Ora Giorgia Meloni prende in giro la comunità LGBTQIA+: “Quando sono stanca divento aggressiva”

La pezza peggio del buco: ecco cosa ha detto la possibile Presidente del Consiglio sul discorso da propaganda neo-fascista pronunciato in Spagna.

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giorgia meloni lgbtq gender vox la stampa
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“Sì alla famiglia tradizionale, no alla lobby LGBT! Sì all’identità sessuale, no all’ideologia gender!”. Così Giorgia Meloni in Spagna lo scorso Giugno, durante un comizio del partito Vox a Marbella (Spagna) a sostegno di Macarena Olona, candidata alla presidenza dell’Andalusia, aveva aizzato il popolo dell’ultra-destra spagnola.

Un discorso dai contenuti reazionari, pronunciato con toni da propaganda neo-fascista. In alto – per chi non l’avesse visto finora – è possibile visionare il discorso della leader di Fratelli d’Italia.

E ora che Meloni si avvicina alla possibilità di vincere le elezioni del 25 Settembre 2022 ed essere incaricata di formare un governo in qualità di Presidente del Consiglio dei Ministri, eccola tornare su quel momento. Con i toni di chi vorrebbe mostrarsi improvvisamente moderata.

In un’intervista a La Stampa pubblicata oggi, Meloni risponde così alle domande di Francesco Olivo:

Rifarebbe il discorso al comizio di Vox?

Cambierei il tono, non il contenuto, perché quelle sono cose che ho detto molte volte. Quando dici cose decise vanno dette con un altro tono.

Se n’è accorta subito?

Quando mi sono rivista non mi sono piaciuta. Quando io sono molto stanca, mi capita di non riuscire a modulare un tono appassionato che non sia aggressivo.

E le accuse alla lobby Lgbt?

La lobby, non è la comunità omosessuale, sono cose diverse.

Un vero e proprio tentativo di raggirare l’intelligenza delle persone della comunità LGBTQAI+. Risposte che non fanno che acuire la ferita lasciata dalla possibile Presidente del Consiglio. Non solo Meloni conferma il contenuto del suo discorso, ma cerca anche di indorare la pillola spiegando il suo tono dai rabbrividenti toni neo-fascisti era causato dalla stanchezza.

Nel discorso pronunciato davanti al popolo di estrema destra di Vox in Spagna, Meloni aveva proferito parole durissime, degne della peggior destra transnazionale (Trump, Orban eccetera).

“Sì alla famiglia naturale, no alla lobby LGBT! Sì all’identità sessuale, no all’ideologia gender! Sì alla cultura della vita. No all’abisso della morte. Sì all’universalità della Croce. No alla violenza dell’Islamismo. Sì ai confini sicuri. No all’immigrazione di massa. Sì al lavoro della nostra gente. No alla grande finanza internazionale”.

Si era poi scagliata contro “l’ideologia dominante del politicamente corretto“, che vorrebbe distruggere “l’identità, la centralità della persona, le conquiste della nostra civiltà.”

Quindi Meloni si era scagliata contro la fantomatica – e inesistente – teoria gender:

“Guardate l’ideologia gender. Se andate oltre gli slogan, vi accorgerete di come il vero obiettivo dell’ideologia gender non sia quello tanto decantato della lotta alle discriminazioni, e neanche quello del superamento delle differenze maschio-femmina. Il vero obiettivo non dichiarato, ma tragicamente evidente, è la scomparsa della donna e soprattutto la fine della maternità. L’uomo oggi può essere tutto, padre e madre, in un’ampia gamma che va dal femminile al maschile, mentre le parole più censurate dal politicamente corretto sono madre e moglie”.

Ieri il New York Times, in riferimento alla situazione politica italiana dopo la crisi del Governo Draghi, ha sottolineato il possibile pericolo che con Meloni possa esserci nel cuore d’Europa un presidente neo-fascista. A tal proposito Olivo de La Stampa interpella Meloni:

Un articolo del New York Times la dipinge come un pericolo per l’Italia.

Non ha nessun senso. È la classica cosa imbeccata.

Da chi?
Si stanno muovendo una serie di think tank della sinistra italiana che vanno in giro per dire che se vince la Meloni l’Italia viene risucchiata da un buco nero. Una strategia irresponsabile. Come si è dimostrato con la posizione di FdI sull’Ucraina non c’è nulla da temere. Questo gioco di terrorizzare i mercati ha uno scopo.

 

Così Giorgia Meloni prova a dipingersi come una moderata presentabile agli occhi del mondo. Ancora una volta calpestando senza alcuna sensibilità la dignità delle persone LGBTQ+: “Quando io sono molto stanca, mi capita di non riuscire a modulare un tono appassionato che non sia aggressivo”. (gf)

 

L’Intervista integrale su La Stampa qui >

 

Ecco 10 dichiarazioni di Giorgia Meloni sulla comunità LGBTQ+ che Gay.it ha raccolto qualche giorno fa >

Quando nel 2009 Giorgia Meloni voleva combattere l’omofobia – VIDEO >

Giorgia Meloni su Gay.it >

 

Foto di copertina tratta dal canale social di Giorgia Meloni

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