Gianluca Mech: “Ora voglio solo diventare padre!”

L’Isola, il mio lavoro, l’amore, il sesso in Honduras e la voglia di paternità

Scusi il ritardo, ma la registrazione di Verissimo è durata più del previsto” Inizia così la mia conversazione con l’imprenditore vicentino, ed ex isolano, Gianluca Mech. Una conversazione sincera, pura e totalmente inaspettata che, l’inventore della Tisanoreica, mi ha fatto senza stare a pensare alle possibili conseguenze. Tra una domanda e l’altra mi capita più volte di chiedere a colui che ha rimesso in forma Sharon Stone, Silvio Berlusconi (e non solo) di alzare la voce. Gianluca Mech è circondato da persone che lo fermano e che gli chiedono una foto, un bacio e addirittura un autografo. Ma come vive questa strana popolarità il presidente dell’azienda che porta il suo nome e che, nell’anno appena passato, ha superato i 22 milioni di euro di fatturato?

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Posso dirle una cosa?

Prego..

Lei è stato il naufrago più elegante di tutta l’edizione dell’Isola dei Famosi..

Mi riempie di gioia questo complimento.

Posso chiederle cosa l’ha spinta a partecipare?

La voglia di mettere, per la prima volta, la mia persona davanti a tutto il resto. Ho sempre rappresentato, in qualsiasi contesto, la mia azienda, mentre questa volta volevo far conoscere il vero Gianluca Mech.

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Lei è l’inventore della Tisanoreica eppure, il suo regime alimentare, non credo vada di pari passo con il digiuno che ha fatto sulle varie spiagge. O sbaglio?

Esattamente. Sull’Isola, purtroppo, non ci sono proteine e l’unica cosa che viene bruciata è la massa muscolare. Prima di partire avevo preso circa 6 kg, perché sapevo bene che poi lì avrei patito la fame; pensi che, una volta uscito, ho scoperto d’aver perso 13kg.

Lei è un esteta. C’è stata qualcuna, delle sue compagne d’avventura, con la quale si è sentito libero di dirle: “Smettila con la chirurgia?”

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Non proprio. Ho parlato con Gracia del suo lato b e con Fiordaliso di qualche eccesso sul suo volto. Ma solo perché me ne ha parlato lei.

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Quindi il lato B di Gracia non è naturale?

Non ho avuto il piacere di toccarlo con mano ma, per quel che mi ha raccontato lei, è verissimo.

Ha fatto molto discutere la presunta tresca tra Jonas e Marco Carta. Metta fine a tutto questo chiacchiericcio: la tresca c’è stata o non c’è stata?

Non c’è stato nulla di nulla, e sa cosa le dico? Sull’Isola mancano tre cose: il cibo, la privacy e il bidet. Faccia lei..

Quindi, l’unico concorrente gay di questa edizione era lei?

Questo non lo so. Sicuramente ero l’unico concorrente gay dichiarato, mettiamola così.

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Marco Carta, poche sere fa, al Grand Hotel di Chiambretti ha ribadito la sua eterosessualità, mentre Andrea Pinna, sul suo profilo Facebook, ha scritto: “Finché ci saranno personaggi noti (vedi Marco Carta) che negheranno di essere omosessuali, ci sarà sempre qualcuno che discriminerà un gay!” Come vive questa continua caccia al gay?

Quando si è personaggi pubblici, alla fine, ci sta. Fa parte del gioco. Giusto o non giusto. Non la vivrei come una caccia al gay, ma piuttosto come una banalissima curiosità.  Ad esempio, io dico sempre che  non ho una vita segreta, ma solo una vita privata.

Cos’è che le è mancato di più mentre era sull’Isola più spiata dagli italiani?

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(ride, ndr) Il sesso.

Come si vive senza fare sesso per tutto quel periodo?

Ad un certo punto inizia un processo di rassegnazione. E, in tutta sincerità, quasi ci si preoccupa.

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Preoccupa?

Beh, si.  E’ una preoccupazione generale. Ci si chiedeva tra uomini e non solo se, al nostro rientro, il desiderio sarebbe tornato a far parte di noi. La fame vinceva su tutto.

A questo punto, se  non sono troppo indiscreto, mi verrebbe da chiederle se ha rimediato all’astinenza..

Sì, in un certo senso. Però, e non mi faccia passare necessariamente come un uomo troppo smielato, sull’Isola ho capito una cosa molto importante.

Ovvero?

Ho chiuso, qualche tempo fa, una relazione molto lunga. Una storia che è durata circa vent’anni. Pensavo d’aver chiuso definitivamente con l’amore e, invece, l’Isola mi ha aiutato a capire che non è giusto chiudere le porte del cuore a priori. Il sesso fa bene, ti toglie la sete, ma non la fame.

E’ innamorato?

Ora no, ma sono pronto ad innamorarmi di nuovo e, perché no, a sposarmi.

gianluca_mech_isola_dei_famosi_2016La legge le piace o le sembra un contentino all’italiana?

Mi piace è un parolone. Avrei preferito il matrimonio egualitario, ma già questo è un primo, grande passo per il nostro Paese. Un passo dal quale nessuno potrà mai più portarci indietro. Con Jonas, sull’Isola, mi sono trovato, spesso e volentieri, a parlare della situazione lgbtq in Italia e lui, come anche Gracia, non credeva a quello che gli raccontavo. Rideva all’idea che i sudditi del Re di Spagna avessero più diritti dei cittadini della Repubblica Italiana.

Lei ha adottato più di sessanta bambini in giro per il mondo. Non le piacerebbe diventare padre?

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Mi piacerebbe e ci sto pensando seriamente.  Mi piacerebbe prima avere una persona vicino, perché purtroppo o per fortuna, per via del mio lavoro, non sono sempre in Italia e da solo non so se ci riuscirei.

gianluca_mech_isola_dei_famosi_2016In un’intervista passata parlò di quanto fosse difficile superare le discriminazioni nell’ambiente dell’imprenditoria. Oggi è ancora così?

Dipende tutto dall’ambiente in cui ci si trova. Spesso il problema non sono neanche gli stessi imprenditori, quanto il posto dove uno nasce e vive. Io, ad esempio, ho avuto la sfortuna di nascere in un posto dove hanno provato, per una vita intera, a farmi sentire uno scemo. Un malato. Quando sono arrivato a Roma e ho lasciato alle mie spalle la provincia veneta, sono rinato e ho capito che non c’era nulla di male in me. Siamo in un momento economico di profonda crisi e ci sarebbe bisogno dell’aiuto di tutti.

In che senso?

Gli omosessuali, in Italia, rappresentato un prodotto interno lordo pari a quello del Marocco. Se avessimo una società più inclusiva verso gli omosessuali, la gente lavorerebbe meglio. Io ho perso due dipendenti eccezionali che sono andati uno in Spagna e uno nel Regno Unito, per inseguire la loro vita perché i loro compagni, magari, non vogliono vivere in questa realtà.