In Botswana, inizia oggi un ricorso per depenalizzare l’omosessualità

Dal 2016, ci sono stati molti passi in avanti sul tema delle discriminazioni, ma l’omosessualità è sempre punita dal codice penale.

Secondo l’articolo 64 del Codice penale, entrato in vigore nel 1965, un rapporto omosessuale è punibile con 7 anni di carcere. Ma qualcosa potrebbe cambiare in Botswana, con un ricorso presentato all’Alta Corte, che ha iniziato oggi ad analizzare la documentazione presentata, per depenalizzare l’omosessualità. A presentare il ricorso è stato un uomo che per evitare di essere incarcerato ha delegato l’avvocato Gosego Lekgowe a proseguire la causa. “Questi articoli mi impediscono di avere contatti con altre persone che s’identificano come me per timore di essere incarcerate. Non vogliamo che la gente sia d’accordo con l’omosessualità ma che sia tollerante” ha affermato il legale, leggendo la petizione del suo assistito.

Le richieste dell’uomo sono molto chiare: abrogare la legislazione vigente sull’omosessualità, assicurando così il rispetto dei diritti umani fondamentali. Questo ricorso potrebbe davvero fare la differenza, data l’apertura degli ultimi anni delle istituzioni nei confronti delle persone omosessuali. Infatti, dal 2016, anche il Botswana ha iniziato a compiere i primi passi in avanti, molto significativi, per una prossima depenalizzazione. E forse anche l’approvazione di alcune tutele. 

Le conquiste della comunità LGBT in Botswana

Nel 2016, la Corte d’Appello del Botswana ha affermato che il ministero degli Interni aveva effettivamente sbagliato a non riconoscere un’associazione LGBT chiamata Legabibo. Questa, era un’organizzazione dedicata alla tutela della comunità, e aveva richiesto la registrazione presso il ministero per operare ufficialmente. Ma non è tutto. Sono state approvate delle leggi che vietano le discriminazioni per orientamento sessuale nell’ambiente di lavoro, e il presidente Mokgweetsi Masisi ha affermato, nel corso di un incontro sulle violenze di genere:

Ci sono molte persone omosessuali in questo Paese che sono state violentate e che hanno anche sofferto in silenzio. Proprio come gli altri cittadini, meritano di vedere tutelati i propri diritti.

Una grande apertura, che dimostrerebbe una società più aperta e tollerante nei confronti delle persone omosessuali. Il Botswana non è comunque l’unico Stato africano a segnalare una simile apertura. In Mauritania, Sudan e Nigeria è ancora prevista la pena di morte, ma non ci sono esecuzioni per omosessualità ormai da anni. Eliminata invece dal codice penale degli stati Mozambico, Seychelles e Angola, e presto anche potrebbe aggiungersi anche il Kenya. Il Sudafrica invece proibisce le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. 

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