Il grido d’allarme di Paola Concia: facciamo il gioco dei conservatori

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Intervista all'ex deputata: sì alla stepchild, ma la surrogata in Italia è vietata

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Anna Paola Concia non è una qualunque. E’ una che di strategie parlamentari ne sa molto, moltissimo, essendo stata parlamentare nella precedente legislatura quando, conviene ricordarlo, non c’era una maggioranza in parlamento favorevole a far avanzare la legislazione italiana sui temi lgbt. E’ stata anche parlamentare apertamente lesbica, come sappiamo bene. Poi, terminato il ruolo da deputata, ha deciso di andare a vivere a Francoforte, dove vive sua moglie Ricarda, e ricoprire ruoli di tutt’altro genere, nell’ambito degli scambi economici tra l’Italia e la Germania, per conto della Camera di Commercio Italiana di cui è Senior Consultant Sales. Recentemente, proprio grazie a questo suo ruolo, è stata nominata nel Consiglio di Amministrazione di Firenze Fiera.
L’abbiamo intervistata, per sentire il suo parere sul percorso parlamentare delle unioni civili e in particolare sulla delicatissima questione della stepchild adoption.

Paola, cosa ne pensi della legge sulle unioni civili e sulla stepchild adoption?
Sono ovviamente d’accordo su entrambe le cose. Mi sembrano un ottimo punto di mediazione. E le difendo a spada tratta.

Ma?
Le mie perplessità nascono dalle mie lunghe conversazioni con Ricarda (sua moglie dal 2011, ndr). Ricarda, quando le raccontavo il dibattito politico in Italia di queste ultime settimane sulla stepchild, mi poneva il suo punto di vista completamente diverso. Ed alla fine ho convenuto con lei.

E quale era?
In Germania ovviamente ci sono coppie che ricorrono all’inseminazione artificiale. Coppie eterosessuali ed omosessuali. Così come ci sono coppie che, all’estero, ricorrono alla maternità surrogata. Coppie eterosessuali ed omosessuali. Ma queste ultime banalmente non sono determinanti.

Spiegati meglio…
Anche quando ero in Parlamento, io ho sempre cercato la sostanza dell’azione politica, ho sempre cercato di arrivare al risultato. Su questa questione trovo si stia facendo un errore politico gravissimo, che rischia di essere fatale, quello di far strisciare l’idea che le unioni civili siano automaticamente legate alla maternità surrogata. E’ falso e la maternità surrogata non riguarda le coppie omosessuali ma riguarda tutta la società. Io lo dico soprattutto agli omosessuali uomini: vi rendete conto che siete stati messi in un angolo con questa storia della maternità surrogata? Vi state portando questa croce quando questa croce non dovete portarla. In Germania la stepchild non è mai stata associata alla maternità surrogata quando la Corte Costituzionale ha deciso in tal senso ed imposto al Parlamento di cambiare la legislazione sulla materia. La stepchild era piuttosto associata alle donne, che infatti, anche come coppia, possono accedere ai percorsi di inseminazione artificiale. In Germania quindi, inevitabilmente, le coppie di donne unite civilmente hanno più diritti di quelle dei maschi: questa cosa uno la può anche contestare, ma qui è stata fatta la scelta di dare valore alla differenza di genere ed al fatto che le donne possono procreare mentre i maschi, inevitabilmente, no.

Quindi quale è la situazione attuale in Germania?
Le coppie di uomini, come del resto le coppie eterosessuali, non possono accedere alla maternità surrogata che in Germania è vietata. Mentre le coppie di donne sposate possono accedere all’inseminazione artificiale. Detto questo, che cosa fanno le coppie di uomini gay tedeschi che vogliono avere figli? Si organizzano, vanno all’estero ma non è che condizionano il dibattito. Nessuno ha mai associato la maternità surrogata alle unioni civili: certo, questo può essere possibile perchè una coppia può sempre andare all’estero, ma siccome in Germania è vietata e se la possono permettere solo alcune persone, solo chi ha un reddito alto, perchè dovevano metterla in primo piano nel dibattito? Sono stata recentemente ad una riunione di confronto tra Governo e comunità lgbt: nessuno ha parlato in quella sede di maternità surrogata, semmai hanno discusso dell’equiparazione dei diritti e quindi di una legge sulle adozioni che è l’ultimo tassello che manca. Neppure il problema del matrimonio egualitario in quella sede è stato posto.

Cosa ti preoccupa quindi?
Trovo che ci sia una pericolosissima convergenza. I cattolici conservatori, naturalmente per coprire altro, hanno messo molto furbescamente in atto una strategia politica e comunicativa nella quale purtroppo ci stanno cadendo in molti, anche nella comunità lgbt. I cattolici conservatori hanno cavalcato la maternità surrogata e noi li abbiamo assecondati, purtroppo. Io dico a tutti: fermatevi, riflettete, perchè state mettendo a repentaglio i diritti del 95% delle coppie omosessuali. Perchè è di questo che stiamo parlando: solo una piccola parte delle coppie femminili hanno infatti figli, figurarsi quelle maschili dove il costo è enormemente più alto. Io faccio un appello al buon senso quindi che secondo me stiamo perdendo in alcuni momenti: polarizzare la discussione tutta sulla maternità surrogata fa gioco solo ai conservatori.

Però in Parlamento oggi c’è una maggioranza che, almeno sulla carta, tra PD e 5 Stelle, è in grado di approvarla anche con la stepchild. Ed un premier che pare determinato in tal senso. Quindi? Sei anche per cambiare strategia parlamentare?
No, io sono per la stepchild adoption. Io per prima, quando ero in parlamento, feci una proposta di legge solo sulla stepchild quindi figurarsi se sono contrario. Come sarei favorevolissima ad aprire alle coppie di donne (o alle single) la possibilità di accedere all’inseminazione artificiale, come è in Germania. Dopodichè riconosco e rispetto le posizioni di chi è contro la surrogata per tutti: ed anche qui, lo dico con grande franchezza, non si può denunciare le persone perchè sono contro la maternità surrogata. Non è omofobia quella! Sono persone che sono contrarie alla maternità surrogata, con cui ci si discute.

Il tuo è un grido di allarme al tuo partito, innanzitutto (Partito Democratico, ndr), ma anche alla comunità lgbt. Ma è perchè si cambi strategia comunicativa o parlamentare? O entrambe?
Occorre riportare sulla giusta via di cosa si parla quando si parla di unioni civili. I diritti ed i doveri, snocciolati uno ad uno. Stanare da questa polarizzazione e lasciarli da soli i cattolici, dicendo che la maternità surrogata non riguarda gli omosessuali ma tutti. E che quindi è una falsità questo argomento. Poi è chiaro che il Parlamento debba approvare la legge con la stepchild. Io sinceramente farei come in Germania: siccome esiste una differenza biologica tra uomini e donne, se ne prenda atto anche nella legge sull’inseminazione artificiale. Per le coppie di uomini che accedono all’estero alla maternità surrogata, poichè anche in Italia è vietata, starà alla loro coscienza.

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