Prete accusato di essere gay replica: “Misuratemi l’ano”

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Una foto giudicata prova insindacabile dell'omosessualità di Padre Andrés finisce nelle mani del vescovo di Madrid che chiede un test psichiatrico e dell'HIV. Ma lui non ci sta...

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Padre Andrés García Torres, un prete cattolico di Madrid, rischia di perdere la sua parrocchia per via della foto che vedete accanto al titolo che lo ritrare mentre, quantomeno a torso nudo, abbraccia un giovane seminarista cubano, nudo anch’egli.

Lo scatto è finito tra le mani del vescovo Gestafe che non ha gradito affatto, perché secondo il porporato sarebbe la prova che tra i due ci sia stato un rapporto omosessuale se non una vera e propria relazione. Perché che altro possono aver fatto o apprstarsi a fare due uomini a torso nudo e abbracciati? Padre Andrés, però, pensa di potere produrre delle prove inequivocabili a sua discolpa. Ma andiamo con ordine.

Il vescovo è talmente sicuro di quello che crede di aver visto, da avere chiesto al prete di rinunciare ai voti e dismettere l’abito talare, oltre che sottoporsi ad un test psichiatrico e a quello dell’HIV.

Padre Andrés rifiuta ogni accusa e, quindi, anche di obbedire alle richieste del suo superiore. In più, il prelato ha fatto sapere che andrà a Roma per dimostrare che è solo amico del seminarista e che il vescovo lo sta buttando fuori dalla parrocchia senza prove reali. Padre Andrès, invece, è pronto a sfoderare le sue prove: "Misuratemi l’ano e vedete se è dilatato".

Ammesso che qualcuno a Roma sia disposto ad accoglierela singolare autodifesa del prete, forse sarebbe meglio che padre Andrés puntasse su altre prove magari, come dire, più inequivocabili.

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