Il racconto dell’elicottero, il meme anti-trans diventato fantascienza queer

Esce in Italia Il racconto dell'elicottero, traduzione della storia fantascientifica queer nata dal meme transfobo "I Sexually Identify as an Attack Helicopter".

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Copertina de Il racconto dell'elicottero di Isabel Fall nell'edizione italiana di Zona 42
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“Mi identifico sessualmente come elicottero d’attacco.” Così inizia Il racconto dell’elicottero di Isabel Fall, appena uscito in Italia all’interno del catalogo dell’editore Zona 42 e inizialmente pubblicato in inglese proprio con il titolo I Sexually Identify as an Attack Helicopter sul numero di gennaio 2020 di Clarkesworld Magazine.

Il racconto dell’elicottero di Isabell Fall: la recensione

Lo spunto viene da un copypasta transfobo, un testo nato online nel 2014 in una comunità legata a videogiochi e destinato a essere copiato, incollato, modificato e trasformato in meme (“copypasta” viene da “copy and paste,” cioè “copia e incolla”). Antonia Caruso traduce così il copypasta nella prefazione a Il racconto dell’elicottero: “Mi identifico sessualmente con un elicottero d’attacco. Fin da quando ero un ragazzino ho sognato di sollevarmi in volo sulle aree petrolifere sganciando carichi caldi e appiccicosi su stranieri ripugnanti. La gente mi diceva che per una persona essere un elicottero è impossibile e sarò pure un cazzo di scemo ma non mi interessa, sono stupendo. Mi sto facendo un’operazione di chirurgia plastica per installare sul mio corpo pale rotanti, cannoni calibro 30mm e dei missili AMG-114 Hellfire. D’ora in poi voglio che mi chiamiate ‘Apache’ e che rispettiate il mio diritto di uccidere dall’alto senza motivo. Se non riuscite ad accettarmi siete degli elifobi e dovreste fare un check dei vostri privilegi da veicolo. Vi ringrazio per la comprensione.”

Un meme derivato dal copypasta I sexually identify as an attack helicopter da cui nasce Il racconto dell'elicottero di Isabel Fall
fonte: Knowyourmeme

La provocazione è piuttosto chiara: se una persona viene identificata alla nascita come (per esempio) uomo ma poi si identifica come (per esempio) donna, si presenta come donna, interagisce con la società come donna compie un’assurdità paragonabile a quella di un essere umano che vuole essere considerato un elicottero. Barb, protagonista e voce narrante de Il racconto dell’elicottero, vive negli Stati Uniti d’America di un futuro dove questo è effettivamente possibile. “Elicottero da attacco” è un genere, come lo è essere uomo o donna. E allora Barb può identificarsi come elicottero, fondendosi tecnologicamente con il velivolo e il proprio co-pilota, e l’esercito sfrutta questa possibilità per creare soldati migliori per le sue guerre in un mondo sull’orlo della catastrofe climatica e governato da insondabili intelligenze artificiali.

Come la traduttrice Marzia D’Amico nota nella postfazione a Il racconto dell’elicottero, Fall non stravolge la battuta transfoba, non se ne riappropria, non la indirizza verso chi l’ha creata. La prende sul serio e costruisce sul suo paradosso un racconto di fantascienza accurato e credibile che parla di genere, di disforia, di performance del genere e di come il corpo partecipi ai modi in cui il genere viene capito ed espresso. “Uccido per la stessa ragione per cui gli uomini non indossano gonne corte, la stessa ragione per cui mi facevo le sopracciglia” spiega l’elicottero da combattimento Barb. Per Barb, identificata come donna alla nascita, uccidere e riuscire a uccidere è una conferma del suo passing come elicottero da guerra, una conferma del fatto che stia rispettando correttamente le convenzioni del suo genere. Il racconto dell’elicottero è una storia di onesta e penetrante insofferenza verso il genere come costruzione sociale, come “messinscena.”

Discutendo il genere (letterario, cinematografico, videoludico) cyberpunk e il videogioco Daemon X Machina avevo parlato dell’unione con la macchina e del potenziamento tramite la tecnologia come pratiche queer. Pratiche che rimodellano il nostro corpo, pratiche che lo liberano, che abbattono tutti i confini, persino quelli tra carne e circuiti. Fall mostra l’altra faccia di questi processi, mostra come modifichiamo tutti i giorni i nostri corpi per esprimere il nostro genere e mette in dubbio che questo possa in qualche modo liberarci. Fall problematizza, complica. Pure la sua scrittura è complessa. La lingua nell’originale inglese è tecnica, ricca e musicale, anche quando è una musica fatta di contrasti, discordanze e tagli netti, e la traduzione di D’Amico è generalmente fedele nel senso e nel tono. A volte è forse troppo letterale, più raramente al contrario mi sembra equivocare e spostare un po’ il significato, ma non c’è modo di riprodurre esattamente quel ritmo, meccanico quanto Barb.

