VUOI VOLARE? VIA LA GONNA!

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Trans costretta a vestirsi da uomo per volare

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Dopo il tragico avvenimento delle Twin Towers gli aerei sono vuoti, le compagnie aeree licenziano migliaia di impiegati e gli sconti fioccano per cercare di attirare qualcuno nei luoghi di villeggiatura più gettonati, oggi quasi deserti. Poco prima del fatidico 11 settembre però, accadeva anche che a un passeggero inglese veniva negato il diritto di viaggiare perché portava capelli lunghi e rossetto sulle labbra. Sembra impossibile: decine di arabi ricercati dai servizi segreti internazionali salgono sugli aerei armati di coltelli e nessuno si prende il minimo disturbo di controllarli, mentre si interrompe il decollo per far cambiare d’abito un singolo passeggero.

Ecco i fatti: Richard Ward, che attualmente si sta sottoponendo al trattamento medico per il cambiamento di sesso, afferma di essere stato scortato fuori da un aereo della United Airlines in Nebraska e il personale gli avrebbe impedito di rimetterci piede finchè non fosse tornato vestito da uomo. Ward, 35 anni dei quali sei passati a Londra come Susan West, ha quindi fatto causa alla compagnia aerea per rottura di contratto e danni morali per 34.000 sterline (circa 102 milioni di lire).

Ward stava tornando a Londra e per questo si trovava sul volo che lo avrebbe portato da Omaha a Chicago. "È stato solo quando tutto il personale ha iniziato a chiamarmi Signor Ward che i passeggeri si sono accorti che non ero una donna", dice. "Ad un certo punto, la hostess ha guardato il mio passaporto e mi ha comunicato che non avrei potuto volare finchè non fossi stato uguale alla foto del documento." L’avvocato di Ward, Beth Plotner, rende noto che il suo cliente è "biologicamente uomo" e che al momento del fatto era truccato, indossava una gonna e portava una parrucca. Secondo la loro versione, lo staff della United gli ha intimato di indossare un paio di pantaloni e levarsi il trucco per soddisfare le loro richieste.

"È stata totalmente umiliata" aggiunge il legale. Naturalmente non era la prima volta che Richard viaggiava come Susan, con questa o altre compagnie aeree e nessuno aveva mai sollevato obiezioni. Un portavoce della United ha offerto un buono di 700 dollari per risarcire il volo mancato; l’avvocato risponde che il signor Ward non ha intenzione di tornare mai più sulla United Airlines e che quindo il buono è assolutamente inutile.

Ironicamente, la compagnia ha per motto "L’intolleranza non vola": decisamente fuori luogo quando fa si che non si controllino i terroristi per paura di urtare la sensibilità dei passeggeri medio-orientali, ma assolutamente ignorata quando si tratta di genere sessuale. In linea con il motto, il personale ha persino ignorato una lettera del dottore di Ward che spiegava come il paziente si stesse preparando ad un cambiamento di sesso e fosse quindi naturale il suo apparire diverso dalle foto dei documenti. Alla faccia della campagna pubblicitaria lanciata l’anno scorso in cui c’è uno slogan diretto ai passeggeri omosessuali che recita: "Fly the friendly sky".

Claire McNab, dell’Organizzazione Press for Change che si occupa dei diritti dei transessuali, ha commentato il fatto: "Non sempre il passaporto modificato è disponibile quando la persona lo richiede, ma malgrado questo non c’è alcun motivo per cui una compagnia aerea possa imporre uno specifico codice di abbigliamento ai suoi passeggeri. Se la United Airlines applica un codice di abbigliamento spero che lo rendano noto per tempo, in modo da avvisare le donne che portano i pantaloni, gli uomini in kilt e tutti gli altri".

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di Lily Ayo

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