VIVERE DI GAY.TV

Cosa vedremo nella prima emittente gay italiana? Il suo ideatore ci aiuta a scoprirlo: il palinsesto, i volti, i dietro le quinte, la vicenda di "Queer As Folk"…

Massimo Scolari, 37 anni, è ideatore e direttore di Gay.Tv, la prima emittente interamente dedicata agli omosessuali che comincerà le trasmissioni il 6 maggio prossimo. Sarà possibile vederla a chi possiede una parabola, ma senza pagare alcun abbonamento. A lui abbiamo chiesto di farci capire meglio che cosa si muove dietro l’etichetta di Gay.Tv.

Da dove nasce l’idea di una tv per i gay?

Io ho un passato da imprenditore, ho lavorato a lungo anche nel settore discografico. E da sempre ho coltivato il desiderio di costruire qualcosa per la Tv. Pur non essendo gay, ma avendo molti amici che lo sono, mi è sorta l’idea di fare qualcosa diretta ai gay. Così è nata Gay.Tv, un po’ come una sfida, un po’ perché è arrivato il momento di non ignorare questa fetta di mercato. Non parlo di mercato solo da un punto di vista economico: viviamo in una società in cui c’è una soggettiva fortemente eterosessuale, e credo sia giunto il momento di dare voce a un’espressione diversa.

Così avete pensato a un canale televisivo via satellite, ma in chiaro. Questo significa che puntate sulla pubblicità…

Beh, all’inizio è solo un investimento al buio… C’è una sfida in corso anche su quel fronte: sarebbe facile far sponsorizzare un programma a una piccola realtà commerciale gay, come può essere una sauna o un locale. Ma sarebbe bello se riuscissimo a coinvolgere grandi aziende, non gay, anche delle multinazionali. Pensa a come sarebbe bello se ci fosse uno spot del Mulino Bianco che invece della solita famigliola in campagna presenta una "normale" coppia gay

E credi che le aziende italiane siano abbastanza mature per investire in pubblicità verso il target gay?

No, assolutamente no. Basta fare un confronto con una rivista gay italiana e l’analoga – che so – spagnola. In Italia le inserzioni sono solo di locali gay, mentre in Spagna c’è l’inserzione della casa automobilistica o della multinazionale dell’abbigliamento… Però credo che le cose possano sbloccarsi: se io fossi il direttore di una grande azienda e mi venisse proposto un contratto pubblicitario su Gay.Tv, credo che se rifiutassi avrei paura di mettere in cattiva luce l’immagine della mia azienda, potrei essere accusato di discriminazione, e questo non mi gioverebbe.

Torniamo alla programmazione: quali sono i progetti di punta che spingeranno i telespettatori gay a sintonizzarsi su Gay.Tv?

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La nostra programmazione è individuabile in tre branche: la prima la potremmo chiamare di "intrattenimento giovane", e punta soprattutto alla musica. Il primo programma di questo settore è quello mattutino, "A.M.": comincia con un uomo qualunque che spegne la sveglia, e le telecamere lo seguono in tutto quello che fa durante il risveglio. Le immagini sono accompagnate da scritte in cui ci si pone delle domande legate alle attività che il protagonista del giorno sta svolgendo. Di tanto in tanto vengono mandati dei video clip. Poi c’è "5-6-7-8", in cui facciamo il verso alle lezioni di danza di Sidney Rome: Diego, il nostro esperto nella danza, ci aiuterà ad avere i glutei come Jennifer Lopez e ad imparare a ballare le coreografie di Madonna proprio come lei. La seconda branca è quella più aperta verso il sociale, di servizio alle persone che non vivono benissimo la loro omosessualità. In "Quante Storie" racconteremo le vicende di chi, a un certo momento della sua vita, ha riconosciuto di essere diverso, e ha avviato un percorso difficile per rivendicare una normalità. Sono racconti di vita vissuta di persone risolte, a lieto fine, raccontate in forma di video-story e poi commentate in studio con il protagonista. Per "SOS Italia" collaboriamo con i circoli Arcigay in tutto il territorio nazionale: in trasmissione il presidente di un circolo illustrerà la situazione della gaylife nella sua regione, e la gente potrà intervenire in diretta. Avremo anche un appuntamento con l’Agedo, che sarà una sorta di manuale per "come fare coming out". La sera, poi, sempre in diretta, andrà in onda "Voci nella notte", condotto da un personaggio del quale per ora non posso svelare il nome…

Si tratta di qualcuno di noto, allora…

Diciamo solo che è un’icona dei gay, un po’ borderline, ma sicuramente molto amata da tutto il pubblico omosessuale. Questa persona chiacchiererà dal vivo con tutti coloro che desiderano trascorrere le ore notturne parlando di sé. Infine ci sarà l’Agenda settimanale, un rotocalco tra il frivolo e il serio con tutti gli appuntamenti da non perdere a livello europeo, e una rassegna stampa europea, realizzata con i nostri collaboratori. L’ultima sorpresa riguarda la signora Ione, una donna molto simpatica che ci aiuterà con le sue pillole di economia domestica a risolvere i problemi legati alla gestione della casa.

