Politica e gay: Vladimir Luxuria su caduta governo DiCo

Abbiamo chiesto a Vladimir Luxuria di dirci la sua opinione su cosa può avere portato, o perlomeno contribuito, alla crisi di governo. C’entrano forse i diritti alle coppie omosessuali?

ROMA – E se dietro la caduta, ufficialmente sulla politica estera, del Governo Prodi ci fossero le grandi manovre di un ‘potere forte’ (il Vaticano?) che ha voluto impedire a ogni costo che nella Repubblica Italiana si potesse anche solo discutere in Parlamento di estendere certi diritti civili alle coppie omosessuali? È la teoria della ‘grande cospirazione’, che impazza sulla stampa nazionale e sulla quale Gay.it ha chiesto un’opinione a Vladimir Luxuria, esponente transgender in Parlamento nel partito della Rifondazione Comunista.

Onorevole Luxuria che ne pensa della teoria della grande cospirazione del Vaticano, determinatissimo a impedire a ogni costo l’approvazione dei DiCo?

«Innanzitutto c’e di fondo un problema politico perché non si possono considerare i senatori a vita come dei senatori eletti dall’Unione. Il problema della maggioranza risicata al Senato rimane. Il mio primo pensiero ovviamente è andato al fatto di come sarebbe stata la discussione sui Dico al Senato e non mi fa essere particolarmente ottimista. Certo è stata una sorpresa. Andreotti nella sua risposta alla relazione di D’Alema aveva dato un parere positivo, sposando la linea della politica estera di questo governo. Poi invece al momento delle votazioni si è astenuto, per cui è un legittimo sospetto sentire un frusciare di sottane e un odore d’incenso. Soprattutto perché sui Dico il governo aveva già detto che non avrebbe posto la questione della fiducia e dunque se si voleva dare una dimostrazione di forza sui Dico non si poteva fare in sede di dibattito, ma lo si poteva fare solo quando ci sarebbe stato un voto determinante per le tenuta del governo stesso, che comunque sui Dico aveva espresso un disegno di legge. Oggi più che Dico mi sembra che non ci sia più neanche un bisbiglio…»

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Come pensa che evolverà la situazione?

«Siamo ovviamente nelle mani del Presidente della Repubblica e delle sue consultazioni, dalle quali potrebbe emergere di tutto. Ad esempio dare un’altra chance a Prodi, dunque un Prodi bis. È già avvenuto in passato, vorrei ricordare che c’è stato anche un Berlusconi bis. Non è certo un’ipotesi anti costituzionale, con gli stesi ministri e con, al senato, l’allargamento a qualche senatore in più… Ma io mi auguro comunque che debba essere vincolante la fedeltà al programma dell’Unione, dove comunque c’è un capitolo che parla delle unioni civili. Quindi che non sia una maggioranza diversa che metta all’angolo e tolga la voce a quei partiti che sulle questioni dei diritti civili hanno una pozione abbastanza chiara. Altrimenti sarebbe la sepoltura definitiva dei diritti per le coppie di fatto. Certo che quello che è successo non rende la strada in discesa…» (Roberto Taddeucci)