Emily Dickinson torna al cinema: riscoprendo una poetessa queer e ribelle

Il film di Madeleine Olnek, dal 1 giugno al cinema, dà nuova vita alla vita sentimentale della scrittrice. Lo riscopriamo insieme al saggio di Federica Fabbiani.

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Emily dickinson torna al cinema
Wild nights with Emily (still)
3 min. di lettura

Il prossimo 1 Giugno Emily Dickinson arriva al cinema: Wild Nights With Emily – pellicola indipendente del 2018, diretta dalla regista Madeleine Olnek – approda finalmente nelle sale italiane. Il film racconta la storia della celebre poetessa di Hampshire, attraverso le lettere d’amore scambiate con un’altra donna, in un tempo dove la parola “lesbica” non era nemmeno contemplata. Il film verrà presentato in Italia, in compagnia della sua regista, questo martedì 31 Maggio al Sicilia Queer Filmfest di Palermo (a questo link potete trovare tutti gli incontri).

 

Emily dickinson torna al cinema
Locandina di Wild Nights With Emily in arrivo al cinema il prossimo 1 Giugno.

Il titolo rimanda all’omonima poesia “Notti Selvagge“, dove riemerge l’urgenza di un amore travolgente e passionale, rivolto ad un “tu” senza genere, che negli anni ha gradualmente preso il volto di Susan Huntigton Dickinson, cognata di Emily e moglie del fratello Austin Dickinson. Più che affidarsi ai libri di storia o i luoghi comuni, al contrario, Olnek riosserva i documenti attraverso una lente nuova e inaspettata. Come evidenzia la scrittrice e giornalista, Federica Fabbiani, nel suo saggio Sguardi Che Contano. Il Cinema al Tempo della Visibilità Lesbica (edito da Iacobelli), stando ad un articolo del New York Times, numerosi passaggi dai manoscritti della poetessa sono stati censurati e modificati negli anni (presumibilmente per mano di Mabel Loomis Todd, amante di Austin): attraverso l’utilizzo della tecnologia spettrografica, la professoressa Martha Nell Smith rilevò che il nome dell’amata Susan fu rimosso con penna e inchiostro, nascondendo al mondo una storia d’amore che “intere generazioni di studiosi erano decise a ignorare, rimproverare o censurare“.

 

Alla Emily Dickinson agorafobica e reclusa nella propria camera, si contrappone una donna ribelle, controcorrente, e inaspettatamente esilarante (qui merito anche della strepitosa interpretazione di Molly Shannon), che Olnek racconta con ironia e umanità, sottraendosi alla narrazione pietistica che per anni è stata cucita intorno l’immagine della poetessa americana. Il film alterna diversi punti di vista, unendoli e sovrapponendoli tra loro: quello inaffidabile di Mabel, che non corrisponde mai veramente a quello che vediamo sullo schermo, quello maschilista che numerose autrici e donne della storia si sono trascinate dietro, e quello della stessa regista che cerca di dare spazio e dignità a due donne innamorate “fuori dalla norma o eccentriche che dir si voglia, emarginate dal discorso mainstream“. Ma Wild Nights with Emily è solo una delle tante trasposizioni che hanno cercato di riportare in vita Emily Dickinson sullo schermo: da A Quiet Passion di Terrence Davis, che come nota Fabbiani, si distingue dal film di Olnek con una rappresentazione più in linea con l’immaginario comune – Emily solitaria, innamorata di un reverendo, incapace di rapportarsi al mondo esterno – ma aggiungiamo anche Dickinson, serie Apple TV con Hailee Steinfeld, dove la poetessa si ripresenta in veste squisitamente Gen Z, accompagnata dalle musiche di Billie Eilish e rompendo la quarta parete.

emily dickinson torna al cinema
Molly Shannon e Susan Ziegler in Wild Nights with Emily (2018)

Soffriva di agorafobia, epilessia o disturbo bipolare? Era lesbica, una proto-femminista, una religiosa radicale, una pioniera sessuale? Le poesie supportano quasi ogni teoria e possono adattarsi a varie interpretazioni” scrive Fabbiani “Ognuno di noi che ha amato le sue poesie vi trova una voce che sembra parlare ai propri pensieri più reconditi.” Soprattutto, la regista non scalpita per affibbiare un’etichetta all’orientamento della sua protagonista, ma al contrario, la relazione tra Emily e Susan viene definita una sorta di “protolesbismo” in un’epoca dove l’identità lesbica non aveva ancora un riconoscimento collettivo: “Questa è stata una storia difficile da scoprire, perché ovviamente la storia delle donne è profondamente sepolta.” scrive Fabbiani. E risiede proprio qui la potenza del film di Madeleine Olnek: pur senza affidarsi a rapide definizioni, Wild Nights With Emily è un’opera di finzione che lascia spazio ad ogni versione di Emily Dickinson accumulata negli anni, e al contempo, apre la possibilità per una nuova storia, scevra da censure o qualunque eteronormativa.


Notti Selvagge – Notti Selvagge!

Fossi io con te
Notti Selvagge sarebbero
La nostra voluttà!
Inutili – i Venti –
A un Cuore in porto –
Via il Compasso –
Via la Mappa!

Vogare nell’Eden –
Ah, il Mare!
Potessi soltanto ormeggiare – Stanotte –
In Te!

 

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