L’Aria Che Tira, Borgonovo vs. Ilaria D’Amico: “L’Italia non è un paese maschilista, il DDL Zan discrimina le donne”

Si accende lo studio di La7 per la lite tra il vicedirettore de La Verità e la giornalista sportiva, chiamati a commentare la polemica sulla Partita del Cuore.

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L’Aria che Tira nello studio del programma di La7, condotto da Myrta Merlino? Di scontro acceso, come quello andato in scena nella puntata di oggi, fra i giornalisti Francesco Borgonovo e Ilaria D’Amico, chiamati a commentare la polemica scoppiata ieri intorno alla Partita del Cuore. Dopo le accuse su Instagram dell’attrice Aurora Leone, che ha rivelato di essere stata esclusa dalla cena di vigilia del match in quanto donna, l’argomento è giunto anche in tv.

Dopo le dimissioni del direttore generale della Nazionale Italiana Cantanti, in campo per l’evento, Ilaria D’Amico ha deciso di intervenire con estrema lucidità e chiarezza sul caso. Ecco cos’ha rivelato la giornalista sportiva ai microfoni della trasmissione:

Non voglio generalizzare, ma questi uomini spesso hanno purtroppo posizioni apicali, quindi possono determinare situazioni di sciatteria e imbarazzo, a leggere le cose dal punto di vista dell’educazione e delle dinamiche. Aurora viene trattata come un’infiltrata e invitata ad alzarsi dal tavolo in una causa di beneficienza che dovrebbe essere inclusiva. Non solo ci sono tantissime ragazzine che giocano a calcio, in questo caso c’è proprio un’idiozia: c’è stata un’ignoranza grassa, satolla. Sono 30 anni che la nazionale coinvolge le donne.

Molto più garantista con i dirigenti della squadra e con l’organizzazione dell’evento è il giornalista Francesco Borgonovo, che dopo aver ricordato la partecipazione indisturbata di donne nel calcio negli anni precedenti, ha fatto intendere che le cose potrebbero anche essere andate in maniera diversa. Una posizione non troppo dissonante con quella di alcuni artisti che hanno preso parte alla partita, come Sandro Giacobbe:

Qualcuno di voi era lì? No, perché non mi sembra. Stiamo sentendo la versione di una persona che era invitata, ho letto dichiarazioni diverse. Pecchini si è dimesso perché non siamo un paese sessista, noi non abbiamo neanche indagato su come sia andata questa cosa. Se questo signore ha detto delle frasi sgradevoli ha fatto benissimo a dimettersi. Ma non mi pare che il problema di far giocare le donne si ponga in questo contesto.

Francesco Borgonovo, dalla misioginia nel calcio al DDL Zan: “Volete far giocare gli ex uomini con le donne”

Il discorso non coincide con la testimonianza di un’altra donna, questa volta giocatrice titolata, Cecilia Salvai. Dopo la vittoria dello scudetto, all’atleta era stato richiesto di partecipare alla Partita del Cuore, “ma poi alla fine non se n’è fatto più niente perché non c’erano abbastanza quote rosa da poter giustificare la mia presenza”, ha rivelato sulle proprie Stories di Instagram.

Tornando all’arringa di Borgonovo a L’Aria che Tira, ben presto l’argomento è slittato dalla critica sulla misoginia nei contesti sportivi al DDL Zan, che mira a condannare i reati e le violenze commesse per l’identità di genere. L’occasione l’ha offerta l’articolo dedicato proprio alla questione del genere, ancora poco compreso dai commentatori tv, mescolato con il tema dello sport e della partecipazione alle competizioni delle donne trans. Ecco la replica del giornalista:

Sappiate che il PD e una parte del vuole approvare una legge che prevede l’equiparazione di chi cambia sesso alle donne. Nello sport c’è una lunga battaglia da anni con atlete famose, donne discriminate perché pensano che i transessuali facciano sport insieme alle donne. Voi volete approvare una legge che impedisce alle persone di dire di essere contrarie a questo con la scusa dell’omofobia. […] Dite “che bello le donne”, poi vi approvate la vostra legge e le donne che fanno sport si ritrovano un ex uomo di 1.80 metri con il fisico. Poi vediamo dov’è la vera discriminazione. Parlate di questo, se avete il coraggio.

All’intervento ha replicato Ilaria D’Amico, che ha invece difeso il disegno di legge, la cui validità è stata messa in dubbio dal giornalista con il pretesto dello sport, nuovo cavallo di battaglia dei contrari all’espansione della Legge Mancino. “Una postilla” per la giornalista sportiva, fermamente convinta sulla persistenza delle discriminazioni fra i generi nella nostra cultura. Non è tardata ad arrivare la risposta di Borgonovo:

Una postilla? Lei che mi vuole dare lezione non l’ha letto, se lo legga prima, è l’articolo 1. Non sa neanche di cosa sta parlando, glielo cito a memoria se vuole. Ma cosa sta dicendo.

La discussione in collegamento fra i due giornalisti ha spinto la conduttrice a mandare in onda la pubblicità, così da ricondurre i toni e gli argomenti al principio. Troppo comodo sollevare una polemica parallela per discreditare l’impegno politico di chi lotta per abbattere quel sistema machista che regola anche lo sport.

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