Argentina, 1985, recensione. Desaparecidos da Leone d’Oro

Un legal movie dai toni ironici e drammatici per il 41enne Santiago Mitre, prima vera sorpresa di Venezia 79.

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Un’ovazione stampa. 41 anni appena, Santiago Mitre punta al jackpot festivaliero al suo esordio assoluto alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia grazie ad Argentina, 1985, legal movie ispirato a fatti realmente accaduti, raccontando la storia dei procuratori Julio Strassera e Luis Moreno Ocampo che 37 anni or sono osarono indagare e perseguire i responsabili della fase più sanguinosa della dittatura militare argentina.

Trainato da un monumentale Ricardo Darín, che è senza ombra di dubbio uno dei più grandi attori al mondo, Argentina, 1985 ricostruisce il più importante processo del dopoguerra dopo Norimberga. Senza lasciarsi intimidire dall’enorme influenza che l’esercito aveva ancora sulla fragile democrazia appena sorta, Strassera e Moreno Ocampo formarono un team legale di improbabili e giovanissimi eroi per vincere una battaglia che pareva impossibile. Perché costantemente minacciati insieme alle loro famiglie, volutamente frenati nelle ricerche e dal pochissimo tempo a disposizione, con un unico obiettivo comune: dare giustizia alle vittime della giunta militare. In 4 mesi di dibattimento portarono alla sbarra 833 testimoni oculari e sopravvissuti, ribaltando il giudizio popolare sul processo. In diretta radio milioni di argentini ascoltarono le scioccanti verità dei sopravvissuti alle torture, trasformando Strassera in eroe nazionale.

Tra il 1976 e il 1983, sotto il regime guidato da Jorge Rafael Videla ed Emilio Eduardo Massera, si ritiene siano scomparsi fino a 30.000 dissidenti o sospettati tali. La giunta avallò migliaia di arresti, torturando cittadini, terrorizzando un Paese. Squadre non ufficiali di militari sequestravano intere famiglie, rinchiudendo le vittime in luoghi segreti di detenzione, senza alcun processo, torturandole per mesi. L’arringa finale di Strassera, l’atto di accusa nei confronti dei generali seguito in diretta dal Paese intero, vide le strade riempirsi di argentini in festa.

Mitre ha ricostruito quanto avvenuto in quel 1985, ridando forma ad un processo passato alla storia. Nel farlo ha raccontato un’Argentina all’epoca divisa, tra chi voleva giustizia e chi difendeva i militari, caratterizzando l’intera pellicola con un’inattesa vena ironica. Perché Argentina, 1985 narra fatti fortemente drammatici cavalcando il potere di un sorriso. Sdrammatizzando, Mitre ha trasformato un legal movie dai lineamenti apparentemente canonici in qualcosa di diverso, inatteso, spiazzante.

Commovente e al tempo stesso sorprendentemente divertente, Argentina, 1985 è un’opera straordinariamente brillante e appassionante, vivace e ricca nella scrittura, diretta con fermezza, ricostruita minuziosamente da un punto di vista prettamente storico e splendidamente interpretata. Ricardo Darín, colonna del cinema argentino, punta ad una Coppa Volpi che sarebbe ampliamente meritata, avendo dato forma ad un Julio Strassera dalle mille sfaccettature. Padre di famiglia e marito amorevole, amico e fidato collega, spaventato pm dai sani principi.

Prima vera sorpresa di Venezia 79, nonché primo film Prime Video ‘original argentino’, Argentina, 1985 è un film sulla giustizia, quella giustizia ancora oggi negata a migliaia di famiglie che da decenni piangono figli, mogli, amici, parenti semplicemente desaparecidos. La giustizia vista come “atto di guarigione”, all’interno di una pellicola che potrebbe trasformarsi nel primo storico Leone d’Oro argentino in 90 anni di Mostra.

Voto: 8

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