Israele, l’omofobia del rabbino Shapira: “Stiamo diventando il LGBTistan”

Il religioso rivendica il diritto di discriminare le persone omosessuali, bollate come malate.

Anche un paese notoriamente tollerante verso le persone LGBT come Israele deve fare i conti con la frangia più conservatrice della società.

Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, il rabbino Yehoshua Shapira, uno dei leader dell’integralismo religioso sionista, ha affermato a un evento della destra radicale ebraica che Israele sarebbe stato sopraffatto dalla “Malattia LGBT che sta trasformando il Paese nella nazione dell’omosessualità”.

Sebbene Tel Aviv sia una delle capitali mondiali del turismo LGBT, lo Stato d’Israele ancora oggi non riconosce ufficialmente diritti alle coppie gay, che sono tuttavia di fatto tutelate a livelli comparabili al matrimonio eterosessuale dall’orientamento prevalente sancito dalla giurisprudenza israeliana.

Secondo Times of Israel, lo scorso anno lo stesso rabbino Shapira era tra i firmatari di una lettera pubblica contro le adozioni per le persone omosessuali.

“Siamo persone coraggiose – ha detto il rabbino – non ci facciamo spaventare dalla moda LGBT. Ma no, non siamo omofobi, siamo persone che credono e siamo persone sane. Chiunque parli in difesa di una sana famiglia naturale è immediatamente classificato come qualcuno che delle fobie, come un estremista”.

“Perché? Perché ha affermato qualcosa che è sempre stato alla base dell’umanità e della Torah. È folle pensare che questo danneggi l’immagine dell’ebraismo”.

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