Forse più di 20.000 i morti a New York

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Si continua a scavare tra le macerie, dove sono imprigionate ancora delle persone che hanno comunicato con i soccorritori attraverso il telefonino.

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Nel peggiore attacco terroristico della storia degli Stati Uniti, e in quello che i leader politici definiscono un "atto di guerra", ieri 11 settembre tre aerei commerciali sono stati dirottati e diretti contro le torri gemelle del World Trade Center, provocandone il crollo. Sebbene risulti ancora impossibile fare un bilancio ufficiale, anche se provvisorio, della tragedia, quasi tutti sono concordi nel dire che ci siano circa 20.000 vittime. Le torri potevano, infatti, contenere circa 55.000 persone, tra impiegati e visitatori; poche di queste sono riuscite ad abbandonare l’edificio (un italiano sopravvissuto ha raccontato di aver impiegato più di un’ora per scendere dal 50° al 23° piano della seconda torre), e nelle ultime ore si hanno notizie di persone ancora sepolte sotto le macerie che sono riuscite a mettersi in contatto con le squadre di soccorso grazie al loro telefonino.

Altre testimonianze shock vengono dai passeggeri degli aerei che sono stati usati come bombe nei vari attacchi; in quasi tutti i casi, c’è stato qualcuno che è riuscito grazie al cellulare a mettersi in contatto con i familiari o la compagnia aerea. Una hostess di uno dei velivoli diretti contro le torri gemelle ha annunciato alla compagnia che l’aereo stava per schiantarsi, e che alcune delle sue colleghe, oltre a qualche passeggero erano già stati uccisi a coltellate. Una giornalista della CNN, in volo nell’aereo che è stato fatto esplodere contro il Pentagono, è riuscita a raccontare al marito che i terroristi, armati di coltelli e taglierini, li avevano costretti a sistemarsi tutti, pilota compreso, in coda all’aereo, prima di prenderne possesso e dirigerlo verso l’obiettivo.

Bin Laden, principale nemico dell’"imperialismo americano" e sospettato di essere l’autore di questi attentati, ha dichiarato a un giornalista palestinese di essere felice per l’esito delle operazioni, ma ha smentito di avere alcun legame con gli ideatori e gli organizzatori delle azioni.

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