In difesa di Monica Cirinnà

La gogna mediatica e social è partita, puntuale, con ingiurie, insulti, offese, quintali di veleno.

In difesa di Monica Cirinnà - Montino Monica Cirinnà - Gay.it
2 min. di lettura

La macchina del fango è sempre pronta a rimettersi in moto, in questo straordinario Paese. Soprattutto quando c’è da insinuare sospetti, alimentare il chiacchiericcio, decapitare politicamente chi si ritiene scomodo, un nemico da abbattere attraverso l’odio gratuito e la macchinazione. Quanto è accaduto a Monica Cirinnà, senatrice Pd, e a suo marito Esterino Montino, sindaco di Fiumicino, è a dir poco vergognoso. Partiamo dai fatti.

Cirinnà e Montino sono titolari dell’azienda agricola CapalBioFattoria. Durante dei lavori nell’area dell’azienda, a più di 200 metri dalla loro abitazione un operaio e il figlio della senatrice Pd trovano 24.000 euro in una vecchia cuccia, inutilizzata da anni. Il figlio avvisa subito i propri genitori, in quel momento a Roma per il funerale del loro avvocato. Al rientro, Cirinnà e Montino chiamano i carabinieri. Al momento gli inquirenti stanno indagando per scoprire da dove arrivino quei soldi. Non c’è avviso di garanzia, non c’è alcun tipo di reato contestato alla madre delle unioni civili e al sindaco di Fiumicino. Eppure in 48 ore si è letto di tutto.

La gogna mediatica e social è partita, puntuale, con ingiurie, insulti, offese, quintali di veleno, sputando in faccia al garantismo. Quotidiani nazionali hanno raccontato la notizia in modo anomalo, come se Cirinnà e Montino avessero nascosto quei 24.000 euro in una cuccia. Come se non fossero stati Cirinnà e Montino a chiamare i carabinieri. Libero, La Verità e Il Tempo li hanno sbattuti in prima pagina, parlando di giallo, mistero. Il dubbio insinuato è quello dei peggiori, quello della disonestà, della ruberia, se non fosse che i diretti interessati si siano comportati in modo encomiabile, da persone oneste. Scoperti i soldi, hanno denunciato tutto. “A forza di alimentare questo modo di fare comunicazione e di dare le notizie, così morboso, non ci si lamenti, poi, quando l’ondata di fango colpirà altri: è l’unica conseguenza possibile. È quello che stiamo insegnando alle persone“, ha tuonato Montino sui social. Chi ha sempre attaccato Cirinnà per le sue battaglie sui diritti LGBT è presto salito sul carro, a cavallo della gogna, chiedendone addirittura le dimissioni da senatrice. E per cosa?

Il livello dello scontro verbale sul fronte politico, anche tra le pagine dei quotidiani nazionali, è diventato intollerabile. L’oceano social alimenta poi il moto ondoso, sempre più rumoroso, sporco, minaccioso. Mario Adinolfi, dall’alto della sua proverbiale delicatezza, cinguetta di un “seggio al Senato per Cirinnà” definito “risarcimento, perché Montino era indagato nella rimborsopoli alla Regione. Lui dice che son soldi di spacciatori”.

“Lui dice”, scrive il leader del Popolo della Famiglia, evitando accuratamente di raccontare quanto accaduto in tutta la sua interezza. Eppure dall’esterno del palazzo, qualsivoglia sia il ‘tifo politico’ ostentato, si fatica ad immaginare parlamentare più onesto, preparato, serio, coerente e spaventosamente sincero di Monica Cirinnà, non a caso incredibilmente ancora mai diventata ministra, perché poco propensa all’annullamento critico interno allo stesso proprio partito. Donna di mille battaglie, amica e alleata della comunità LGBT+, guerriera di palazzo Madama. Ci viene spontaneo da dire “nessuno tocchi Monica”. Se avete modo e capacità per criticarla sul piano politico, liberi chiaramente di farlo. In caso contrario, tacete.

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Franzc Dereck 27.8.21 - 22:41

E' di certo una manovra per screditare una delle pochissime Senatrici che dovrebbero continuare a battersi a Palazzo Madama per far passare il DL Zan. E' ovvio che gli avversari , avendo pochi argomenti , si attaccano al fumo della pipa.

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burg333 26.8.21 - 18:14

Poveri noi adesso, se fosse una strategia di screditare una delle poche persone che si sono sempre e coerentemente battute per i diritti civili in un paese così marcio, proprio in vista della riapertura del dibattito per l'approvazione parlamentare sul DDL Zan, mi verrebbe quasi da chiedermi chi le ha piazzato i contanti in casa. E nell'interesse di quali forze politiche, e quindi di quali lobby conservatrici. Di cosa sarebbero capaci, forse lo stiamo scoprendo. Poveri noi adesso, arriveranno i fascisti cristiani a farci campagna elettorale. Senza giocare sporco, chi è sporco non può vincere.

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