Stanno facendo giustamente discutere le parole della ministra per le Pari Opportunità Eugenia Roccella, ex radicale che è stata insignita dal governo Meloni, tra le altre che fanno capo al suo ministero, della responsabilità di eliminare le discriminazioni. Dall’inizio della legislatura ad oggi, tuttavia, non è riuscita a fare un gran lavoro, soprattutto in tema di omogenitorialità e riconoscimento delle famiglie arcobaleno.

Come se non bastasse, nonostante la ministra Roccella si definisca femminista, si è più volte dichiarata in termini ambigui circa il diritto all’aborto, tema caldo tanto all’estero quanto in Italia. Che la destra sovranista e pro-vita non veda di buon occhio questo diritto e abbia tentato a più riprese di limitarlo è cosa ormai risaputa. La ministra delle Pari Opportunità, tuttavia, si è spinta anche oltre.

Ospite di Serena Bortone a “Oggi è un altro giorno” (qui la puntata integrale) per presentare il suo romanzo “Una famiglia radicale”, Eugenia Roccella ha parlato anche di diritti e di donne. In uno slancio di onestà, forse dovuto all’effetto delle telecamere, ha risposto in modo tanto immediato quanto di poco gusto a una domanda della giornalista e conduttrice. Questo il breve scambio di battute:

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«L’aborto fa parte di una delle libertà delle donne?»
«Purtroppo sì»

La posizione della ministra Roccella è ormai palese e sotto gli occhi di tutti, oltre che a trattarsi di un’uscita davvero infelice, già criticata da più parti, da esponenti dell’opposizione a personaggi pubblici e utenti online.

Posizione che, tra l’altro, è condivisa dalle forze di maggioranza. Risale solo alla scorsa settimana, ad esempio, la proposta dell’ennesimo DDL pro-vita con cui si vuole modificare l’articolo 1 del codice civile in materia di riconoscimento della capacità giuridica dell’essere umano per arrivare a considerare un feto, al momento del concepimento, una persona giuridica. Il che renderebbe di fatto nulla la legge 194 che disciplina il diritto all’aborto senza toccare la legge in sé.

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