Archiviata la prima serata fiume di ieri, con ascolti Auditel da record, si torna all’Ariston per la seconda diretta del Festival, che seguiremo nuovamente in live-blogging. Brano dopo brano, sketch dopo sketch, tra presentatori, ospiti e co-presentatori, è tempo di pagellone.
Fiorello scende le scale dell’Ariston vestito da Maria De Filippi, avendo promesso che dinanzi ad uno share superiore al 50% avrebbe ceduto alla propria versione drag. Detto, fatto. E RuPaul muto. In diretta tv, incredibile ma vero, Maria telefono a Fiorello. Il cross-over del secolo – voto 10
Massimo Ranieri e Ferro insieme con Perdere l’Amore, capolavoro festivaliero del 1988. Padre e figlio finalmente fianco a fianco. Una sorta di passaggio di testimone, se non fosse che Tiziano non abbia mai partecipato a Sanremo. Ma questi 4 minuti ce li ricorderemo a lungo. Brividi lungo la schiena, omoerotismo a secchiate, platea in estasi, standing ovation. Strepitosi – Voto 10 e lode
Ricchi e Poveri: il quartetto originale, per la prima volta di nuovo insieme dopo 40 anni. Sfacciatamente in playback, ma quanta meraviglia nell’ascoltare quei brani che hanno fatto la storia del pop italiano. Il nazional popolare in tutto il suo splendore – voto: 10
Zucchero: arriva sul palco a mezzanotte, con ancora 6 big da ascoltare, e travolge l’Ariston di energia – voto: 7
Gigi D’Alessio – torna al Festival per i 20 anni di Non Dirgli Mai, che nel 2000 arrivò solo decima. Eppure è la sua più celebre canzone, anche due decenni dopo.
Tiziano Ferro, di ritorno sul palco all’1 di notte per un super medley con Sere Nere, Il Regalo più Grande e Per Dirti Ciao. Un karaoke corale, perfettamente eseguito. È il fiore all’occhiello di questo primo Festival di Amadeus – voto: 8
Nuove Proposte
Gabriella Martinelli e Lula – Il Gigante d’Acciaio: tanta grinta e pezzo importante per le due giovani, che a fatica amalgamano le due voci. Così diverse – voto: 6.5
Fasma – Per sentirmi Vivo: all’Ariston con il cappotto in stile Two Face. E a giudicare dal sudore che copiosamente gli bagna il volto, se ne sarà amaramente pentito. Ma la canzone è un martello, la voce tiene, l’interpretazione è centrata. Bravo – voto: 7
Marco Sentieri – Billy Blu: anche per lui look da villain Dc Comics, con live solido, deciso, impetuoso. Il brano, parlato, ricorda il mai dimenticato Giorgio Faletti di Minchia Signor Tenente. Ma manca qualcosa – voto: 6.5
Matteo Faustini – Nel bene e nel Male: è emozionato, e si vede. Faccia pulita, con brano contro l’omofobia nel nuovo disco in uscita dopo Sanremo. Pezzo tipicamente festivaliero, che Matteo canta in modo incalzante, spalancando le braccia con riuscita teatralità – voto: 7
Ordine Uscita Big
Piero Pelu: 57enne tutto di pelle vestito, si scatena sul palco ma tutto scorre senza lasciare particolare tracce. Ma almeno parrebbe essersi divertito – Voto: 6.5
Elettra Lamborghini: “Musica e il resto scompare”, canta Elettra. E mai titolo fu più appropriato. La voce non c’è, le imperfezioni sono tante, il didietro twerka a furor di popolo e l’emozione la vince facile. Ma il ritmo è travolgente, una bomba radio. Peccato che il live sia davvero un disastro. Doveroso darle una seconda chanche, domani con le cover – Voto: 6
Enrico Nigiotti: loffio loffio, il Nigiotti di quest’anno. Il ritornello semplice semplice funziona, ma per il resto poco o niente di realmente intrigante – Voto: 5
Levante: vestita di rosa confetto, con braccia tatuate scoperte, clunghi e lisci capelli scuri, rossetto color fuoco, e palco divorato. Canta contro l’omofobia, Levante, Ariel in live-action tarantolata e teatrante, sulle note di un pezzo di assoluta potenza – Voto: 7
Pinguini Tattici Nucleari: sono gli alieni di Sanremo 2020, i Pinguini, così come lo erano stati i ragazzi de Lo Stato Sociale nel 2018. Sono la quota ‘simpatia’, il cazzeggio in musica affidato ai più giovani e sconosciuti, che potendo osare, fortunatamente osano. Ma non c’è la vecchia che balla di un tempo, e non si va oltre il divertimento basico. Peccato, perché l’arrangiamento è travolgente – Voto: 6
Tosca: look androgino, forcine tra i capelli, mano in tasca, ed eleganza mostruosa, ipnotica. Voce impeccabilmente calibrata, brano praticamente senza ritornello, teatro canzone all’Ariston. Straordinaria – Voto: 8.5
Francesco Gabbani: dal gorilla al fischiettio. Meno paraculo, rispetto al Karma di un tempo, ma il colpo è riuscito – voto: 7
Paolo Jannacci: tanto elegante quanto melenso nella gestione del pezzo, ma se non si chiamasse Jannacci, sarebbe tra i Big dell’Ariston? – voto: 5
Rancore: come Anastasio, parecchio incazzato ma forse ancor più trascinante – voto:7
Junior Cally: dopo tanto parlare, finalmente sul palco. E senza maschera. Un inno contro i populisti e gli estremisti. Ritmo battente, sorpresa – voto: 7
Giordana Angi: sale sul palco all’1:18 di notte. Un brano dedicato alla mamma per l’ex Amica di Maria, penna per Tiziano Ferro qui vocalmente potente ma indubbiamente ricattatoria nel testo, che punta a facili e condivisibili corde emozionali. Brava, come sempre, ma la canzone nn sfonda – voto: 6
Michele Zarrillo: 13esima sua volta al Festival, con un qualcosa di più ritmato rispetto al suo solito. Spiazzante. E particolarmente trascinante – voto: 6.5
Classifica Demoscopica seconda serata
1) Francesco Gabbani
2) Piero Pelù
3) Pinguini Tattici Nucleari
4) Tosca
5) Michele Zarrillo
6) Levante
7) Giordana Angi
8) Paola Jannacci
9) Enrico Nigiotti
10) Elettra Lamborghini
11) Rancore
12) Junior Cally
Classifica Demoscopica Generale Prima e Seconda Serata
1) Francesco Gabbani
2) Le Vibrazioni
3) Piero Pelù
4) Pinguini Tattici Nucleari
5) Elodie
6) Diodato
7) Irene Grandi
8) Tosca
9) Michele Zarrillo
10) Levante
11) Marco Masini
12) Alberto Urso
13) Giordana Angi
14) Raphael Gualazzi
15) Anastasio
16) Paolo Jannacci
17) Achille Lauro
18) Enrico Nigiotti
19) Rita Pavone
20) Riki
21) Elettra Lamborghini
22) Rancore
23) Morgan e Bugo
24) Junior Cally