DDL Zan, quando Italia Viva lo definiva “testo equilibrato” e Scalfarotto assicurava “nessun accordo con la destra”

8 mesi di tweet e dichiarazioni rimosse in 72 ore. Così è cambiata la strategia renziana nei confronti del DDL Zan.

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DDL Zan, quando Italia Viva lo definiva "testo equilibrato" e Scalfarotto assicurava "nessun accordo con la destra" - Scalfarotto 2 - Gay.it

“Non esiste nessun margine di accordo con la destra, per il semplice motivo che la destra non vuole nessuna legge. Ti pare che uno che non riesce a condannare la vergogna della legge ungherese cerca genuinamente un accordo su una legge antiomofobia in Italia? Siamo seri”.

Così Ivan Scalfarotto il 26 giugno scorso, ovvero poco più di una settimana fa, replicava sui social a Mario Lavia de Linkiesta, che riportava l’indiscrezione di un ddl Zan a rischio aula con il voto segreto. Cosa sia successo negli ultimi 10 giorni, lo sanno solo Matteo Renzi e i suoi senatori. Lo stesso Scalfarotto, lo scorso 28 aprile 2021, festeggiava su Twitter la calendarizzazione in Commissione Giustizia del Senato del ddl Zan, “grazie al voto decisivo di Italia Viva”. “Ora spediti verso l’approvazione di una legge di civiltà che il Paese non può più aspettare”, concludeva il sottosegretario, questa mattina sceso in campo in difesa del proprio partito e delle modifiche richieste al DDL che lo scorso mese, proprio Scalfarotto, riteneva improbabili. Peccato che “la legge di civiltà che il Paese non può più aspettare” sia stata poi strattonata, con richieste di modifica che ne mettono a rischio la sua approvazione.  Un cortocircuito di credibilità politica che ci riporta al mai dimenticato voltafaccia grillino sulle unioni civili del 2016.

DDL Zan, quando Italia Viva lo definiva "testo equilibrato" e Scalfarotto assicurava "nessun accordo con la destra" - Scalfarotto - Gay.it

Un DDL, lo ricordiamo, che i deputati di Italia Viva non solo hanno votato alla Camera dei Deputati, lo scorso novembre, ma hanno persino contribuito a realizzare. La deputata Iv Lucia Annibali fu prima firmataria di quell’articolo 1 che ora Italia Viva chiede di stralciare, tanto dall’aver festeggiato l’approvazione alla Camera, lo scorso 4 novembre, con queste parole: “Con il voto di oggi, il nostro Paese si dota di una legge che ha l’obiettivo chiaro di prevenire e contrastare discriminazioni e violenze”. “Si tratta di un intervento normativo atteso da tanti anni, grazie al quale ci mettiamo al passo con gli altri Paesi europei, rendendo la nostra società più inclusiva, più eguale, più libera, più avanzata. La necessità di dotare il nostro ordinamento giuridico di una normativa penale specialistica, d’altro canto, si evince con chiarezza dai dati emersi dalla cronaca”.

Annibali definì il DDL Zan un ottimo testo, perché “frutto di un lungo e complesso lavoro svolto in questi mesi“. “È nostro avviso un testo equilibrato – che persegue un corretto bilanciamento tra principi costituzionali in gioco, la libertà di manifestazione del pensiero, da un lato, e la tutela della dignità umana e del principio di eguaglianza, dall’altro – e integrato, poiché affianca alla parte penale, l’adozione di specifiche azioni positive, rivolte alla prevenzione, alla protezione e al supporto delle vittime di azioni discriminatorie e violente”.

Lucia Annibali, non a caso, è silente da giorni. Ma non fu la sola ad esultare, quel 4 novembre 2020. “L’Italia ha compiuto oggi un enorme passo avanti nella lotta alle diseguaglianze”, disse la senatrice IV Donatella Conzatti. “Ora il mio auspicio è che anche da noi in Senato la legge venga approvata il prima possibile”.

“È una legge che ha visto una gestazione in commissione di 12 mesi e un dibattito molto intenso in Aula negli ultimi giorni”, aggiunse il deputato IV Massimo Ungaro. “Credo si tratti di un risultato molto importante sul fronte della lotta alle discriminazioni contro le persone Lgbtqi+ che riporta l’Italia in linea con gli altri Paesi europei. Un risultato politico e culturale”. “Sono orgoglioso del lavoro di Italia Viva e delle colleghe Lisa Noja e Lucia Annibali per aver incluso la disabilità tra le fattispecie di discriminazione previste”.

Persino la ministra IV per le pari opportunità Elena Bonetti, che ha quasi sempre taciuto dinanzi al DDL Zan, si disse soddisfatta dell’introduzione della giornata contro l’omotransfobia nelle scuole. Quell’articolo 7 che ora Italia Viva vuole modificare. Una giornata, disse Bonetti, utile a “promuovere una cultura del rispetto e dell’inclusione, del contrasto ai pregiudizi, alle discriminazioni e le violenze motivate sull’orientamento sessuale sull’identità di genere. Queste iniziative si svolgeranno nelle pubbliche amministrazioni, all’interno delle quali ci sono anche le scuole ma ovviamente sempre nel rispetto dell’autonomia scolastica e ovviamente la giornata non avrà un carattere di festività”.

Ieri Davide Faraone, capogruppo al senato di Italia Viva, ha definito il DDL Zan un “testo confuso ed inefficace“. Cosa sia cambiato in pochi mesi, con l’attacco sconsiderato della Santa Sede, i sondaggi che vedono IV ai minimi storici e assestamenti politici futuri eventuali da iniziare a pianificare, non è propriamente chiaro. O forse sì. Nel dubbio Matteo Renzi, con un monologo in diretta Facebook (video a seguire), ha fatto intendere che IV avrebbe proposto un accordo ad ampio raggio perché in senato Pd e 5 Stelle voterebbero contro a scrutinio segreto. Non i suoi senatori, contrari a questo DDL tanto da chiederne la modifica. Ma gli altri, da mesi in trincea in difesa di questo DDL. Un Renzi che ancora una volta pretende applausi, strette di mano e riverenze per aver fatto approvare le unioni civili con un voto di fiducia, nel 2016. “Io so come funziona il Parlamento, io ho portato a casa riforme, io ho allargato i diritti“. Io, Io e sempre io, precisa sui social il senatore.Non mi fanno paura gli insulti di leoni da tastiera che parlano di cose che non conoscono. Con il testo Zan si va sotto, con la Scalfarotto si passa. Allora? Ora e sempre #ControCorrente“.

Definirsi con orgoglio ‘controcorrente’ sui diritti, solo e soltanto per promuovere il proprio ultimo libro, ma soprattutto dare inspiegabilmente per scontato il voto favorevole di Lega e Forza Italia alle modifiche richieste da Italia Viva, senza aggiungerne altre che vadano ulteriormente a svuotare il DDL, con approvazione rapida e blindata tanto alla Camera (dove bisognerebbe tornare) quanto al Senato. Caro Matteo Renzi, ma di cosa stiamo parlando?

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