sono molto commossa quando ho visto un vecchio signore, colto, gentile, ancora con i tratti belli che cantava “Chiamami ancora amore”. Mi ha molto commossa che un’Italia avesse bisogno che un signore maturo dicesse quelle parole. Questa cosa mi ha molto commossa. 

Visto il record di ascolti, hai l’ansia di salire sul palco o ti gasa?

Io penso di andare alla fiera della salsiccia. Io mi voglio solo divertire e fare delle cose, dire delle cose onorando l’invito che mi è stato fatto. Io ho un’usanza in teatro, faccio lo spettacolo per il singolo e non per la platea Questo mi concentra sull’intenzione del mio lavoro. Penserò a una sola persona che dal divano sta guardando Sanremo e questo mi darà tranquillità, credo. 

Che musica ascolti?

Io ascolto tutto, il metal, il rock, la musica napoletana. Il “fatto musicale” è per me di forte ispirazione. Certo dipende dall’età, quando mi sento un po’ così ascolto solo quartetti di Ravello; però insomma a Londra con il metal mi sono divertita quando sono stata una mattacchiona randagia. 

Lei doveva far scandalo, oggi dice che vuole divertirsi. Lei non vuole fare un dibattito?

Il divertimento non è un luogo stupido, è denso di informazioni. Non presuppone che si dicano solo sciocchezze o superficialità. Io per come lavoro sono più vicina a un personaggio drammatico che comico. Io cercherò di divertirmi. Cercherò di tirare fuori dei temi quando c’è da farlo. Quando arriverà il momento cercherò di assolvere a un dovere che è solo verso me stessa di onorare quel palco con riflessioni, con la “croccantezza” e con il pensiero.

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