Intervista a Dan Savage: diritti, libertà, sesso, vita privata

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Dan Savage racconta il suo ultimo libro e si confessa ai lettori di Gay.it

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In occasione dell’uscita del suo ultimo libro L’amore rende liberi (Baldini & Castoldi) abbiamo con grande onore intervistato Dan Savage. Non solo scrittore ma anche giornalista e attivista per le cause LGBT, l’americano Dan Savage è molto seguito e amato in Italia per la sua rubrica Savage Love dove affronta tematiche sessuali con piglio originale e avanguardista. Per Dan Savage il sesso è un universo che deve essere vissuto senza alcun tipo di pudore o censura ed è il luogo più adatto all’essere umano per esprimere senza remore la sua identità e la sua unicità.

In quest’ultima opera, L’amore rende liberi, l’autore affronta il problema della libertà attraverso le sue esperienze personali e con un’immersione profonda nella cultura statunitense e nella vita dei cittadini americani. Con sagacia vengono scandagliati tutti i luoghi comuni e le convinzioni sull’amore, sul matrimonio, sull’omosessualità, sui valori cristiani attraverso una scrittura concreta e che crea una vera e propria enciclopedia moderna sulla libertà.

Gli abbiamo chiesto di parlare un po’ di tutto, dal suo libro ai diritti LGBT, dalla sua privata all’Italia. Lui ha risposto, come sua abitudine, con la libertà di idee e di pensiero che ne caratterizza non solo lo scrittore quanto l’uomo.

Da dove è arrivata l’esigenza, la necessità di scrivere questo libro?

Vi sono molti motivi, anche politici. Come autore che scrive di sesso, ho sentito e avvertito oggi più che mai che tutti e soprattutto i politici dovrebbero essere responsabili su tutto ciò che concerne il sesso. Il primo dovere di uno scrittore è quello di responsabilizzare.

Nel libro parli del significato di essere gay, in particolare oggi. Puoi riassumerlo in poche parole?

Essere gay è una di quelle cose che impatta la tua vita. Il significato che puoi dare a questa parola dipende da dove ti trovi nel mondo. Se sei in Uganda o in Russia è molto diverso essere gay rispetto a un cittadino degli Stati Uniti, della Francia o dell’Italia. Ad esempio essere gay in America significa, oggi, confrontarsi con discriminazione e omofobia. Esserlo in Italia vuol dire affrontare la mancanza di diritti per le coppie. In Russia i gay sono terrorizzati da un governo repressivo. Le lotte per i diritti LGBT continuano ovunque, in ogni angolo del mondo. Le persone gay vengono attaccate duramente in paesi come Russia, Nigeria, Uganda o Giamaica. I governi di questi paesi dovrebbero guardare all’occidente e dovrebbero garantire più diritti. Stati uniti e Unione Europa dovrebbero a loro volta ricordarsi ogni giorno che se la situazione nell’occidente migliora va invece peggiorando in altri paesi.

Il tuo libro parla del concetto di libertà. Oggi in occidente si usa la parola in particolare per quanto riguarda l’affermazione della libertà sessuale. Perché è così importante oggi?

Ci sono voluti molti anni per arrivare, anche nei paesi occidentali, all’uguaglianza per le donne. Siamo anche arrivati finalmente a capire che discriminare per la religione o la razza è sbagliato. Negli ultimi 30 anni la maggior parte delle lotte negli Stati Uniti si sono avute per i diritti LGBT. I dibattiti sull’uguaglianza e sui diritti LGBT sono stati al centro di ogni dibattito e hanno dominato ogni discorso. Guardando ad altri paesi sono sicuro che questa lotta continuerà e nei prossimi anni parleremo ancora di questo, probabilmente con la stessa intensità.

Cosa ha rappresentato per te, come cittadino americano, la sentenza del 26 giugno? (La Corte Suprema il 26 giugno 2016 ha dichiarato il matrimonio tra persone dello stesso sesso costituzionale in tutti gli Stati Uniti)

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Cosa ha significato per me? (ride). Ha avuto un significato come uomo, come uomo gay , come americano e come uomo sposato da 12 anni. Venti anni fa non avrei mai immaginato che un giorno sarei potuto essere legalmente sposato con un altro uomo. È stato molto importante, un giorno importante. Lessi la sentenza e poi piansi. Perché è stato doloroso sentirsi a lungo, per tutta la vita, un cittadino non uguale agli altri, sentire che l’amore per mio marito era diverso a livello legale rispetto a quello degli altri. Prima di quel 26 giugno quello che avevo detto e pensato da quando avevo 12 anni era sbagliato, incostituzionale, contrario ai valori di questa nazione.

In Italia non abbiamo leggi riguardo a matrimoni e unioni gay. Cosa dovrebbero fare le persone, i singoli, le associazioni?

La cosa più importante di tutte è il coming out, essere completamente aperti sulla propria identità sessuale con i familiari, gli amici, tutti. Indifferente che tu sia gay, lesbica, bisessuale o trans. Essere aperti è ciò che davvero cambia le persone. Tutti sottovalutano la possibilità che qualcuno possa essere gay o non lo capiscono. So benissimo che per molti il coming out può essere pericoloso ma davvero è questo ciò che cambia e potrà cambiare le cose. Solo in questo modo potremo pretendere per i nostri diritti.

Sei infedele? Ci sono possibilità di avere un appuntamento romantico con te?

Sì sono infedele. Io e mio marito non siamo monogami ed è un nostro accordo. La risposta alla domanda sono infedele? Facciamo a volte sesso con altre persone ma per noi è ok e questo non viola assolutamente il nostro rapporto e la nostra fiducia. Quindi non sono infedele, semplicemente non sono monogamo.

La tua prospettiva dell’Italia? Cosa pensi degli italiani?

Oddio. Non vengo da tantissimo tempo in Italia, almeno 25 anni, e le nazioni come le culture cambiano. La mia impressione è come quella che ho di tanti paesi europei. Sono posti magnifici dove le persone apprezzano altre cose e non solo soldi, ricchezza o potere.

Verrai in Italia?

(Ride) Sono stato invitato per la prossima estate e spero tanto di riuscire a venire. Vorrei anche venire per il Giubileo.

E noi ti aspettiamo a braccia aperte caro Dan!

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