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Eravamo arrivati alla seconda branca della programmazione…

Sì, la terza riguarda la fiction, ed è curata da Giampaolo Marzi. Ogni settimana ci sono tre serate dedicate alla fiction, la prima per Queer As Folk, che trasmetteremo nella versione integrale (di Queer As Folk Gay.it parlerà in maniera più dettagliata tra qualche giorno, ndr). Lo stesso Giampaolo introdurrà la puntata del serial, e poi commenterà i temi emersi nel corso della puntata con ospiti in studio. La seconda serata fiction sarà dedicata a lungometraggi a tematica gay, anche questi presentati in una sorta di film-dossier. E la terza serata comprende cortometraggi e documentari.

Documentari gay? In cosa consistono?

Sono filmati molto particolari, che a volte trattano temi anche molto difficili, ma che abbiamo creduto potessero essere utili per affrontare quegli argomenti che spesso non si affrontano. Infine Marta Bigozzi, l’unica tra i nostri conduttori ad aver già avuto esperienze in televisione (ha lavorato a Video Music, Match Music, MTV, ecc.) farà l’inviata realizzando uno speciale al mese. Partiremo col primo su "Omosessualità e religione", e col secondo su "omosessualità e prostituzione". Su questi, e su tutta la programmazione, cerchiamo di realizzare delle sinergie in cui tutte le realtà gay già esistenti, come Gay.it, possano contribuire a rendere il prodotto migliore.

Quando parte il palinsesto?

Beh, il 6 maggio Gay.Tv si accenderà con il palinsesto praticamente al completo. Ma soprattutto avremo, la prima sera, una grande festa che si svolgerà nello spazio che è un po’ la spina dorsale di Gay.Tv. Si tratta di uno spazio abitativo, in cui sei ragazzi scelti per rappresentare lo specchio della nostra società, vivranno quotidianamente. Ci sono un po’ tutte le tipologie: c’è Katamashi (foto sopra), l’unica donna, etero ma "frociarola", come si dice, cioè molto amica dei gay. Perennemente alla ricerca di un fidanzato, perennemente pronta a iscriversi al corso più alla moda. Poi ci sono alcuni gay risolti, felici con la propria omosessualità. O c’è Alex (foto), di cui sappiamo molto poco, ma di cui lui stesso sa poco: se gli chiedi se è gay risponde "boh, non lo so", se gli chiedi cosa vuole fare, risponde "boh, non lo so".

Ma dietro questa incertezza credo che rappresenti bene una buona parte della nostra società giovane.

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Una casa-studio televisivo, insomma. Una sorta di Grande Fratello perenne?

No, ci sono importanti differenze. Non c’è il voyeurismo del Grande Fratello. Cioè, sicuramente del voyeurismo ci sarà, ma da parte degli etero. Probabilmente un etero che legge dell’esistenza di Gay.Tv sarà incuriosito: io spero che poi alla fine trovi qualcosa di carino che gli permetta di pensare che i gay non erano propri come li immaginava. Sicuramente non troverà morbosità, non ci sarà pornografia, né storie drammatiche presentate come "casi umani", con tanto di lacrimuccia. E chissà che alla fine non scopra di essere gay anche lui! Insomma, la casa non è il Grande Fratello, sarà il trait-d’union tra il fuori e il dentro. E, soprattutto, tutto sarà all’insegna della verità. Saremo sinceri fino in fondo, in ogni circostanza.

Cosa diresti a tutti i gay più o meno velati che affollano le tv nazionali esistenti, per convincerli a lavorare a Gay.Tv?

Assolutamente niente: direi loro di restare dove sono. Noi cerchiamo la verità: se queste persone non hanno avuto il coraggio di essere se stessi lì dove sono, che ci restino. All’inizio, qualcuno di noi pensava che fosse necessario cercare un volto noto per spingere la Gay.Tv, ma alla fine abbiamo capito che la vera scelta è quella di prediligere i giovani. In fin dei conti sono loro, i giovani, che cambiano le cose, sono loro che domani si troveranno a vivere in una società che già oggi stanno costruendo. E’ bene che imparino a costruirsela come la preferiscono. Anche gay.