Il racconto dell’elicottero di Isabell Fall: le polemiche

Ho voluto iniziare questa recensione de Il racconto dell’elicottero discutendone il testo, ma non è possibile parlare di questa opera senza citare le controversie che hanno segnato la sua uscita originale. Al momento della pubblicazione de Il racconto dell’elicottero non era noto quasi nulla dell’identità di Isabel Fall: non aveva alcuna presenza online, e l’unica informazione biografica fornita era l’anno di nascita. Questo anonimato ha contribuito a far mettere in dubbio la buona fede di Fall: su internet, e soprattutto nel caos di Twitter, le persone si sono chieste se l’autrice fosse un troll di estrema destra, se fosse un uomo cis, se fosse una donna cis appartenente a qualche movimento TERF intenzionato a negare l’identità di genere delle persone trans. Su Il racconto dell’elicottero sono state scritte lunghe sequenze di tweet e poi editoriali su testate come The Guardian, si è spaccata la comunità LGBTQIA+ e c’è stata l’imbranata mobilitazione di ally che vogliono sempre dimostrare di essere “dalla parte giusta.” Alcuni degli attacchi più violenti vennero da persone che neanche avevano letto Il racconto dell’elicottero, fermandosi al suo titolo e al riferimento al copypasta.

Fall fu costretta a fare coming out come donna trans per rispondere alle accuse, ma dopo poco più di due settimane dalla pubblicazione la storia fu tolta dal sito internet di Clarkesworld su sua richiesta. “Non si tratta di censura” scrisse l’editore Neil Clarke. “Fall aveva bisogno che la storia fosse rimossa, ne aveva bisogno per la sua salute e per la sua sicurezza personale.” Fall ritirò altre sue opere che erano in corso di pubblicazione, dovette essere ospedalizzata a causa di tendenze suicide e rinunciò a proseguire la sua transizione. Le reazioni a Il racconto dell’elicottero, il fatto che la storia non fosse neanche stata riconosciuta come opera di una donna, convinsero Fall che lei non potesse essere riconosciuta come donna.

I Sexually Identify as an Attack Helicopter fu poi ripubblicata temporaneamente come ebook e fu tra le opere nominate ai prestigosi premi Hugo con il nuovo titolo di Helicopter Story con cui ora arriva in Italia in quella che è in assoluto la sua prima edizione in formato cartaceo. “Ottenere i diritti per pubblicare in Italia Il racconto dell’elicottero è stato più complicato di quanto normalmente accade” ci ha spiegato Giorgio Raffaelli, co-fondatore di Zona 42.  “Se avete seguito la vicenda dell’autrice sapete quanto abbia personalmente sofferto le polemiche nate intorno alla pubblicazione originale del racconto. Per questo motivo Isabel Fall s’è resa di fatto irraggiungibile. Per raggiungere un accordo a proposito dei diritti ci siamo quindi confrontati con il suo editore Neil Clarke, a cui abbiamo spiegato come e perché avremmo voluto proporre la traduzione de Il racconto dell’elicottero, ovvero con la cura di Chiara Reali, la prefazione di Antonia Caruso e con la traduzione di Marzia D’Amico, che ci ha regalato anche la splendida postfazione che arricchisce il volume. Come forse saprete l’autrice ha poi deciso di devolvere tutti i suoi proventi a un organizzazione americana che si occupa di sostegno alle persone trans [Trans Lifeline]. Da parte nostra c’è parso doveroso contribuire con una somma analoga in favore di un’associazione italiana. Abbiamo scelto GenderLens di cui ci ha parlato molto bene Antonia Caruso.”

L’operazione editoriale di Zona 42 ci sembra doppiamente meritevole. Porta in Italia un racconto capace di offrire molteplici spunti di riflessione rendendolo accessibile anche a chi non conosce la lingua inglese. E, soprattutto, contribuisce a restituire a Il racconto dell’elicottero il suo posto tra le più importanti opere di fantascienza queer degli ultimi anni.

Immagine di copertina dall’edizione italiana de Il racconto dell’elicottero di Isabel Fall (Zona 42)

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