16 Stati avviano inchiesta internazionale sulle purghe omofobe in Cecenia: assente l’Italia

di

Yuri Guaiana, Presidente dell’Associazione Radicale Certi Diritti, denuncia l'incredibile assenza dell'Italia sul 'caso Cecenia'.

CONDIVIDI
363 Condivisioni Facebook 363 Twitter Google WhatsApp
1398 0

Italia ancora silente sullo scandaloso ‘caso Cecenia’, lo scorso anno finita sulle pagine di tutti i giornali a causa di un vero e proprio ‘omocausto’ che ha visto centinaia di presunti omosessuali rinchiusi in veri e propri campi di concentramento.

16 Stati OSCE hanno invocato il Meccanismo di Mosca, grazie al quale potrà finalmente avviarsi un’inchiesta internazionale sugli arresti arbitrari, torture e uccisioni di persone omosessuali in Cecenia, con l’Italia grande assente, come denunciato dall’Associazione Radicale Certi Diritti. Merito soprattutto dell’enorme lavoro portato avanti dagli attivisti russi del Russian LGBT Network.

Nonostante i nostri appelli, l’Italia è completamente assente, mostrando un’indifferenza inaccettabile nei confronti di quello che noi attivisti riteniamo un vero e proprio crimine contro l’umanità”, ha annunciato al Congresso di Radicali Italiani Yuri Guaiana, Presidente dell’Associazione Radicale Certi Diritti.

Il Meccanismo di Mosca è uno strumento creato dall’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa per monitorare il rispetto dei diritti umani da parte degli Stati membri. È stato invocato solo sette volte nella storia dell’OESCE e questa è la prima volta che viene invocato per investigare la violazione dei diritti umani delle persone LGBTI”. “Il Meccanismo di Mosca è stato attivato dopo che la Russia ha risposto alle richieste fatte dagli Stati membri dell’OSCE, ma senza entrare nel merito delle preoccupazioni sollevate. Ora, una Commissione di 3 esperti – solo uno dei quali potrà essere scelto dalla Russia – verrà costituita dall’Ufficio OSCE per le istituzioni democratiche e i diritti umani e un’inchiesta internazionale sarà finalmente avviata. Anche se la Russia si rifiutasse di far entrare gli esperti sul suo territorio, essi potranno scrivere un rapporto intervistando i sopravvissuti rifugiatisi fuori dalla Federazione Russa e auspicabilmente riconoscere i crimini contro l’umanità che sono stati perpetrati in Cecenia per quello che sono”.

Guaiana sarà presto in libreria con l’opera collettanea “Il lungo inverno democratico nella Russia di Putin”, dove ha ricostruito anche la vicenda del pogrom anti-gay in Cecenia. Il presidente ceceno Ramzan Kadyrov ha più volte negato l’esistenza di campi di concentramento per omosessuali, perché a suo dire le persone LGBT proprio non esisterebbero, nel suo Paese: “Non esiste una persona che sia stata discriminata in Cecenia. È un’invenzione dei media stranieri, i cosiddetti attivisti per i diritti umani si inventano qualsiasi cosa per denaro. Tutti coloro che difendono i gruppi per i diritti umani e i gay che presumibilmente vivono nella Repubblica cecena sono media stranieri. Hanno venduto il loro paese, la loro gente, la loro religione!”.

Peccato che siano decine e decine le testimonianze che raccontino tutt’altra verità, tristemente drammatica.

Guarda una storia
d'amore Viennese.

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...