Vaiolo delle scimmie e comunità gay, il punto: contagio, sintomi e vaccino

In aggiornamento: il Monkeypox riscontrato in cluster di persone omosessuali. L'OMS: focolaio anche in una famiglia inglese.

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Il virus del vaiolo della scimmia è un virus a DNA completo, dunque meno capace di mutare rispetto al coronavirus del Covid-19. È in grado di trasmettersi, oltre che tra primati, anche da scimmia a uomo e da uomo a uomo. In queste ore si parla di un focolaio europeo e di focolai nordamericani e i fatti parlano di un’evidenza di casi in cluster di maschi gay, dunque la trasmissione nell’uomo sarebbe ad ora più alta tra maschio e maschio. I fatti ad oggi in nostro possesso sono questi: è del tutto normale che un virus che si trasmette tramite contatto intimo possa svilupparsi con più facilità in situazioni più ristrette.

Come già raccontato ieri da Gay.it, l’agenzia per la sicurezza britannica (UKSA) ha spiegato che le attuali prove suggeriscono che potrebbe esserci una trasmissione del virus del vaiolo delle scimmie nella comunità omosessuale, diffusa appunto da uno stretto contatto. L’UKSA ha allertato soprattutto uomini gay e bisessuali, raccomandando di “prestare attenzione a eventuali eruzioni cutanee o lesioni insolite e contattare un servizio di salute sessuale senza indugio”.

Da qualche giorno l’Ecdc – European Centre for Disease Control (Centro Europeo per il Controllo delle Malattie ndt) – ha lanciato l’allerta:

“Sono i primi casi al mondo osservati nella categoria di uomini che hanno avuto rapporti sessuali con altri uomini” ha spiegato L’Ecdc.

Sebbene risuoni strana e a tratti preoccupante l’associazione di un virus alla comunità omosessuale, per ora si tratta di raccomandazioni cliniche fattuali basate sulla mera statistica.

 

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Virus del vaiolo delle scimmie – (foto Libero Quotidiano)

 

CHE COS’E’ IL VAIOLO DELLE SCIMMIE?

Il Monkeypox, vaiolo delle scimmie, è un virus solitamente individuato in Africa e molto simile al vaiolo umano. Secondo il virologo Matteo Bassetti “è un virus piuttosto aggressivo e difficile da gestire nelle scimmie – ha spiegato Bassetti all’agenzia Dire – che porta in molti casi alla morte degli animali, così come accade nel vaiolo dell’uomo, cioè fino a un terzo o addirittura la metà dei casi muoiono”. Sebbene il vaiolo sia stato debellato nell’uomo, grazie alla vaccinazione di massa, conclusasi comunque nell’ormai lontano 1980, il vaiolo delle scimmie ha continuato a circolare tra i primati del pianeta. Nelle scimmie questo virus ha un’alta incidenza di morte.

 

VAIOLO DELLE SCIMMIE, QUANTI CASI CI SONO IN EUROPA E IN ITALIA?

Ad ora (20 maggio 2022 ore 11) sono stati segnalati 5 casi confermati e 20 sospetti in Portogallo, 25 casi sospetti e 7 confermati in Spagna, 4 in Gran Bretagna e 2 casi sospetti e 1 caso confermato in Italia. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato che in Inghilterra i recenti episodi sono tra chi ha avuto rapporti sessuali occasionali, in particolare sono stati riscontrati contagi in luoghi di incontri gay, ma l’OMS ha parlato anche di un piccolo focolaio in una famiglia inglese.

 

VAIOLO DELLE SCIMMIE, COME FUNZIONA IL CONTAGIO?

Dopo il contagio, il vaiolo della scimmia ha un’incubazione di circa 12 giorni, durante i quali – per quel che si sa oggi – non si è contagiosi. Il contagio potrebbe avvenire via saliva, o attraverso contatti con lesioni e liquidi biologici infetti, secondo quanto riportato dall’Ospedale Spallanzani di Roma, che in queste ore ha in osservazione tre uomini italiani tornati dalla Spagna (2 sospetti e 1 caso confermato). Sempre l’Ecdc ha spiegato che in questi giorni per la prima volta si stanno osservando catene di trasmissione nordamericane ed europee che non hanno legami con Africa Centrale o Orientale. I casi osservati in Nord America e in Europa non presentano segni clinici gravi.
“Attraverso un contatto molto ravvicinato può esserci un contagio tra umani – ha spiegato Bassetti – È importante sottolineare che la maggioranza dei casi ad oggi riportati sono avvenuti all’interno di comunità chiuse, di cluster, fatte soprattutto da omosessuali che hanno avuto rapporti con altri uomini. È allora probabile che il contagio sia avvenuto durante o in prossimità di rapporti intimi sessuali. Siamo allora di fronte a un virus – ha proseguito il virologo nella sua intervista all’agenzia Dire – che adesso ha una trasmissione interumana in Europa, quindi non è più un problema del continente africano, che certamente ci deve interessare, ma è un problema a noi molto vicino.”

 

VAIOLO DELLE SCIMMIE, QUALI SONO I SINTOMI?

I sintomi sono febbre, dolori diffusi, stanchezza e senso di debolezza, gonfiore dei linfonodi. Successivamente appaiono sul corpo le tipiche pustole  del vaiolo: rotonde, con diametro tra i 5 e 10 mm. Le pustole compaiono dapprima sul viso, in poche ore si estendono su dorso, petto, addome e poi fino ai genitali.

 

VAIOLO DELLE SCIMMIE, IL VACCINO IMVANEX FUNZIONA?

Il genoma del virus sarà sequenziato nei prossimi giorni nella sua interezza. Si teme infatti che il virus – nonostante la sua fissità genetica – si sia comunque adattato all’uomo. Non ci saranno molteplici varianti – perché questo virus non è in grado di modificare il proprio codice genetico con rapidità – ma è ormai certo che il Monkeypox si sia adattato all’uomo. L’ipotesi di un vaccino sarà presa in considerazione qualora i focolari dovessero estendersi.

Il vaccino per il vaiolo esiste, si chiama IMVANEX, la sua somministrazione di massa è stata interrotta nel 1980. Da quanto si apprende, il vaccino contro il vaiolo sarebbe efficace anche nel prevenire il vaiolo delle scimmie e funzionerebbe anche in modalità terapeutica. Dunque l’IMVANEX funziona sia come vaccino per prevenire, sia come farmaco da assumere nei primi giorni post contagio per arginare l’avanzamento della malattia. È confermato che le persone che non sono state vaccinate durante l’infanzia (entro il 1980) sono esposte al vaiolo delle scimmie. Non è ancora del tutto confermato che chi sia stato vaccinato contro il vaiolo entro il 1980 (quando la vaccinazione di massa fu terminata) sia immune al vaiolo delle scimmie. Esistono farmaci antivirali che possono frenare la replicazione del virus.

(gf)

 

 

 

Immagine di copertina di repertorio, fotografia di Inès d’Anselme

 

Fonti: Repubblica, Corriere, Messaggero, Gazzettino, Dire

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© Riproduzione riservata.

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