I cruising all’aperto, ci sono ancora?

Prima di internet e dei locali erano praticamente gli unici luoghi in cui poter fare degli incontri e anche sesso. Esistono ancora e, soprattutto, chi li frequenta?

Milano – Per i più giovani potrà sembrare strano, ma un tempo, quando non esisteva internet, quando i locali gay e le saune erano molto rari, per fare un incontro c’erano soltanto i cosiddetti battuage. Adesso, armati di determinazione e di un profilo, basta infilarsi in una chat e il più è fatto, ma qualche lustro fa, non era assolutamente così. La maggior parte dei gay cresciuti negli anni ’80 e primi anni ’90 è in questi posti che ha consumato le sue prime esperienze. A parte i bagni delle stazioni, che sembrano talvolta essere ancora appannaggio di queste attività, il più delle volte, i battuage a piedi, erano in prossimità di giardini o parchi pubblici, grazie alla possibilità di consumare l’incontro in loco, nascosti in qualche cespuglio. Poi c’erano quelli in macchina, dove incontrare per poi recarsi altrove.

Pensate che scomodità, invece che starsene comodamente seduti di fronte al proprio pc, uno doveva girare ore in macchina, cercando di capire, da uno sguardo attraverso il finestrino dell’auto, se l’altra persona potesse piacergli o meno. A Milano per questo tipo di scorribande c’era il piazzale di fronte all’Ortomercato e l’adiacente via Monte Cimone, un tempo la sera erano frequentatissimi, adesso praticamente non ci va più nessuno. Stessa cosa per piazza Baiamonti, al cimitero Monumentale e per la zona industriale dopo il viale Forlanini, dietro l’aeroporto di Linate. Anche piazza Trento era molto popolare, soprattutto per le marchette, moltissimi erano i ragazzi stranieri, ma anche italiani che si prostituivano nella zona e altrettante le macchine dei clienti. Con l’avvento di internet i marchettari sono praticamente spariti dalla strada, e anche in questa zona questo tipo di fauna si è estinta del tutto.

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Sebbene non con il successo di una volta, sopravvivono i cruising nei parchi. Non la storica fossa, i giardini di Viale Zola che costeggiano la ferrovia, di fronte alla Triennale, un tempo molto frequentati, e nemmeno i giardini di piazza Leonardo da Vinci. Soprattutto in estate, la sera, ma talvolta anche nei pomeriggi d’inverno, sembra goda ancora di un discreto successo il Parco Nord, alla fine di viale Fulvio Testi. Con la scusa di portare il cane a passeggio, di una pedalata in bici o di una semplice camminata, molti raccontano di aver fatto degli incontri interessanti, soprattutto con uomini insospettabili, che mai frequenterebbero locali o chat. Ma quella del cane, complice il gioco di sguardi, funziona un po’ dappertutto. E poi in una città come Milano, dove non si contano i gay che vi abitano, un incontro interessante si può fare anche sotto casa. A voi è mai capitato?