Apre a Londra, dopo la prima chiusura, il museo dedicato all'anatomia ginecologica e tutti i suoi falsi miti.
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Nel 2019 ha aperto a Camden Market il primo museo al mondo dedicato esclusivamente a “vagine, vulve, e l’anatomia ginecologica“.
Dopo la chiusura forzata nel Settembre 2020 a causa della pandemia, il Vagina Museum ha finalmente annunciato la sua nuova apertura il prossimo 19 Marzo presso Bethnal Green, in una struttura che si promette tre volte più grande la precedente.
“Esiste un museo sul pene in Islanda. È una figata, ma non c’è nessun equivalente nel mondo per quanto riguarda le vagine“ ha dichiarato la direttrice Florence Schechter, che ha fondato il progetto con un raccolta crowfunfing di 50mila sterline.
Florence Schechter (direttrice del museo), Zoe Williams (curatrice della parte marketing) e Sarah Creed (curatrice dell’esibizione)
Il Vagina Museum ha il fine di celebrare “qualunque persona con una vagina“, attraverso uno sguardo transfemminista e inclusivo e integrando la comunità LGBTQIA+, i diritti delle donne, e delle persone intersex. L’obiettivo della prima mostra, intitolata Muff Busters: Vagina Myths and how to fight them, sarà anche ripercorrere tutti i fantomatici miti e leggende sulla vagina, in modo da smantellarli e invitare ad un’informazione accurata e svincolata da false credenze.
“Se non conosciamo il nostro corpo, come facciamo a sapere se c’è qualcosa che non va?” dichiara Sarah Creed, curatrice della mostra, che ha evidenziato come secondo alcune ricerche dello scorso Marzo, metà della popolazione britannica non saprebbe distinguere vagina, uretra, o labbra e tantomeno comprenderne il funzionamento.
Il museo avrà anche un ampio spazio dedicato al ciclo mestruale, con l’obiettivo di abbatterne ogni tabù o censura: “Più di 800 milioni di persone nel mondo hanno le mestruazioni quotidianamente ad un certo punto della loro vita, nonostante sia un processo del tutto naturale per i nostri corpi è ancora oggi una tematica avvolta nello stigma e la vergogna.” scrive il sito ufficiale del museo. L’esibizione ripercorrerà il ciclo mestruale, sia da un punto di vista sociale che storico, su come viene ancora percepito nella nostra quotidianità e sulle conseguenze di una mancata sensibilizzazione all’argomento.
Non solo un museo, ma anche uno spazio per workshop, dibattiti, letture, giochi a quiz, e un club di lettura intitolato “Cliterature“, dove si discuteranno ogni giorno testi di letteratura femminista.
“Spero tanto che riusciremo a rompere qualche tabù con questa mostra, per insegnare un po’ di nozioni basiche relative all’anatomia delle donne e aiutare le persone a parlarne liberamente” ha dichiarato Sarah Creed, la curatrice del museo.