Congresso Mondiale delle Famiglie: ritirato il Patrocinio del Governo ma confermata la presenza di 3 ministri

I ministri leghisti Matteo Salvini, Marco Bussetti e Lorenzo Fontana prenderanno parte all’evento omofobo e oscurantista di Verona.

Palazzo Chigi aveva annunciato la rimozione del patrocinio al Congresso Mondiale delle Famiglie che si terrà a Verona a fine mese. Parola de La Stampa. Un patrocinio apparentemente dato dal Ministro Lorenzo Fontana, che non avendo un ministero fisico è legittimato a utilizzare il logo della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ma nella serata di ieri, dopo la nota di Palazzo Chigi, fonti del Ministero della Famiglia hanno fatto sapere che non c’è nessuna richiesta di revoca dall’Ufficio di Presidenza.

Il Congresso, che si terrà a Verona dal 29 al 31 marzo, ospiterà alcuni dei personaggi più omofobi del Pianeta, come Theresa Okafor, attivista nigeriana che nel 2014 voleva criminalizzare le relazioni tra persone dello stesso sesso, o come Lucy Akello, che ha proposto al Parlamento ugandese una legge anti-gay, che prevedeva l’ergastolo o la pena di morte per gli omosessuali. Presente anche John Eastman, che ha sostenuto nel 2015 la stessa legge sopra citata in Uganda.

Restiamo però basiti – dichiara Fabrizio Marrazzo, Portavoce del Gay Center – che al Congresso saranno comunque presenti i Ministri leghisti Salvini, Fontana e Bussetti. Il rispetto dei diritti umani dovrebbe essere una prioritá per gli esponenti del Governo Italiano, per cui è d’obbligo aspettarsi che tali ministri rinuncino alla presenza al Congresso“.

Da parte dei tre ministri, ovviamente, nessun passo indietro. Per ora. Nei giorni scorsi Monica Cirinnà, insieme a tutti i senatori Pd e ad altri colleghi parlamentari (c’è anche la senatrice 5S Nugnes), aveva presentato una mozione che chiedeva al Governo di revocare ogni forma di patrocinio al Congresso delle Famiglie, a porre in essere politiche di contrasto all’omotransfobia, con strumenti culturali e specificamente giuridici, e a sostenere attivamente la condizione femminile, in particolare attraverso una tutela adeguata delle lavoratrici madri e la salvaguardia del modello italiano di diritto di famiglia, solidamente basato – come impone la Costituzione – sull’eguaglianza morale e giuridica tra i coniugi. Il Governo Conte, ovviamente, si è limitato al primo punto.

Nell’attesa la senatrice PD ha così commentato il ritiro del Patrocinio da parte del Governo: “Se fosse confermata la notizia della revoca dell’utilizzo del logo della presidenza del Consiglio al WCF di Verona la parte più libera e laica del Paese non potrebbe che sentirsi sollevata. Vedere accomunato il logo del governo su una locandina con tanti volti e nomi di persone note nel mondo per le loro politiche discriminatorie è un’offesa alla laicità dello Stato e alla nostra Costituzione. La mozione presentata in Senato, a mia prima firma, era dunque fondata, oltre che ampiamente condivisa, il patrocinio del governo avrebbe garantito alibi e coperture a tali posizioni retrograde. Se alcuni ministri si sentono vicini a tali posizioni oscurantiste e liberticide è giusto che se ne prendano la responsabilità e partecipino a titolo personale. Sono certa che questo giusto atto di palazzo Chigi contribuirà a svelenire il clima e a consentire uno svolgimento tranquillo delle contromanifestazioni già indette il 30 marzo a Verona“.