Storica sentenza sull'omofobia nel calcio femminile: sospeso per 3 anni l'ex allenatore della Novese (calciatrici)

Storica sentenza sull’omofobia nel calcio femminile: sospeso per 3 anni l’ex allenatore della Novese

Le parole utilizzate dall’uomo non erano “meramente offensive”, come stabilito in primo grado, ma “omofobe e/o sessiste” in relazione proprio all’orientamento sessuale delle sue calciatrici.

< 1 minuto di lettura

Una sentenza storica, quella presa dalla Corte d’Appello nei confronti dell’ex allenatore della Novese, riconosciuto colpevole di stalking e frasi omofobe ai danni delle sue calciatrici, con stop di 3 anni. Maurizio Fossati, allenatore delle ragazze nella stagione 2019/2020, era stato deferito dalla Procura federale della Figc dopo la denuncia di alcune calciatrici.

Fossati, che solo un anno prima aveva ricevuto il premio di educatore sportivo dell’anno, era stato accusato di aver insultato le giocatrici per il loro aspetto fisico, per l’orientamento sessuale e per i flirt avuti con alcune compagne di spogliatoio. Nelle motivazioni della giustizia sportiva, come riportato da Agi, si legge che le parole utilizzate da Fossati non erano “meramente offensive”, come stabilito in primo grado, ma “omofobe e/o sessiste” in relazione proprio all’orientamento sessuale delle sue calciatrici. La condanna a nove mesi in primo grado era stata vista con fastidio dalla stessa procura federale, che aveva chiesto in appello un inasprimento della pena. Ora arrivato.

Tra le nuove prove trascurate in primo grado, foto intime della ragazza che l’ex allenatore aveva stalkerato e “alcune espressioni usate da Fossati come ‘siete qua solo per leccare la f…’ trascendono dalla loro natura meramente offensiva per essere qualificate alla stregua di espressioni omofobe e/o sessiste, in quanto denigratorie del genere femminile e dell’orientamento sessuale delle atlete e indice di pensieri e comportamenti avversi all’omosessualità ovvero alle persone omosessuali”.

APPROFONDISCI
Stonewall UK e Manchester United si alleano per promuovere l'inclusione LGBTQ nel calcio

Una delle calciatrici ha raccontato anche come l’ex allenatore la chiamasse nello spogliatoio “per parlare delle sue ossessioni nei miei riguardi e faceva esplicito riferimento al fatto che le ragazze avrebbero dovuto preferire rapporti con uomini”.

Lascia un commento